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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Vettel in Ferrari e il giallo Alonso: la F1 non è solo Mercedes

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Sebastian Vettel al volante della Ferrari

luca puerari

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Ci siamo. Si riaccendono i motori della Formula 1. Domenica, sul circuito cittadino di Melbourne, si disputa il primo Gran premio della stagione 2015 che si preannuncia molto interessante, con tante novità e forse un po' più combattuta rispetto a quella dell'anno scorso dove il dominio della Mercedes è stato davvero schiacciante. Questo è l'auspicio degli appassionati ma è anche ciò che si è potuto intuire dai test invernali che sino svolti alcune settimane fa in Spagna.

 

Prima di dare uno sguardo alla pista e alle novità dei team (e sono tante), non posso non soffermarmi sulla vicenda Alonso. Il campione spagnolo, ex ferrarista e da questa stagione alla McLaren, domenica in Australia non ci sarà: è stato fermato dai medici in seguito ad un incidente durante i test di fine febbraio a Barcellona. Da settimane si scrive e si legge di questo incidente definito strano, ma nessuno è riuscito a ricostruire quanto accaduto realmente e persino Bernie Ecclestone e Flavio Briatore hanno avanzato perplessità sul comportamento - che potrei definire poco trasparente - della McLaren. Si è detto di un malore del pilota, di una scarica elettrica che avrebbe fatto perdere conoscenza e momentaneamente la memoria ad Alonso, il team ha addirittura chiamato in causa il vento forte per spiegare la botta contro il muretto. Non va bene. Serve chiarezza e soprattutto quando si parla della sicurezza dei piloti non si può e non si deve derogare. La McLaren è già in ritardo, spieghi al più presto quanto è successo. E il fatto che Alonso, uno dei protagonisti certi del Mondiale, sia stato fermato dai medici almeno per una gara è una ragione in più per chiudere la vicenda in modo serio.

 

Sebastian Vettel alla Ferrari e Fernando Alonso alla McLaren di nuovo motorizzata Honda sono le principali novità della stagione. Inutile dire che c'è grande curiosità per vedere i due piloti in pista. Vettel, quattro volte campione del mondo con la Red Bull dal 2010 al 2013 lo scorso anno, con il passaggio ai motori ibridi (la famosa power unit) è andato in crisi e alla Red Bull ha subìto la sfrontatezza e la velocità di Daniel Ricciardo che ha fatto molto bene. Era logico attendersi un cambio di volante per il tedesco che cerca nuovi stimoli. Alla Ferrari li ha trovati e se la macchina lo assisterà ci metterà del suo per riportare la Rossa sul podio e magari già da questa stagione alla vittoria di una gara. Non dimentichiamo che alla Ferrari è cambiato tutto, non solo il primo volante. E' iniziata l'era di Sergio Marchionne, presidente al posto di Luca Cordero di Montezemolo e il team principal della scuderia di Maranello è Maurizio Arrivabene che ha sostituito Marco Mattiacci, al muretto della Rossa per pochi mesi. Alonso alla McLaren era una mossa attesa, quasi scontata. Dopo cinque stagioni in Ferrari con successi e delusioni - più le seconde - lo spagnolo doveva cambiare. Ha scelto un progetto nuovo, stimolante ma per niente scontato. Il ritorno della Honda nel circus della Formula 1 è una grande novità ma la strada è lunga e i test invernali hanno dimostrato quanto il team di Ron Dennis sia indietro rispetto agli altri. E non solo nei confronti della Mercedes.

 

Il Mondiale, sorprese clamorose a parte, sarà un affaire Mercedes dove si rinnoverà la lunga sfida tra Hamilton e Rosberg. Il pilota tedesco-finlandese ha giurato che quest'anno sarà il suo turno ma sulla carta l'inglese campione del mondo ha qualcosa in più non tanto sulla velocità secca sul giro quanto sulla gestione della gara e più in generale della stagione che è fatta anche di momenti di difficoltà.

 

Nella battaglia tra le due Frecce d'argento, discorso Ferrari a parte, si potranno inserire Massa e Bottas, i due piloti della Williams e Ricciardo con la Red Bull. Questi piloti l'anno scorso hanno fatto molto bene e per ragioni diverse sono attesi alla conferma. La Williams dal punto di vista tecnico è molto avanti, è motorizzata Mercedes e si sa che la power unit della casa tedesca è la migliore. Massa e Bottas sono bene assortiti, rappresentano un ottimo compromesso tra esperienza, velocità e affidabilità e potranno fare bene. Discorso diverso per Ricciardo: il pilota australiano è un vero talento ma al momento la Red Bull sembra un gradino sotto le concorrenti. Toccherà a Ricciardo esaltarsi e fare la differenza.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

11 Marzo 2015

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