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Federer, 1.000 vittorie: un campione di talento e umiltà

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Roger Federer

luca puerari

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Leggendario, straordinario, unico. Chi se non lui: Roger Federer. Domenica, battendo il canadese Milos Raonic nella finale del torneo di Brisbane, il campionissimo svizzero ha raggiunto la vittoria numero 1.000 nel circuito dei professionisti che king Roger frequenta dal 1998 (debutto e prima vittoria nel torneo di Tolosa quando era il numero 857 della classifica mondiale dell'Atp). E' incredibile anche la percentuale di vittorie, quasi l'82%, sul totale dei match giocati in carriera. Ora, a 33 anni, il 'Maestro' è entrato a far parte di un club ristrettissimo che conta solo altri due membri: Jimmy Connors, recordman con 1.253 vittorie, e Ivan Lendl, che con 1.071 successi è nel mirino dello svizzero.

 

La carriera e il palmares di Federer sono formidabili. Roger ha vinto 83 titoli dell'Atp (di cui 23 Master 1000, i più importanti come categoria) e soprattutto 17 Slam: quattro volte gli Australian Open, il Roland Garros a Parigi nel 2009, sette volte Wimbledon e cinque volte gli Us Open. Nel 2014 ha regalato la Coppa Davis alla Svizzera (primo storico successo) aiutato nell'impresa dall'allievo, ormai diventato campione vero, Stan Wawrinka. Nella sua bacheca anche due medaglie olimpiche. L'oro del 2008 vinto a Pechino in doppio proprio con Wawrinka e l'argento del 2012 a Londra.

 

Federer detiene anche il record per il maggior numero di settimane consecutive (ben 237) al numero uno della classifica mondiale. Il regno ininterrotto di king Roger è cominciato il febbraio del 2004 ed è terminato nell'agosto del 2008. L'abdicazione è stata momentanea perchè lo svizzero ha saputo ritornare al primo posto per quasi un anno tra il 2009 e il 2010 e anche nel 2012 per un periodo più breve. Attualmente è al numero 2 dietro Novak Djokovic.

 

Numeri e statistiche da capogiro che Federer è intenzionato ad aggiornare. L'epilogo di questa grande storia di sport, infatti, non è imminente: ha più volte ribadito l'intenzione di voler restare in pista almeno nelle prossime due stagioni (2015 e 2016) anche perchè tiene moltissimo alle Olimpiadi di Rio 2016 dove punterà alla medaglia d'oro in singolare.

 

Fare confronti tra campioni di epoche diverse è un esercizio molto difficile ma in questo caso è opinione diffusa che Roger Federer sia il più grande tennista di tutti i tempi. Il campione svizzero non solo ha saputo vincere su tutte le superfici ma ha dominato e sta dominando un'epoca nella quale, tra l'altro, ha dovuto fare i conti con fenomeni assoluti come Rafa Nadal e Novak Djokovic.

 

La qualità del suo tennis per anni e anni è stata inarrivabile per gli avversari e ancora oggi Federer rappresenta il termine di paragone tecnico più credibile per chi vuole giocare un tennis creativo. Il campione di Basilea ha da sempre nel polso e nella racchetta tutti i colpi e in questi anni non ha fatto altro che migliorarli: servizio veloce e preciso, dritto penetrante, rovescio a una mano sia coperto che in back bellissimo da vedere ma anche efficace, gioco a rete praticamente perfetto con una voleè di rovescio stilisticamente sublime.

 

A un bagaglio tecnico favoloso Federer ha saputo abbinare due qualità assolutamente fondamentali e per nulla scontate, soprattutto per un campione baciato dal talento: una preparazione fisica da grande professionista che gli consente di tenere botta contro avversari più giovani e una grande umiltà.

 

Dato in parabola calante in diverse occasioni, Federer ha saputo mettersi in discussione. Dopo i 30 anni ha cambiato la sua storica racchetta per cercare di modificare alcuni aspetti del suo gioco e ha scelto di cambiare allenatore affidandosi alle cure di Stefan Edberg, mago del gioco d'attacco degli anni '80 e '90. Chi l'avrebbe fatto al suo posto? Pochi, forse nessuno.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

12 Gennaio 2015

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