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Domenica 11 Dicembre 2016

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Allenatori sull'ottovolante, quanto sono scomode certe panchine!

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Walter Mazzarri sulla panchina dell'Inter

luca puerari

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Allenatori in discussione, altri sull'orlo di una crisi di nervi, altri ancora alla ricerca di una propria identità. Questo scorcio di serie A ci regala una serie di situazioni davvero interessanti per ciò che riguarda i tecnici.

 

Massimiliano Allegri con la Juventus - che ancora fatico a definire 'la sua Juventus' - fatica in Champions League ma è pur sempre in testa alla classifica della serie A. Bene, quando va in conferenza stampa occupa la maggior parte del suo tempo, e della sua pazienza, per 'smarcarsi' dai continui paragoni con la Juventus di Antonio Conte. Beh, non c'è da stupirsi. Allegri sta adottando ancora il 3-5-2 di Conte e non ha quasi mai proposto il suo marchio di fabbrica, la difesa a quattro. In attesa della novità, se mai arriverà, siamo di fronte a due squadre diverse. La Juve di Conte era assatanata, aggrediva l'avversario e lo sfiancava grazie all'intensità del gioco; la Juve di Allegri approccia la partita in modo più compassato. L'ombra di Conte è lunga ed è inevitabile che 'copra', almeno in parte, la figura di Allegri. L'ex mister del Milan per uscire da questa situazione dovrebbe 'strappare' col passato e caratterizzare la squadra. E' una mossa coraggiosa e al tempo stesso rischiosa, qualche juventino potrebbe anche dire 'ma chi te lo fa fare che sei in testa alla classifica'?

 

Peggio di Allegri sta Walter Mazzarri. L'allenatore dell'Inter è inviso alla maggior parte del popolo nerazzurro che a San Siro lo fischia sonoramente e i risultati della squadra, per ora scarsi, fanno il resto. In più Mazzarri ha il problema di muoversi in una società che, dopo l'arrivo di Erick Thohir al timone, si sta ancora strutturando. E' di pochi giorni fa il caso Moratti, fresco fresco di dimissioni dalla carica di presidente onorario. L'ex patron dei nerazzurri, l'uomo che peraltro lo ha scelto sulla panchina dell'Inter, l'ha criticato in modo palese. Mazzarri, indispettito, non l'ha degnato neanche di un commento. Figuriamoci i livelli di tensione. Ma non è finita: Mazzarri incassa una settimana sì e l'altra pure la fiducia di Thohir ma poi dall'interno della società trapelano ultimatum e mal di pancia che finiscono sui giornali. E cominciano a girare i nomi dei soliti noti: torna Mancini, Zenga è disponibile a fare il traghettatore (non si sa bene verso dove...). Mazzarri per ora resiste ma la vita a Milano è grama.

 

Altro allenatore sull'ottovolante è Rafa Benitez. Già fuori dalla Champions League, da una partita all'altra il suo Napoli va dalle stelle alla stalle. Ne prende due in Svizzera dallo Young Boys e ne fa sei al San Paolo contro il Verona. Certo che se Rafa curasse la difesa come insegna i movimenti in attacco il Napoli sarebbe una squadra da evitare accuratamente. Lui, imperterrito, va avanti per la sua strada: in conferenza stampa dispensa sorrisetti e massime 'alla Catalano' assicurando i tifosi che non ci sono problemi e che il Napoli lotterà fino all'ultimo per traguardi importanti. Sembra tranquillo e un mesetto fa si è addirittura concesso qualche giorno di ferie in Inghilterra.

 

Se Allegri vuole smarcarsi da Conte, Andrea Stramaccioni vuole 'emanciparsi' dalla sua amata Inter. Il nuovo allenatore dell'Udinese sta facendo benissimo con i friulani ma più che la sua nuova esperienza pare che al circo del pallone interessi il suo parere sulle vicende nerazzurre. Nei giorni scorsi è sbottato persino lui che ama quei colori ma non ne può più.

 

L'inizio di stagione del Parma, invece, è stato disastroso e il suo allenatore Roberto Donadoni sta vivendo l'incubo che molti mister hanno vissuto nella loro carriera. L'anno scorso era un allenatore fantastico, uno dei migliori, cercato da tutte le squadre, ora è un incapace che non capisce i 'mali' della sua squadra ed è in rampa di lancio per un esonero che solo alcune settimane fa avrebbe avuto dell'incredibile.

 

Detto che Rudy Garcia e Pippo Inzaghi alla Roma e al Milan, per ragioni diverse, per le loro tifoserie sono due idoli che si possono addirittura permettere il lusso di sbagliare senza che nessuno faccia una piega, 'stupisce' la vicenda di Zdenek Zeman che, ormai a fine ottobre, non è ancora stato messo in discussione: merito della sua società, il Cagliari, che con la gestione del presidente Giulini ha cambiato registro rispetto alla gestione Cellino e merito del vizietto di vincere in trasferta segnando 4 gol alla volta. E l'Inter di Mazzarri ne sa qualcosa.

 

27 Ottobre 2014

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