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Giovedì 19 Ottobre 2017

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Cremonese, una strada lunga
Ivan Ghigi

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Il dado è tratto. Con la soddisfazione di molti tifosi a quanto pare, che da tempo invocano una squadra più genuina, più 'sana' e più vera. Nel senso che allo Zini da tempo invocano giocatori che abbiano ancora la fiamma nel petto, la forza nelle gambe e la fame di calcio. Di fronte a giocatori esperti, spesso svezzati da categorie e superiori e con una certa età alle spalle, l'opinione pubblica ha sempre pensato che i ragazzi del vivaio potessero essere una soluzione al problema degli insuccessi, perché non ancora legati ai contratti, perché più vicini alle sorti della società e perché negli occhi hanno orizzonti lontani e dunque sono più disposti alla corsa e al sacrificio.

Proprio qualche settimana fa avevo scritto che i giovani sono il futuro e parte della soluzione, che i giovani sarebbero stati necessari ma non sufficienti, in parole povere giovani sì ma non troppi. Con Simoni e Giammarioli è stata intrapresa una nuova via, che richiede molta pazienza.

Montorfano dovrà plasmare un gruppo che per buona parte comincerà a confrontarsi con la categoria e più in generale con il professionismo. Qualcuno arriverà dal vivaio e probabilmente troverà la strada ancora più in salita degli altri, avrà bisogno di più tempo e più cure; ci saranno poi i ragazzoni delle Primavere, più avvezzi a certe tensioni e più consci di cosa vuola dire affrontare un campionato ambizioso, ma non per questo già preparati a una lunga stagione (con 20 squadre il calendario si allunga di otto giornate rispetto a quanto eravamo abituati). Infine ci saranno gli esperti. Se pensiamo che Andrea Brighenti classe 1987 da esordiente della categoria (con il campionato unico certe definizioni saranno obsolete) è diventato un veterano della squadra, dal 31 agosto prepariamoci ad un impatto visivo decisamente diverso rispetto al passato.

Sinceramente, la pazienza verrà messa a dura prova anche durante il mercato. Non sono pochi coloro che mi hanno già chiesto quale mercato stia allestendo la società, visto che i nomi che girano sono quelli di ragazzi non ancora ventenni. Sul punto risponde Giammarioli: il direttore sportivo ha detto chiaramente che per avere i giovani bisogna correre subito. In sostanza tutti i club adesso si muovono sugli under perché piuttosto di vederli seduti su una panchina di serie B, i club della massima serie preferiscono mandarli in Lega Pro dove hanno più chances di giocare da titolari. La Cremonese non fa eccezione e si è messa in coda, anzi in alcune occasioni ha superato la fila ed è arrivata prima. A parte che il capitolo relativo ai giovani non è ancora chiuso definitivamente, adesso arriva il momento di guardare ai giocatori più esperti, nel senso che in Lega Pro o magari in B qualche apparizione l'hanno già fatta, ma non così tante da considerarsi 'retrocessi' in Lega Pro e quindi a fine stagione.

"Il nostro progetto - ha detto Giammarioli - è di creare una Cremonese giovane ma non troppo. Se prima la media era di 28-29 anni, vogliamo una squadra con un 'età media di 24-25, ma soprattutto l'anno prossimo non vogliamo più trovarci con tre o quattro giocatori come quest'anno da cui ripartire, ma con un gruppo di quindici o sedici giocatori a cui bisogna aggiungere rinforzi mirati".

Trentotto lunghe giornate, senza alcuna preclusione. Questo ci vuole offrire la Cremonese. Un autentico terno al lotto: si parte con il presupposto di restare nella parte alta della classifica ma poi i conti si faranno sul campo. Simoni ha già chiarito cosa chiede alla stagione: uscire dal campo a testa alta ogni domenica, contenti di aver visto una squadra viva che ha provato a fare la sua gara anche se il risultato non sarà stato buono. Riusciremo a vedere ogni match sotto questo punto di vista?

07 Luglio 2014