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Questione di prospettiva

Cremonese ancora in gioco

Questione di prospettiva
Ivan Ghigi

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La Cremonese è ancora in gioco è già questo è un buon punto di partenza. La Cremonese può ancora qualificarsi per la finale di playoff e lo deve fare sul campo di Bolzano, che l’ultima volta è caduto nel giugno del 2004, dieci anni fa, sotto i colpi di un certo Gioacchino Prisciandaro.

Il pareggio strappato allo Zini obiettivamente è un risultato utile, il resto dipende solo dalla prospettiva attraverso la quale uno vuole guardare.

Il Sudirol – dicono - ha corso più della Cremonese: può darsi; semmai è più corretto dire che il Sudtirol ha corso meglio, perché ad ogni corsa corrispondeva l’arrivo del pallone, ad ogni scatto l’aggressione dello spazio puntualmente sfruttato dal passaggio. Il Sudtirol non ha corso di più, ha corso negli spazi sfruttando l’impassibilità della Cremonese, che tatticamente nel primo tempo ha faticato a spostarsi sul campo.

La Cremonese – ridicono – è cotta e poi Brighenti ha i crampi già al 70’. Vero, l’impressione è proprio quella, ma i grigiorossi non hanno pagato un deficit fisico, semmai quello tattico. Senza sapere con precisione come muoversi e soprattutto dove muoversi, ognuno ha evitato di lasciare la propria posizione e ha continuato ad inseguire l’avversario quando la palla ormai era già arrivata. Un tempo in costante ritardo sull’avversario. Le due punte poi, si sono spesso abbassate a metà campo per ricevere palla, ogni volta sessanta metri di campo da fare: poi ci si domanda come mai Brighenti, che è uomo d’area, abbia avuto i crampi.

Il Sudtirol però – sottolineano – è più squadra e ha più equilibri. Perché, scusate, quando mai la Cremonese ha avuto equilibri? Ci si è lamentati per trenta partite dell’assenza di equilibri, non potevano certo essere i playoff o due mesi di lavoro con Dionigi a cambiare le carte in tavola. D’altronde la Cremonese è una squadra costruita (maluccio) per il 4-3-3 e ora è costretta a vestire il 3-5-2 con un tecnico che preferisce la difesa a tre.

Allora? Il pareggio è un buon risultato a fronte di tutto ciò. Senza dimenticare che nella ripresa, la squadra con più equilibri e più gamba è sparita dal campo. Bastava mettere quattro uomini dietro come ha fatto Dionigi? La cronaca della ripresa ci racconta di un colpo di testa di Della Rocca debole e un tiro troppo centrale da posizione favorevole con grande parata di Facchin.

Da quale prospettiva volete vedere la gara? Che sia una o l’altra è innegabile che la Cremonese ha avuto un assaggio di cosa non ripetere a Bolzano. Non va tutto bene, se si decide di non cambiare. Domenica prossima le contromisure vanno messe in campo subito.

Quanto meno non si parte per cercare rimonte ma per condurre alla pari la gara.

19 Maggio 2014

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