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Domenica 18 Novembre 2018

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DA GRIGIOROSSO

Cremo, risultati simili all'andata ma preoccupa la difficoltà di segnare

Cremo, risultati simili all'andata ma preoccupa la difficoltà di segnare

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Il pareggio (2-2) contro il Frosinone chiude un mese che in molti vorrebbero dimenticare alla svelta. Cinque gare che avrebbero dovuto delineare a grandi linee i valori del campionato, hanno emesso un verdetto che al momento è inconfutabile. Febbraio ha detto che la Cremonese resta una squadra da salvezza, che i playoff sono un traguardo ambizioso che va oltre le aspettative. Due sconfitte casalinghe (Pro Vercelli e Bari), tre pareggi (a Carpi, a Pescara e in casa contro il Frosinone): 3 punti su 15 a disposizione. Un passo da salvezza che rispetto all'andata paga i 3 punti in meno contro la Pro Vercelli. Non guardiamo la classifica oggi perché con quattro gare rinviate è totalmente sfalsata. Basterebbero un paio di risultati buoni per Spezia e Perugia per ritrovarsi fuori dalla zona playoff anche se i play out restano sempre lontani 10 punti. L'obiettivo, da ribadire fermamente, è quello di raccogliere gli 11 punti che mancano a quota 50.

Che cosa dunque preoccupa nel medio termine? Il fatto che di fronte alle buone prestazioni, la squadra grigiorossa paga la sterilità offensiva e una gestione della gara che non è sempre da squadra esperta. Posto che il secondo tempo contro la Pro Vercelli è stato da circoletto rosso, la Cremonese ha sempre disputato prestazioni all'altezza dell'avversario macchiate spesso da errori grossolani. Il rinvio corto che ha regalato il gol al Bari, un secondo rinvio corto che ha regalato a Ciofani del Frosinone la palla del 2-1. Sbavature che amplificano la presenza di un attacco spuntato che non vede la porta in proporzione alle occasioni create. Relegare tre attaccanti in infermeria è un rischio che nessuno si può permettere. Lo stesso Longo, allenatore del Frosinone, ha dovuto chiamare Ciofani e Ciano dalla panchina (23 gol in due) per raddrizzare una gara che la Cremonese stava gestendo da brava matricola. Difesa compatta, squadra bassa e tre giocatori veloci per spezzare l'inerzia che inevitabilmente lasciava al Frosinone molta iniziativa. Tutto bene fino a quando il centrocampo non ha mostrato stanchezza. Appena si sono aperti i varchi e la palla non usciva più dalla metà campo grigiorossa, sono piombati i palloni velenosi che hanno acceso il Frosinone.

Restando al mese di febbraio, non spaventa la condanna perché sapevamo da mesi a cosa avrebbe potuto ambire la Cremonese. Se si vuole ricorrere in appello, se si vuole fare qualcosa in più, occorre sfruttare il mese di marzo, che dovrebbe portare con sé i rientri di Brighenti, Paulinho e Gomez ma anche gare contro Ternana, Entella e Brescia. Perché una cosa è chiara: la strada per arrivare in area c'è e la Cremonese sa trovarla, ma poi occorrono più idee, qualità e determinazione nel castigare le sbavature degli altri. E' sempre facile guardare quelle dei grigiorossi, ma non dimentichiamo che di grattacapi alle difese avversarie se ne creano diversi.

Un'ultima considerazione: Bari, Pescara, Carpi e Frosinone sono avversari di alto livello e la Cremonese con loro non ha mai vinto in due confronti, anche se potremmo bearci di aver raccolto sei punti. Quelli pesanti che contano veramente sono quelli contro le squadre pericolanti. Già stona parecchio il ko contro la Pro Vercelli, per cui nel girone di ritorno la vittoria deve arrivare contro squadre come la Ternana, tanto per cominciare il mese di marzo con un bel ricorso in appello per ottenere i playoff.

28 Febbraio 2018