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Giovedì 19 Luglio 2018

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DA GRIGIOROSSO

Una Cremo così, può essere pericolosa

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Dietro l’Alessandria solo la Cremonese. Il big match vinto ad Arezzo ha rimesso le cose in ordine, così come stavano fino allo scorso dicembre. Da qui al prossimo maggio non potremo sapere quanto il black out del 2017 avrà pesato sulla stagione dei grigiorossi, perché in fin dei conti il vantaggio può perderlo solo l’Alessandria.
Sappiamo solo che dopo aver strappato 6 punti alle prime della classe senza incassare gol, il derby di Piacenza fa più male di prima. E continuiamo a chiederci perché sia andata così male lo scorso 12 febbraio, cercando di consolarci con l’idea che quella disfatta abbia fatto scattare la molla della vera Cremonese.
Perché offrendo queste prestazioni, la classifica non può che migliorare ulteriormente.
Il successo contro l’Arezzo è nato da una interpretazione diversa rispetto a quella contro l’Alessandria. Due gare sofferte, ma in Toscana la Cremonese ha trovato subito quel gol che non era arrivato contro i grigi per poi chiudersi col passare del tempo a difesa del risultato.
La squadra di Tesser, che solitamente cerca di proporre gioco, a tratti si è arroccata dietro ordinatamente. Non accadeva dalla gara di andata contro l’Alessandria e dal finale (struggente) della trasferta a Gorgonzola.
Un copione simile era prevedibile, perché l’Arezzo gioca in maniera a volte esageratamente offensiva, aggiungendo alla spinta delle ali anche il supporto dei due terzini. Se l’atteggiamento dei grigiorossi a tratti è stato più difensivista del solito, va rimarcato che Ravaglia non è stato quasi mai chiamato a compiere interventi decisivi. Quindi un arrocco calcolato, ordinato, determinato e togliere palloni destinati a Moscardelli e Polidori, rimasti quasi sempre inoffensivi. La Cremonese non ha sofferto la prestanza degli avversari ma ha saputo soffrire, ha capito che doveva anche amministrare senza rischiare.
In alcuni frangenti è mancata una migliore gestione della palla, problema che già era emerso nel finale concitato di Gorgonzola e che era costato due gol assurdi. Diversi infatti i palloni recuperati e immediatamente sprecati a favore degli avversari impegnati nel forcing. D’altronde la Cremonese è — per così dire — ancora convalescente e si sta lentamente ma pianamente ritrovando.
I due big match vinti ci restituiscono alcune conferme: che Tesser può cambiare la difesa come vuole, perché se la squadra gira il problema non sta negli interpreti che scendono in campo. In secondo luogo il centrocampo con Pesce davanti alla difesa è il reparto più collaudato e di grande affidamento.
Va dato ulteriore merito a Tesser e ai giocatori per aver saputo voltare pagina e riprendere in mano il campionato, che resta sempre apertissimo. La Cremonese è tornata ad essere l’unica antagonista della capolista. Con 33 punti ancora a disposizione non è vietato essere ottimisti, in attesa di capire se la Cremonese, proprio come era capitato nel girone di andata, abbia cominciato un filotto di risultati utili.

28 Febbraio 2017