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Domenica 23 Luglio 2017

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DA GRIGIOROSSO

Cremo senza corsa e punti; alto tradimento

Ivan Ghigi

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Condanna per alto tradimento. La Cremonese si è macchiata della colpa più grave: perdere due derby nello stesso campionato, l’ultimo in maniera assolutamente umiliante, quanto meno dal punto di vista sportivo.
Un duro colpo da digerire per la tifoseria e per una città intera. La gara che doveva riscattare i grigiorossi si è trasformata nella gara che segnerà il cuore dei tifosi per l’intera stagione. Quanto agli obiettivi finali, nulla è ancora deciso, ma l’andazzo è davvero preoccupante.
Quanto detto al termine della trasferta a Gorgonzola è stato amplificato in peggio a Piacenza. Un 2017 senza vittorie è sinonimo di pura crisi per una squadra che ambisce alla serie B. Spetta solo alla Cremonese chiudere questo momento alla svelta e lo deve fare cercando risposte adeguate.
Condizione scarsa
Ancora una volta, la condizione atletica sembra essere il principale difetto della squadra: sul campo si corre poco e non sempre le doti tecniche della squadra fanno la differenza. Anzi, a volte questa differenza non si vede, come a Piacenza.
La forma fisica precaria dà origine ad altre conseguenze. Ogni idea di gioco, quando le gambe non girano e quando manca la forza, risulta vana. Senza lucidità, la buona volontà non è corrisposta dal risultato, ogni situazione di gioco è difficoltosa e problematica, si rischia di arrivare sempre secondi sul pallone e cresce l’indecisione anche sulle palle innocue.
Agli occhi dello spettatore questo si traduce in scarso spirito di sacrificio e mancanza di rabbia, cioè il non voler fare. Il risultato negativo ne è la logica conseguenza e fonte di disapprovazione.
Se la condizione atletica è un fattore migliorabile, qualcosa non va con i tempi, perché dopo quattro giornate manca ancora la brillantezza mentre gli scontri decisivi se ne stanno andando. Innegabile però la differenza di passo con le avversarie.
Mercato
Se confrontiamo la formazione scesa in campo a Piacenza con quella che aveva vinto brillantemente lo scorso 23 dicembre contro la Viterbese, notiamo che otto undicesimi sono gli stessi. Servivano almeno un paio di difensori e ne sono arrivati tre. Sono partiti due mediani che non erano tesserati (Galloppa e Moroni) e sono fuori lista Polak e Gemiti che hanno giocato a fasi alterne. Un mese fa la rosa sembrava a posto, voler trovare difetti oggi è troppo facile. Giocano gli stessi che hanno raccolto 45 punti fino allo scorso dicembre.
Scelte tecniche
Nelle ultime gare però certe scelte di Tesser hanno stupito. Bastrini, arrivato in gran fretta dal mercato, è considerato più l’alter ego di Marconi che un terzino sinistro, visto il suo relativo utilizzo. Lo dimostra la scelta di rispolverare il giovane Procopio proprio nel derby, quando un più esperto Ferretti stava trovando continuità. Una scelta inattesa come quella di schierare Polak titolare a Gorgonzola nonostante per la società il giocatore fosse tra i candidati a partire. Tesser, tra infortuni più o meno lunghi e squalifiche, ha sempre cambiato formazione. La linea difensiva ultimamente è quella che ha registrato più rivoluzioni, ma una delle doti della rosa grigiorossa è stata quella di trovare sempre elementi decisivi e pronti, come ha dimostrato Scarsella, autentica ‘gallina dalle uova d’oro’, nelle ultime gare del 2016. Oggi nessun cambio dà la scossa. Si torna al problema dei giocatori non in condizione, tanto che anche la panchina, uno dei punti di forza della Cremonese in moltissime circostanze, risulta inefficace. Il gioco va a sprazzi. Sprazzi di Cremonese concreta e solida, ad altri di smarrimento e impotenza, con un attacco che ha perso il suo leader. Senza contare che dietro si subisce ancora troppo. Sei gol in due gare determinano le proporzioni dello smarrimento di questa squadra.
La scossa
Una scossa comunque va data. O da parte del tecnico attraverso il lavoro e un approccio mentale più grintoso nel ritrovare il gioco perduto; o da parte della società, che può scegliere anche la soluzione del lavoro in ritiro.
Il confronto con i tifosi
I più arrabbiati oggi sono i tifosi. Sono loro a pagare la sconfitta. Il silenzio stampa dopo il match non favorisce il confronto, ma più utile sarebbe stato ascoltare le rimostranze dei propri sostenitori, non solo allo stadio, certamente con i dovuti modi. Un compito che spettava (e spetta tuttora) alla società. I tifosi non possono essere un alibi quando sono pochi e disaffezionati, così come non possono diventare un problema quando sono molti e soprattutto appassionati. Certe responsabilità vanno affrontate.
Il campionato
Nulla è ancora deciso in chiave promozione e playoff. L’Alessandria attraversa un momento di calo reso meno critico dal margine di vantaggio sulle inseguitrici. La Cremonese a forza di non vincere è scivolata al quarto posto ma la seconda piazza è a portata di mano, specialmente con tre scontri diretti ancora da giocare. Però non a questi livelli, non in queste condizioni, perché il tempo sta volando e anche le occasioni per rimontare punti sulle avversarie sfumano. Ma il brutto è respirare questa gelida aria da separati in casa.

15 Febbraio 2017