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Domenica 04 Dicembre 2016

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DA GRIGIOROSSO

Cremonese, la paura più grande è passata (in parte)

Cremonese, la paura più grande è passata (in parte)

L'esultanza della Cremonese a Piacenza

Ivan Ghigi

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Il tifoso grigiorosso ha fatto scongiuri tutta estate: estasiato dal gioco frizzante e sbarazzino che la Cremonese si era data da quando era arrivato Fabio Rossitto in panchina, favorito comunque dal fatto che quella squadra ormai non si giocava più alcun traguardo stagionale (persa la corsa ai playoff), il timore numero uno era perdere il feeling con la vittoria per ritrovare una squadra bella sulla carta ma inconcludente sul campo. Una cosa già vista da queste parti.

Come dare torto ai sostenitori appassionati ma anche delusi dal recente passato? Nuovo allenatore, quindi nuovo assetto tattico e nuovi giocatori proprio per seguire i dettami di Tesser. Smantellato il tridente, sarebbe servito un trequartista (facciamo due) e sarebbe servito anche un centrocampo di gamba e rottura.

Vendi qua, sposta là, la Cremonese si è rifatta ancora una volta il lifting e allora la paura dello scoraggiato e sfiduciato tifoso grigiorosso è riemersa. Un altro progetto? Ma perché cambiare che si andava così bene?

Dopo tre gare di campionato la Cremonese è lassù, tra i primi posti della classifica. Non è arrivata con risultati da copertina, con punteggi rotondi, ma con un pareggio e due successi per 3-2. Fino a qua, si può dire che la  Cremonese non ha tradito, ha mantenuto l’abitudine a vincere. Con qualche sofferenza eccessiva per una testa di serie, ma i punti arrivano e quello conta. Specialmente fino a quando il calendario non porterà gli scontri diretti che limeranno i distacchi in graduatoria.

Tesser ha preso in mano una formazione che quanto meno sta rispettando le promesse, ovvero quelle di giocarsela con chiunque per fare punti.

La prima paura è passata, la Cremonese che vinceva fino allo scorso maggio vince anche oggi e la classifica lo dimostra.

Con una differenza: che la squadra di Rossitto era ormai una macchina rodata, questa invece non ha ancora sistemato tutto.

A cominciare dalla difesa, che non può permettersi di incassare due reti a partita, magari nel giro di pochi minuti, vanificando gli sforzi fatti in attacco. Perché non c’è dubbio che la Cremonese abbia saputo mantenere, se non migliorare, la capacità di rendersi pericolosa in avanti, ma dietro si rischia di mandare tutto all’aria.

Tesser su questo deve lavorare (e non è solo questione di difesa, ma anche di palle perse a metà campo).

Il primo desiderio era di ritrovare una formazione capace di vincere senza badare troppo alla forma. Una Cremonese che quindi nella sostanza non sta tradendo le attese, ma che lascia intravvedere orizzonti di crescita raggiungibili solo con il tempo.

12 Settembre 2016

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