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Cremo, che bello vincere pensando al domani

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Ivan Ghigi

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Vittoria di carattere contro la Reggiana, agevolata dal vantaggio quasi immediato su punizione e da un campo che ha reso difficile esprimere le doti tecniche e di fraseggio della squadra emiliana. Due condizioni che invece hanno favorito la lotta fisica di una Cremonese incerottata che ha messo tutto sul piano del carattere e dell'agonismo. Una Cremonese che ha recuperato presto le due sconfitte consecutive e prova a centrare il record stagionale di tre successi consecutivi in campionato (impresa finora riuscita due volte contando però anche la Coppa).

Ancora una volta però, il ritorno immediato di questi punti pesanti non c'è, nel senso che la classifica della Cremonese resta pesantemente condizionata dal ritardo accumulato negli scontri diretti precedenti. Si dice spesso che i campionati si decidono a marzo e le prospettive per la Cremonese di giocarsi la coda di campionato non sono ottimistiche. Almeno nell'immediato. Il senso vero di queste battaglie vinte quindi, va cercato più lontano, in una corsa disperata che rischia di essere vana per quanto attiene all'attuale stagione, ma che almeno allena la Cremonese a trovare una propria identità, quella che dovrà portare avanti dal prossimo anno. Rossitto ha un grande compito davanti: con la conferma del direttore generale Giammarioli, il tecnico deve fare crescere una squadra che potrà raccogliere frutti se non subito almeno dal prossimo campionato, facendo leva su un gruppo che per trequarti è di proprietà e che quindi - in teoria - non andrà disperso nelle classiche estati senza certezze, senza notizie e senza continuità di progetti. In ballo c'è la stessa riconferma di Rossitto che sul campo dovrà dimostrare di meritare una seconda possibilità partendo dall'inizio.

Stavolta le premesse sono diverse e allora, cara Cremonese, cerca di vincere il più possibile, di trovare un filotto della speranza che renderà meno amaro il finale di campionato e potrà rivelarsi utile un domani.

07 Marzo 2016

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