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Sabato 03 Dicembre 2016

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DA GRIGIOROSSO

Cremo, volto nuovo stessa sostanza

Fulvio Pea

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Ivan Ghigi

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Poche occasioni zero gol. Si trascina all'infinito il problema della Cremonese che non sa più creare occasioni da rete e di conseguenza muove pochissimo la classifica. I pareggi contro Bassano e Pavia potrebbero anche starci se non fosse che dopo un girone di andata e il digiuno di vittorie, le cose vengono viste con una prospettiva diversa. Intanto la Cremonese resta nel mezzo della classifica, nella terra di nessuno. E' lontano il quinto posto conquistato tra novembre e l'inizio di dicembre. Le due sconfitte e i tre pareggi nelle ultime cinque gare segnano un'involuzione che preoccupa.

Dopo il mercato Pea ha cominciato ad abbandonare il 3-5-2; un 3-4-3 col Bassano, un 4-3-1-2 a Pavia. Risultato: al 'Fortunati' le punte grigiorosse hanno spesso giocato dalla metà campo in su e questo è già un progresso, ma di palloni giocabili, di azioni pericolose quasi zero. La fiammata dei primi 15 minuti si è spenta contro un Pavia ben attrezzato ma alle prese a sua volta col lungo digiuno di successi. Volto nuovo, stessa sostanza: non si vince più e contro le grandi si resta spesso a guardare. 

Restano 45 punti in palio: difficile sognare una rimonta che avrebbe dell'incredibile per una Cremonese che appare poco competitiva. Rimonta in ottica playoff ovviamente, perché adesso c'è da capire quale sia l'obiettivo da perseguire: il quarto posto non è lontanissimo ma il passo attuale è inadeguato. Cambiare guida tecnica potrà servire a dare una scossa? Ma in quale direzione? Per mantenere la categoria o per azzardare una rincorsa che sulla carta è come scalare l'Everest? La Cremonese all'andata ha vinto cinque gare, vorrebbe dire vincerne di più nel ritorno con Alessandria, Feralpisalò e Mantova in arrivo.

Il gruppo ormai è definito, le caratteristiche sono quelle note a tutti e c'è solo da aspettare la migliore condizione di ognuno; l'unica cosa che resterebbe da cambiare è la mentalità, non più focalizzata sul non perdere. C'era la sosta invernale per intervenire e avere tempo di lavorare bene.

In fin dei conti quattro sconfitte non sono molte: un anno fa erano già sette. Quest'anno sono indigesti i pareggi, troppi per restare tra le regine del campionato e dare credibilità alla squadra, abbastanza per stare lontani dalle pericolanti. Fino a quando non cominceranno a svegliarsi anche dietro.

25 Gennaio 2016

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