il network

Domenica 04 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione


DA GRIGIOROSSO

Cremo senza scossa e senza gol

 Cremo senza scossa e senza gol

Suciu e Marconi

Ivan Ghigi

Ivan Ghigi

Biografia

tutti i post dell'autore

Calendario dei post

Con 51 punti ancora in palio non è il caso di dire che è già tutto finito, ma se il passo è quello offerto nelle ultime gare, la Cremonese arriverà presto a un punto di non ritorno. La società la scorsa estate parlava di playoff, ma a vedere le prossime tre avversarie della Cremonese del mese di gennaio viene la pelle d'oca e cresce quella cupa sensazione che il conto alla rovescia sia appena cominciato. Che cioè i playoff fra qualche settimana potrebbero essere semplicemente un sogno.

C'è ancora un grande problema da risolvere: la Cremonese non sa fare più gol e se si ferma Brighenti è dura. Perché fino a oggi l'arma del contropiede è stata quella più gettonata ma se non segni, se non concretizzi, rischi di passare per quello che le idee non le ha. Invece un'idea c'è, semplice, magari non sempre efficace o troppo prevedibile, magari non consona al nome della Cremonese, ma se mancano i gol è tutto inutile. Il problema era e resta anche di centrocampo: portare palla in avanti, fare in modo che le punte ricevano palloni giocabili, da calciare in porta. La società sta cercando di infilare nella linea mediana piedi più 'tecnici', capaci di chiudere un passaggio, di saltare l'uomo. Ma davanti resta solo Brighenti. E' partito Forte: quando giocava lui ci si chiedeva perché non Maiorino. Ebbene, adesso sulla carta le scelte sembrano più semplici. Brighenti-Maiorino e Magnaghi-Pacilli. Le due coppie di attaccanti, con quello alto e robusto e il piccoletto che corre, scatta, fa diventare matti i difensori. L'idea dovrebbe essere anche questa, ma oggi Maiorino resta ancora un punto di domanda. Adesso sa che il posto se lo deve tenere perché la concorrenza è quasi azzerata, perché la società ha puntato (logicamente) su un investimento di proprietà e non su un prestito di altri.

Però bisogna cambiare passo: lo deve fare sia chi sta in campo, sia chi impartisce indicazioni per fare in modo che la fase offensiva sia più prolifica. Ancora prima dei gol infatti, servirebbero le occasioni.

11 Gennaio 2016

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000