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Domenica 11 Dicembre 2016

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DA GRIGIOROSSO

Cremonese, salvezza e Tim Cup sono esami per tutti

Lucas Finazzi

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Ivan Ghigi

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Promossa sul piano dell'orgoglio, bocciata su quello dell'esperienza. Questa Cremonese resta ancora una squadra con pochi peli sul viso (ma soprattutto sullo stomaco) se si vuole ragionare in ottica playoff l'anno prossimo. Vero che la prossima stagione l'intero gruppo di Giampaolo avrà le ossa un po' più robuste, ma intanto anche contro il Lumezzane i grigiorossi sono stati più vittime del nervosismo e delle provocazioni, piuttosto che concentrati sulla gara.

Il primo tempo contro il Lumezzane non è stato esemplare: dall'espulsione di Moroni, alla corsa folle di Galli che a bocce ferme ha attraversato il campo per affrontare Nossa, reo di aver imbastito una chiara sceneggiata su una innocente manata di Moroni costata il rosso proprio al giocatore di Giampaolo. E qui sta tutta la differenza: ad Arezzo, Ciccone dolorante viene rialzato da terra dal portiere Benassi e spinto con violenza fuori dall'area di rigore; fosse stato Nossa si sarebbe probabilmente tuffato a peso morto, mentre il ragazzino di Fiesco non ha battuto ciglio e ha proseguito la sua corsa.

Il Lumezzane deve evitare la retrocessione diretta e può ricorrere a tutti i mezzi che vuole, sportivi o meno. Ma la Cremonese adesso ha ben altri pensieri per la testa, ha ben altre cose da dimostrare e non ha tempo di litigare con nessuno. Anche perché ci rimette sempre, complici terne arbitrali di scarso livello che interpretano il regolamento a piacimento (ricordate la spinta di Marchi, nemmeno ammonito, a un giocatore del Pavia con arbitro e guardalinee a due metri di distanza?).

Tornando alla gara, quando la Cremonese ha pensato a giocare, anzi quando ha cominciato a giocare, ha ribaltato come un calzino il Lumezzane che non ha saputo sfruttare la superiorità numerica. Dunque la Cremonese ha mezzi notevoli da mettere sul campo, ma deve lasciare stare le furberie. Troppo acerbi alcuni suoi protagonisti per permettersi trucchetti da bulli.

Quanto al futuro è tutto da scrivere: per la salvezza manca un punto ma il cuscinetto di squadre che la Cremonese si è lasciata alle spalle rende la vita facilissima. Quest'anno l'obiettivo era arrivare a ridosso dei playoff: escluso il Como che è quinto con un buon margine di vantaggio, resta il sesto posto (quello della Feralpisalò) l'ultimo vero obiettivo stagionale. Posizione che la prossima estate dovrebbe garantire (si attendono i criteri ufficiali) la partecipazione (in passato sempre scontata) alla Tim Cup. Vuol dire gare in più per amalgamare un gruppo nato attorno alla filosofia di Giampaolo.

Sì ma il mister che farà? Il contratto c'è, il tecnico vede tutto come 'progetto Cremonese' quindi viene da pensare che le condizioni per ripartire con Giampaolo l'anno prossimo siano di non snaturare il progetto, di proseguire su questa strada con inserimenti oculati, senza rivoluzioni. Con 14 giocatori di proprietà, che potrebbero salire di numero col prossimo mercato, le basi non dovrebbero mancare.

19 Aprile 2015

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