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DA GRIGIOROSSO

Piccolo slancio di una Cremonese convalescente

Piccolo slancio di una Cremonese convalescente

Rey Manaj

Ivan Ghigi

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Non è guarita del tutto e sarebbe sbagliato illuderci del contrario. La Cremonese è convalescente ma dà segni di ripresa. E' appena scesa dal letto, sta sulle proprie gambe, ma quanti passi riuscirà a fare è un mistero, perché qualche tremolio non la fa ancora sentire sicura, non la fa stare dritta. Un messaggio però, dopo il successo contro la Feralpisalò è arrivato: nella corsa alla salvezza ci sono tante altre squadre che non possono dormire sonni tranquilli, perché la Cremonese è lì, nel mucchio e può vantare una posizione di vantaggio nella maggior parte degli scontri diretti. Quelli che peraltro caratterizzeranno il finale di stagione. Perché sulla tabella di marcia dei ragazzi di Giampaolo restano da depennare Como e Pavia, poi tutte le altre avversarie saranno concorrenti dirette per la salvezza: Venezia, Arezzo, Torres, Lumezzane, Giana e Pro Patria.

La scarsa serenità dei grigiorossi è emersa durante il match con la Feralpisalò. Il vantaggio, ottenuto nei primi minuti, ha avuto l'effetto di confondere i grigiorossi, perché da quel momento è scomparso letteralmente il palleggio e il possesso palla che solitamente caratterizza le prestazioni (spesso soporifere perché prive di conclusioni in porta) della Cremonese. Se il gol del vantaggio è nato da una triangolazione Manaj, Crialese, Marchi, tutto il resto del primo tempo è stato un campionario di errori, in cui nessuno voleva o poteva tenere la palla. Dall'altra parte la Feralpisalò ha provato a combinare qualcosa in più ma rispetto alla gara di andata il gioco è cambiato ben poco. La difesa grigiorossa, pur con qualche errore e amnesia individuale, ha lavorato ancora sulla propria solidità, solo che la palla in avanti ci restava troppo poco.

Nella ripresa il copione si è ripetuto, forse in peggio. Quando il palleggio ha funzionato, Crialese ha sfornato il secondo assist per la rete di Manaj. Poi la velocità della squadra di Scienza ha fatto la differenza, perché per due volte ha colto del tutto immobile la difesa della Cremonese. La caparbietà di Manaj e il piede intelligente di Jadid hanno poi fatto il resto.

Nonostante sul piano psicologico la squadra grigiorossa non abbia ancora riacquistato la necessaria serenità, qualche nota positiva è emersa. Lo stesso Manaj che contro il Podenone cadeva in terra a ogni contatto (cosa che ha fatto infuriare Giampaolo), contro la Feralpisalò non c'era modo di stenderlo se non con le cattive (vedi il fallo del gol decisivo). E proprio questa sua caparbietà nel primo tempo aveva prodotto il passaggio decisivo a Crialese per il primo gol. 

Il ritorno di Di Francesco ha poi fatto cambiare passo all'attacco. Con Pasi che deve essere servito tra i piedi e non in profondità la Cremonese si è spesso ritrovata a ridosso della difesa bresciana, mentre di Francesco con la sua velocità ha permesso di innescare azioni pericolose anche partendo qualche metro più indietro.

Quello che ci voleva però è arrivato: i tre punti allo Zini mancavano da dicembre, la vittoria mancava da gennaio. Uno slancio discreto ma non sufficiente, importante però per incentivare la squadra a ritrovare maggiore sicurezza per il futuro.

09 Marzo 2015

Commenti all'articolo

  • simone

    2015/03/14 - 23:11

    Ricetta per non retrocedere: Esonerare Gianpaolo e riprendersi Montorfano oppure un qualsiasi allenatore con mentalità difensivista. La squadra sta ristagnando pericolosamente e da troppe giornate in una zona della classifica che dire critica è dire poco e visto che statisticamente parlando non c'è verso di fare 2 risultati utili consecutivi il rischio di default è a mio parere molto alto. Il gioco di Gianpaolo non si addice a questa squadra dove serve al momento un gioco prettamente difensivo e di contropiede per racimolare punti in sequenza ed uscire dalle paludi del fondo classifica. In poche parole secondo il mio modesto parere di tifoso ed appassionato di calcio o si cambia subito allenatore o il rischio di finire ai playout e poi perderli potrebbe diventare una triste realtà

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