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Cremonese immobile

Il ritorno non ha dato lo sprint ma solo preoccupazioni

Marco Giampaolo

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Ivan Ghigi

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Di questo passo è condannata a soffrire. Avrebbe potuto restare nella tranquilla zona di galleggiamento la Cremonese, almeno nella parte superiore. Invece le contrastanti prestazioni sul campo la condannano a sudare le proverbiali sette camicie per centrare la salvezza. Ammirevole contro il Novara, non pervenuta contro il Sudtirol. La classifica della Cremonese rispecchia queste due facce della squadra che nel giro di una settimana dimentica come si affronta una gara. Non tanto a livello di gioco, quanto di personalità. Perchè a Bolzano il repentino gol del Sudtirol e l’infortunio di Brighenti hanno mandato in tilt tutti. Ma se da una parte si è capito subito che qualcosa non girava, dall’altra è mancata la prontezza di riflessi nel cercare di arginare i danni. In ritardo su ogni pallone e lenta mentalmente, la Cremonese è stata la brutta copia di quella vista allo Zini contro il Novara e nessuno ha dato l’impressione di prendersi qualche responsabilità per trascinare il gruppo.

Giampaolo ha puntato il dito su una settimana di lavoro molto particolare e l’impressione è che non chiami in causa solo il meteo. Lavorare con 20 giocatori è diverso che lavorare con 12, il fatto è che in settimana tutti i titolari erano presenti e solo la panchina è stata raffazzonata all’ultimo momento.

Poco per giustificare l’involuzione vista a Bolzano. Evidentemente ci sono ragioni più profonde, posto che la rosa allestita quest'anno non aveva pretese di vertice ma quanto menop di dignitoso campionato lontano dalle zone basse della classifica. Col girone di ritorno ormai in rampa di lancio non c’è più tempo per questi incidenti di percorso che riportano indietro le lancette del gioco e la classifica. Una squadra più cosciente dei propri mezzi non può sbagliare l’approccio a una gara tanto impegnativa, al netto delle occasioni che si possono sbagliare.

L'eredità che lascia la trasferta a Bolzano sono le critiche e l’alto tasso di sfiducia attorno al gruppo, senza contare le assenze. Brighenti resterà fuori settimane, Di Francesco ha un problema che lo fermerà diversi giorni. Per una squadra che fatica a trovare la via del gol anche quando crea le occasioni, non è una mancanza da poco. Manaj si caricherà tutto il peso dell'attacco sulle spalle ma occorre avere un occhio di riguardo per la sua giovane età. Così come per Ciccone che giocherà a destra, visto che Pasi è ancora rotto.

Che fosse dura nessuno lo ha mai negato, ma all'orizzonte adesso non sembra più così sereno.

11 Febbraio 2015

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