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DA GRIGIOROSSO

Una Cremo così conquista

Andrea Brighenti

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Ivan Ghigi

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La domanda sorge spontanea: è la stessa Cremonese che volevamo mandare direttamente al mercato di gennaio per rifarsi il lifting? Oppure l'esperienza di un tecnico e quella di un difensore hanno dato l'input che mancava?

Non che lo scetticismo sia scomparso, a Cremona è talmente radicato da anni che siamo diventati dei San Tommaso e vogliamo vedere con i nostri occhi per credere, ma questa Cremonese comincia a convincere e con gli stessi mezzi che ha sempre avuto in casa. Il successo contro l'Arezzo è stato passato al setaccio: dalla gioia per il pronto riscatto dopo il ko a Pavia ai numerosi inviti alla calma perché sarebbe stato l'Arezzo a sottovalutarci. Dopo Lumezzane peggio ancora: ti pareva che la Cremonese riuscisse a vincere due gare consecutive? E se non vince nemmeno lo scontro diretto siamo alle solite. Poi è arrivato il recupero contro il Como che in casa non aveva mai perso e che invece è rimasto preda di una Cremonese cinica e spietata, che ha fatto del proprio gioco semplice un'arma vincente e letale per il livello della categoria. Stavolta è stato il Como a sottovalutarci o ha pagato la stanchezza? No, diamo alla Cremonese quello le spetta e cioè il merito di aver saputo risolvere qualche inghippo che la bloccava.

Giampaolo ha piazzato Castellini, Palomeque (1994) e Galli (1993) in difesa dando al reparto una discreta (ma non definitiva) registrata. Castellini è un gentile omaggio della società, Galli è stato rispolverato, mentre Palomque è stato gettato nella mischia dopo mesi di infortunio. Il resto della squadra è identica, solo che Giampaolo ha fatto la mossa più logica sulla carta infilando Di Francesco come esterno offensivo.

La Cremonese che ha sempre sofferto il 4-3-3 (incassa un gol regolarmente ogni partita da ben 12 giornate) ha scoperto che può anche segnare e vincere con lo stesso modulo. Un po' perché ha cambiato interpreti, un po' perché Giampaolo ha dato loro un nuovo copione da seguire.

E' chiaro che qualche correttivo, a livello numerico quanto meno, dovrà essere fatto a gennaio, però il successo di Como ci regala una Cremonese capace di superare se stessa, capace di assumere una nuova dimensione che può andare oltre alla lotta per la salvezza. Il progetto originale non prevedeva un campionato di vertice ma nemmeno uno troppo sofferto. Siamo sulla strada giusta? I numeri dicono di sì, ma se non vediamo non crediamo e allora il posticipo contro la Pro Patria, altro scontro diretto per portarsi lontano dai playout, diventerà un test severo per dare più credito a una squadra rinata. Proprio a cominciare dai suoi interpreti.

12 Dicembre 2014

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