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DA GRIGIOROSSO

La Cremo non coglie l'occasione

Il campionato equilibrato dimostra che si può rischiare

La Cremo non coglie l'occasione

Il gol di Bassoli (Cremonese) contro il Real Vicenza

Ivan Ghigi

Ivan Ghigi

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Il Bassano pareggia e perde la vetta a favore del Como, il Pavia non vince, risale il Novara insieme al Monza. Diranno che il campionato è equilibrato, ma francamente interessa poco rispetto alle sorti della Cremonese.

I grigiorossi sono ancora una nobile decaduta che non partecipa al gran ballo delle pretendenti alla promozione e dunque che le squadre 'più forti' perdano dei punti per strada è affare che poco dovrebbe interessare dalle parti di via Persico. Tra le squadre 'più forti', almeno guardando la classifica, dovrebbe esserci anche il Real Vicenza che invece ha palesato una modestia incredibile sul piano del gioco rispetto ai punti che ha in classifica. Vuol dire che la squadra veneta non è imbattibile, ma che ha avuto la forza di vincere e fare punti quando l'occasione si è presentata.

La Cremonese invece non coglie mai l'occasione, anzi la spreca con una puntualità disarmante, pressata più dalla premura di 'amministrare' piuttosto che animata dalla voglia di 'costruire'. Che arrivi da calcio da fermo o da azione, la squadra griogiorossa con la difesa schierata incassa sempre gol e questo difetto va corretto alla svelta perché comincia a pesare sulla classifica. Già il fatto che il numero di reti subite abbia superato quello delle reti fatte indica che la Cremonese è a pieno diritto nella zona a rischio, che deve cambiare passo ma soprattutto mentalità. Jadid in sala stampa ci ha ripetuto che la squadra ha ambizioni, che non ci sta a viaggiare nelle zone basse della classifica, eppure dopo il vantaggio segnato a Vicenza non abbiamo visto tutta la rabbia di una squdra che finalmente vuole portare a casa un'altra vittoria dopo quella rocambolesca contro il Venezia. Accontentarsi è una cattiva abitudine in questo campionato che, proprio perché equilibrato, offre possibilità inattese a chiunque. Però bisogna avere la fame e il coraggio di prendere al volo queste possibilità. Concedere una rete agli avversari dopo essere passati in vantaggio da 80 secondi è uno spreco bello e buono. A maggior ragione quando la squadra è schierata perché l'azione è partita da centrocampo, a palla ferma.

Come sempre la Cremonese ha alternato un tempo buono a uno meno buono (o viceversa). Segnale che la squadra spesso finisce con l'adeguarsi alla gara senza cercare di imporre un prorpio stile o un proprio ritmo. Davanti il numero di occasioni create è calato vistosamente (cosa già notata contro il Venezia) e in più gli attaccanti stanno faticando a trovare la porta.

Occorre coraggio in campo, ma probabilmente anche più coraggio nel fare delle scelte: far convivere Brighenti, Kirilov e Mattia Marchi senza sacrificare le caratteristiche di qualcuno è difficile, per cui, visto che gli assetti presentati in campo sono sempre i soliti, l'unica alternativa è sacrificare qualche pedina per fare spazio a giocatori con caratteristiche adeguate al modulo di gioco. La gara contro il Sudtirol potrebbe essere un esempio in questo senso, perché è stata l'unica in cui è stato applicato un assetto tattico con uomini adeguati ai ruoli da ricoprire (Messetti trequartista, con Brighenti e Marchi più vicini).

03 Novembre 2014

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