il network

Venerdì 09 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione


Da GRIGIOROSSO

Un'altra gara a metà

Cremonese a due marce

Mario Montorfano

Mario Montorfano

Ivan Ghigi

Ivan Ghigi

Biografia

tutti i post dell'autore

Calendario dei post

Un’altra gara a metà. A metà tra la prestazione convincente e la paura di non portare a casa punti, a metà tra la spregiudicatezza e l’eccessiva prudenza.

Cremonese-Alessandria avrebbe dovuto giocarsi al contrario, partendo dal secondo tempo. Perché dopo le discrete premesse del primo, vivace, con due gol e qualche altra occasione grigiorossa, è seguita una ripresa deludente, su ritmi bassi, evidentemente soddisfacente per entrambe le squadre.

Per la squadra che ha, l’Alessandria non se la passa molto bene a livello di risultati (5 pareggi di fila), ma dall’altra parte la Cremonese ha ormai intrapreso la via della prudenza perché la scoppola contro il Bassano ha fatto venire la pelle d’oca a giocatori e allenatore.

Del punto conquistato contro l’Alessandria si ricorda il bel gol confezionato dai più giovani della squadra, ossia Ciccone e Manaj. Per il resto la Cremonese ha provato a colpire in contropiede creando ancora un paio di buone occasioni e poco altro. Il solo Manaj ha messo un po’ più di esuberanza, per il resto il collettivo ha assunto il classico atteggiamento di prudenza e chiusura che ormai caratterizza almeno metà del secondo tempo da un paio di giornate a questa parte.

La Cremonese non ha concesso pericolose occasioni all’Alessandria ma finisce sempre per farsi gol da sola. Gli errori dei singoli (per ora tutti dai ragazzi del 1992) stanno costando caro alla classifica grigiorossa perché hanno compromesso almeno un paio di gare.

I calci piazzati continuano a essere una minaccia per la difesa che aggiusta da una parte e rompe dall’altra e dunque non può dormire mai sonni tranquilli.

Inutile ribadire che gli sforzi per migliorare la fase difensiva sono vani quando l’errore del singolo compromette l’organizzazione generale della difesa.

L’alibi dei giovani poi comincia a vacillare e suonare come un ritornello buono solo a convincere se stessi che le cose non vanno poi tanto male: un giocatore del 1992 (22 anni) è nell’età ideale per giocare in categoria e il fatto che davanti abbiano impressionato  un ragazzo di 18 e un altro di 17 anni vuole dire che la differenza sta nella voglia e nella grinta che ognuno può mettere, oltre a qualche dote tecnica.

Dai giocatori esperti poi non pare arrivare quel contributo tanto atteso: in particolare Jadid quando non gira ai suoi livelli diventa un giocatore normale, che non fa la differenza e non detta alla squadra i ritmi di gioco. Lascia la squadra senza guida.

Per una squadra che vuole  ambire al quarto o quinto posto della classifica è arrivato il momento di cambiare rotta e aggiungere qualche vittoria in più al proprio ruolino di marcia. Ne va della classifica ma anche della maturazione della squadra.

14 Ottobre 2014

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000