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Mercoledì 22 Febbraio 2017

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Uscire da scuola alle 12.50 e arrivare a casa alle 15: l'odissea di una studentessa pendolare

Uscire da scuola alle 12.50 e arrivare a casa alle 15: l'odissea di una studentessa pendolare
enrico galletti

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Uscire da scuola alle 12:50 e arrivare a casa poco prima delle 15. In un periodo di fine quadrimestre, zeppo di interrogazioni e di impegni scolastici, succede anche questo. I pendolari della Cremona-Mantova, in larga parte composti da studenti, hanno percorso venti chilometri (la distanza che separa Cremona e Piadena) in un’ora e quindici minuti. Più di un giro di orologio trascorso in balìa di continui rallentamenti e di una fermata intermedia (alla stazione di Malagnino) durata quasi un’ora.

La cronistoria del viaggio di una studentessa, che racconta l’incubo di giovedì 21 gennaio vissuto a bordo di un treno regionale.

Ore 13:30. Dopo mezz’ora abbondante di attesa trascorsa in stazione raggiungiamo il binario sul quale è previsto in partenza il nostro treno. Si tratta del convoglio diretto che proviene da Milano Centrale ed è diretto a Mantova, che tra le altre stazioni fa la fermata intermedia di Piadena, dove abito io (arrivo previsto: ore 13:46). Saliamo a bordo del treno, dove sembra essere tutto nella norma. Il treno è in orario e parte, forse con un paio di minuti di ritardo.

Ore 13:35. Siamo fermi alla stazione di Malagnino (fermata non prevista dalla tratta). Non ci viene comunicato nulla, rimaniamo in attesa di notizie.

Ore 13:50. Ci comunicano che la sosta è dovuta all’attesa di un treno in ritardo di dieci minuti. Attendiamo fiduciosi, anche se qualcuno comincia già a perdere la pazienza. A bordo ci sono studenti e lavoratori che da Cremona e Milano raggiungono i comuni del casalasco e mantovano.

Ore 14:00. Sono passati venti minuti. Nulla. Siamo ancora fermi alla stazione di Malagnino. Ci comunicano che si è verificato un guasto a un passaggio a livello. Si alzano i toni. Alcuni passeggeri iniziano a protestare. I nostri genitori ci telefonano, sono già in stazione ad aspettarci, perché saremmo dovuti arrivare a Piadena dieci minuti fa. Qualcuno, memore di situazioni simili che spesso coinvolgono noi pendolari, si propone di venire a prenderci. Ma non abbiamo notizie certe, non sappiamo se il treno partirà in tempi ragionevoli, o se ci toccherà attendere in stazione ancora per molto.

Ore 14:25. Partiamo da Malagnino, con quasi un’ora di ritardo accumulato. Viaggiamo a rilento fino a Piadena. Intanto c’è chi mangia la merenda del giorno prima rimasta nello zaino. Ma i disagi non si prevedono, purtroppo, anche se ultimamente stanno diventando all’ordine del giorno.

Ore 14:45. Arriviamo a Piadena, dopo un’ora e venti di permanenza a bordo del treno. Un’ora e quindici per percorrere venti chilometri a bordo di un treno introdotto da poco, seminuovo, che dovrebbe essere sicuramente il più efficiente. Eravamo usciti da scuola da ben due ore. Avrei dovuto studiare, il giorno dopo avevo in programma ben due interrogazioni. Ho fatto come potevo, considerando la stanchezza, il nervoso, e il fatto che alle 15 dovessi ancora pranzare.

Rimborsi? Un’utopia.

21 Gennaio 2017

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