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Sabato 26 Maggio 2018

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Rapper per passione, 'Corrotto' descrive Cremona

‘Corrotto‘, rapper per passione, parla di Cremona

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“La città è morta”. La Cremona dei giovani si esprime in un brano ‘trap’, un connubio tra Hip Hop ed EDM che nasce in America agli inizi degli anni 90. Una manciata di secondi di critica, con una sequenza pungente di situazioni di degrado che colgono tutti i lati negativi della città. Cremona vista secondo il filtro dei giovani si trasforma in una città che non dorme mai. Dallo spaccio ai giardini di piazza Roma ai giovani pregiudicati che da lontano sentono le sirene della polizia. E nel racconto di una città che dietro ai violini di Stradivari nasconde un incerto retroscena, un ragazzo cremonese, in arte ‘Corrotto‘, 24 anni, rapper per passione, ci ha messo la faccia. Il brano ‘Cremona’, accompagnato da suggestive riprese aeree, racconta come i giovani cremonesi vedono la città del Torrazzo. (QUI IL VIDEO)

Un brano interamente dedicato a Cremona. Nessuno lo aveva mai fatto. Perché hai scelto di realizzarlo?

«A dire il vero non sono il primo. Molti anni fa un mio amico ci aveva provato, incidendo un pezzo sulla città, parlando di Stradivari, di campi e del fatto che qui non succeda mai nulla. Ho sentito il bisogno di fare questo pezzo perché non erano ancora stati toccati molti punti. Io ho voluto raccontare il peggio di Cremona».

Il testo riporta chiaramente delle note di critica alla città. Cosa c'è che non va, agli occhi di un giovane?

«Domanda difficile. Bisognerebbe parlare con i più giovani. Secondo me a Cremona succede davvero poco. Ho più amici che se la passano male o che in passato se la sono passata male. Ci sono sempre i soliti giri».

La tua è una passione. Avevi già prodotto dei brani in passato?

«Sì. Scrivo pezzi da dieci anni. Sono uscito con tanti singoli, molti ‘feat’, e il primo disco che è uscito l’anno scorso. Si intitola ‘Italoitaliano’. Il prossimo disco, che uscirà a breve, si intitola ‘MoonScoba’. Ho già tanti progetti in serbo per il futuro».

Nel tuo brano vengono citati dei 'guerrieri'. Di chi si tratta?

«Sono i miei amici, ma non solo. Mi riferisco a tante persone che hanno dovuto vedersela con delle situazioni difficili da affrontare. C’è chi ha perso i genitori ed è senza soldi, chi è diventato padre prima del tempo, chi un lavoro non lo trova proprio. Sono i miei ragazzi, i miei guerrieri».

I giardini pubblici hanno una doppia valenza. Sono ritrovo di giovani ma anche fulcro dello spaccio e della droga (come la cronaca recente dimostra). Tu nel tuo brano lo sottolinei questo.

«Dal mio brano si capisce perfettamente cosa intendo dire. Non ti dico se ai giardini pubblici spacciano, lo lascio fare ai giornali».

Nel pezzo dici di avere un amico che ‘mangia solo a volte’ per pagarsi la droga. Alcuni giovani cremonesi spendono tutti i loro soldi perdendo il controllo per lo 'sballo'?

«’Mangia solo a volte’ significa che molti ragazzi non hanno nemmeno i soldi per fare quello, perché devono vedersela con tanti problemi. Da piccolo si hanno i problemi della scuola, crescendo si va incontro ad altri problemi. Dal non avere un lavoro al dover spacciare per recuperare qualche soldo».

Nel brano su Cremona e nei tuoi intenti, prevale la critica alla città oppure il lato positivo di vivere a Cremona?

«Su Cremona nel pezzo non dico nulla di bello, faccio prevalere gli aspetti negativi. Non parlo del fatto che ai Giardini pubblici ci sia il verde e il trenino. Parlo del lato negativo di Cremona, che è forse ciò di cui solitamente non si parla».

09 Novembre 2016