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Domenica 23 Settembre 2018

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La storia di Lara, il coraggio di prendere a pugni la malattia

La storia di Lara, il coraggio di prendere a pugni la malattia

Lara Zucchetti

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Il destino ha voluto che si ammalasse giovane di tumore al seno. Ma lei, Lara Zucchetti, 46 anni, cremonese dalla nascita, studi in architettura al Politecnico di Milano e madre di due figlie, la sua battaglia contro la malattia l'ha vinta. Ha combattuto a lungo fra i tanti ospedali che ha dovuto frequentare, per chemioterapie, biopsie e pesanti cure mediche. E se oggi Lara può dirsi con orgoglio vincitrice della sua sfida contro il cancro, è grazie all'arte.

«Stavo bene, fino al momento in cui è arrivato il duro responso della diagnosi - racconta -. Tumore al seno. Mi sono trovata per lunghi mesi a casa, da sola, senza poter fare nulla, dovendo convivere unicamente con i sintomi terribili della mia malattia. La chemioterapia è stata pesante, non potevo uscire di casa perché non avevo le forze materiali per farlo. Ho deciso di prendere in mano i colori, con una forza che non credevo di avere, e mi sono messa a dipingere. Riproducevo quadri famosi sui mobili, dipingevo vasi, sedie e oggetti di recupero che sarebbero finiti nella spazzatura».

L'inizio di un percorso artistico che è andato di pari passo con la malattia. «Ogni controllo medico era una 'botta' difficile da accettare - racconta Lara -. I colori hanno iniziato ad andare di pari passo con il mio umore. Piano piano mi allontanavo dal pensiero di dover fare i conti con la chemioterapia, dal buio più assoluto mi sono accorta di non essere sola. Cercavo in ogni modo di distrarmi».

L'arte di Lara Zucchetti, frutto di una passione iniziata da giovane, ha avuto un ruolo ben preciso nella vita della donna cremonese, che ha scelto di raccontarsi per dare sostegno a chi, come lei, si sente o si è sentito solo nei momenti difficili della vita. «Quella dei colori, per me, è stata una medicina che ha affiancato la cura del tumore. L'unico espediente che mi ha permesso di uscire da mesi e mesi di incubo, durante i quali mi sono trovata completamente sola, nei momenti in cui la mia famiglia era fuori casa, contro un destino che mi aveva riservato una buona porzione di sofferenza. Ho avuto coraggio e, lo ammetto, una forza immensa. La mia vera forza è stata quella di prendere a pugni una malattia che oggi coinvolge davvero tante donne».

I colori come metro dell'umore. «Due mesi fa è morta mia mamma, e in quel periodo la mia attenzione è stata rivolta solo verso i colori cupi. Lo dico senza pensarci troppo: i colori riflettono il nostro umore. Quando andavo a comprare le tinte, nel mio periodo buio, ignoravo i toni vivaci, chiare e allegre. Cercavo i colori scuri e tristi». Poi, il tentativo di uscire dal periodo buio. «Durante lo scorso luglio ho deciso di farmi asportare entrambi i seni. Sono guarita, ho vinto io. Adesso ho la stessa possibilità di ammalarmi di qualunque altra donna».

La storia della 46enne cremonese ha suscitato l'interesse di tante riviste nazionali, che tra le pagine dedicate all'arte hanno dato risalto alle sue creazioni. E tra i sogni di Lara, ore c'è quello di non dimenticare l'amore per l'arte. «Sogno di aprire la partita IVA, per continuare a portare avanti questa passione che in qualche modo mi ha salvata. Adesso partecipo ad alcune mostre d'arte ed espongo le mie creazioni nelle vetrine dei negozi del centro città che me lo chiedono». E alle donne che si trovano nelle sue stesse condizioni Lara lancia un messaggio di coraggio: «Non mollate, perché dai momenti bui si può uscire. Dobbiamo crederci, insieme».

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02 Novembre 2016