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Domenica 04 Dicembre 2016

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Gmg, il grido dei giovani contro il terrore

La Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia dà speranza e lancia un messaggio importante a chi ha il coraggio di imparare dalle nuove generazioni

Gmg, il grido dei giovani contro il terrore
enrico galletti

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Si temeva un attacco terroristico. In molti la screditavano. 'Troppa gente: posti troppo affollati'. Qualcuno ha rinunciato a partire perché 'non ancora pronto a stare lontano dalla famiglia per così tanti giorni'. Ma la gioia sul volto dei quasi due milioni di ragazzi che hanno partecipato alla Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia (600 i giovani da tutta diocesi di Cremona) ha ripagato ogni sforzo, ha zittito ogni parola di troppo spesa, ogni timore, ogni pregiudizio. Ieri è stata la volta della veglia con papa Francesco, l'appuntamento 'clou' del raduno mondiale. La notte più lunga dei giovani provenienti da tutto il mondo. Giovani che hanno trovato il coraggio di insegnare qualcosa ai più grandi, e di farlo con la semplicità di una fiaccola accesa e di un sorriso che non si spegne mai, neanche quando è la stanchezza a chiederlo. L'attesa, la condivisione, la possibilità di chiudersi in se stessi, l'occasione di respirare l'essenza di diverse culture.

Alcune delle grandi opportunità che la Giornata Mondiale della Gioventù non ha inserito in nessuna delle tante locandine pubblicitarie, ma che solo chi ha vissuto l'esperienza ha potuto scoprire e sperimentare fino in fondo. Un'occasione, quella della Gmg, per stringere nuove amicizie, senza interpreti, ma parlando la lingua delle nuove generazioni. Per qualcuno è stata la prima esperienza fuori dall'Italia, per altri la prima senza mamma e papà. Per tutti, indipendentemente dalla natura del viaggio, è stato il momento perfetto per diffondere un messaggio speciale, che può dare la carica giusta per non lasciarsi vincere dalla paura di chi ci sta accanto.

Un grido di speranza, che dalle nuove generazioni punta dritto ai colossi dell'umanità. Un grido contro la guerra, contro la violenza, contro il terrorismo che ci vuole chiusi in casa. Con la fermezza di chi ha scelto di partire per Cracovia incondizionatamente, contro ogni timore e spegnendo l'interruttore della paura. E in quella piazza affollata e punteggiata di luci, durante la veglia, quella fermezza intellettuale la si è sentita forte e chiara. Era un grido di speranza che ora si fa monito a non arrendersi. La parola dei giovani che abbatte i luoghi comuni, a coronare il sogno di una gioventù che sa ancora lasciare il segno, nonostante tutto.

01 Agosto 2016

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