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enrico galletti

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Cremona è una città priva di confini, in tutti i sensi e in tutti gli ambiti. Mi accingo a scrivere il post che state leggendo con questa grande convinzione, che spero di trasmettere anche a voi una volta terminata la lettura. 
Esistono tanti luoghi comuni sui giovani di oggi: svogliati, fannulloni, privi di interessi, incapaci di guardarsi intorno. La realtà però, quella dei fatti, non è proprio così. A Cremona, alcuni ragazzi hanno scelto di investire il proprio tempo con un preziosissimo fine comune: permettere a tutti noi di guardare con occhi diversi la città in cui ci troviamo ogni giorno. La stessa città che malediciamo, al sabato sera, quando non ci offre qualcosa di nuovo da fare, quel posto che siamo convinti di conoscere come le nostre tasche, anche se in realtà, e nella maggior parte dei casi, non è così. E la riscossa, in questo, vuole arrivare proprio dai giovani, ora impegnati nel raggiungimento di un nuovo traguardo. Detta così, la cosa potrebbe apparire come una strana e astratta megalomania, ma dietro di essa si nasconde ben altro. Per dimostrarlo vi racconterò due storie, che sono in realtà la panoramica di due diversi progetti che ho visto nascere con i miei occhi. 
  • Humans of Cremona. Il progetto nato nell’agosto 2014 dalla collaborazione di tre studenti del Liceo Manin (Giovanni Volpe, Nicolò Govoni e Ambra Zhang), che rendono i lettori partecipi di racconti (uno al giorno) sulla vita e sugli episodi caratteristici di gente comune, intervistata tra le vie del centro città.                                         Mi era capitato di parlare di questa iniziativa in uno dei post precedenti (qui il link). E da allora sono successe tante cose nuove. Innanzitutto il progetto si è sviluppato ed è cresciuto a dismisura. Se a settembre 2014 infatti la pagina Facebook - vero e proprio fulcro dell’iniziativa – contava 10.000 likes, oggi ne conta 12.400. E in termini di nuovi avvenimenti caratteristici, non si può non citare la collaborazione inedita con Amnesty International, da cui è nata una vera e propria mostra, allestita lo scorso 7-8 febbraio all’Auditorium della Camera di Commercio, un evento che ha riscosso grande successo e sensibilità (verso la raccolta fondi organizzata da HOC in favore di un orfanotrofio indiano) da parte di cremonesi e non. 
  • Pro Cremona. Già il nome dice tutto. Aiutare le persone a riscoprire la città offrendo un punto di vista differente è la filosofia del progetto. Ed è una filosofia piuttosto ambiziosa, se si considera che gli ideatori dell’iniziativa sono tutti ragazzi, alcuni di essi ancora legati ai tanti impegni scolastici. Ma i fatti, come sempre, parlano chiaro. Il team di giovani, con l’utilizzo di un drone, sta ‘sorvolando’ la città, per realizzare un viaggio a puntate tra le bellezze architettoniche, culturali, storiche, gastronomiche e della tradizione di Cremona. La grande peculiarità di questo gruppo – come mi ha riferito il responsabile di progetto Filippo Mondini (20 anni) - è sicuramente la forte coesione presente tra i membri. A ognuno è infatti riservato un compito specifico, e tutti nel team sono strettamente indispensabili, proprio come i pezzi di un puzzle. Gli studenti del Liceo Musicale Stradivari, ad esempio, realizzano le colonne sonore delle puntate, altri giovani si occupano del montaggio video e della produzione grafica, altri ancora della traduzione dei testi in lingua inglese, altri conducono le puntate e si occupano della regia. Ed è grazie a tutti questi collaboratori che ogni 15 giorni viene rilasciata una nuova puntata, rigorosamente in versione digitale (www.procremona.it). Il team di Pro Cremona è composto da Filippo Mondini (responsabile di progetto, già citato nelle righe precedenti), Mattia Bonetti (videomaker), Filippo Antonioli (grafico), Daniele Merlini (speaker) e Natalia Bonvicini (traduttrice). 
     
Insomma, anche i giovani di Cremona si danno da fare per diffondere quel senso di appartenenza e quel legame nei confronti della propria città natale, che in assenza di iniziative come queste rischierebbe di andare perduto. Ed è per questo che mi piace definire ‘storie’ quelle che ho appena raccontato; e continuerò a farlo, almeno fino a quando certi luoghi comuni sui giovani prenderanno definitivamente altre strade. 
Ora sta a voi decidere come, da domani mattina, guarderete la vostra città. Deciderete con che occhi farlo, con quali emozioni, ma soprattutto in quale prospettiva.
     

30 Marzo 2015

Commenti all'articolo

  • mariagrazia

    2015/04/14 - 13:01

    Mi piace il progetto : "Pro Cremona ", aiuta ogni cremonese a ripensare la città e a viverla in modo diverso. Bravi i ragazzi che si cimentano in queste straordinarie imprese.

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