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Giornalismo nelle scuole cremonesi
Il 'made in school' è su carta stampata

Tante le redazioni di studenti che si occupano ogni mese del giornalino d’istituto e dei blog digitali per studenti

Giornalismo nelle scuole cremonesi
Il 'made in school' è su carta stampata
enrico galletti

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Qualcuno, tempo fa, affermava che la carta stampata avrebbe perso completamente il suo valore con l’avvento dei tablet e delle nuove forme di tecnologia, che sarebbe rimasta viva solo per gli ultra settantenni e non per i giovani. Quel qualcuno, al giorno d’oggi, dovrebbe ricredersi e quel ‘completamente’ andrebbe abbattuto. E se - sempre quel ‘qualcuno’ - facesse un salto nelle redazioni giornalistiche delle scuole di secondo grado cremonesi cambierebbe sicuramente idea. Sono tanti i giovani che da tempo si impegnano nella realizzazione del giornalino di istituto che viene pubblicato nelle scuole, solitamente a cadenza mensile. Hanno ogni età i giovani reporter cremonesi e sono tutti accomunati dalla voglia di farsi sentire attraverso un proprio mezzo di comunicazione libero e indipendente. Per loro il piano di lavoro è sempre lo stesso: ad inizio mese si riuniscono per fare il punto della situazione sugli avvenimenti e sulle notizie più rilevanti del momento, si dividono i compiti, dandosi delle scadenze ben precise, stendono una scaletta degli articoli e una bozza del numero. Una volta raccolti tutti i contenuti del giornale, affidano il tutto a un grafico (studente dell’istituto a cui viene affidato questo compito) per l’impaginazione finale, alla quale seguirà poi la stampa e la distribuzione nelle classi. 

Insomma, si tratta dell’ennesimo progetto giovane creato ad hoc per i giovani. Sì, perché i destinatari dei numeri redatti dagli studenti sono proprio i loro compagni, i loro coetanei o, in alcuni casi, quando va di lusso - direbbero loro - il dirigente scolastico e i docenti dell’istituto. 
I contenuti dei notiziari scolastici sono tanti e notevolmente variegati. Si passa dalla cronaca scolastica (il racconto di ciò che avviene in un mese tra le mura del proprio istituto) alla cronaca locale (eventi, manifestazioni, episodi interessanti del circondariato) a quella nazionale (riflessioni sugli argomenti protagonisti dei notiziari di tutti i giorni). Non mancano poi le interviste a chi, per usare un eufemismo, fa della scuola una seconda casa (docenti, collaboratori e studenti). In ogni numero, inoltre, curiosità, giochi, recensioni di libri, film e spettacoli teatrali: non si tralascia proprio nulla. Alcune scuole propongono addirittura una raccolta delle migliori citazioni dei professori, che vengono ‘catturate’ mese per mese dagli studenti durante le lezioni. 
     
E fin qui tutto bene. Si scrive, ci si fa conoscere, ci si diverte e si lavora in gruppo. Proprio una bella iniziativa, da fare invidia a chi non ne fa parte. Ma, come la maggior parte degli studenti afferma, dietro al concetto del bello si nascondono spesso degli ostacoli. Talvolta infatti ci si trova a dover fare i conti con la cosiddetta ‘censura’, la barriera più grande dei giovani scrittori. Come è ovvio, del resto, in un giornalino scolastico pubblico non si ha la piena libertà nei contenuti. È necessario trattare temi che non offendano o ‘puntino il dito’ contro persone o cose. Nella maggior parte delle scuole, infatti, la stampa e la diffusione del giornalino sono preceduti dalla revisione complessiva dello stesso da parte del dirigente scolastico o di un suo collaboratore incaricato, che possono chiedere di eliminarne o di modificarne determinati contenuti. 
      
Anche in questo ambito la cosiddetta ‘generazione web’ si è fatta sentire. Molti notiziari cartacei - quello dell’Isituto L. Einaudi o dell’APC di Cremona per citarne alcuni - si sono infatti trasformati in blog digitali, che vengono aggiornati periodicamente (sempre dalla redazione studentesca dell’istituto) con contenuti ‘freschi’ e puntuali. I vantaggi, in tutto ciò, stanno nell’eliminazione delle scadenze fisse e nel contatto più diretto che si crea, attraverso i commenti online, con gli studenti. 
Che sia questa una scelta migliore oppure no per una scuola, non lo si può sapere. Rimane in ogni caso la grande ammirazione nei confronti degli studenti che, nonostante i numerosi impegni, si assumono un compito così importante che è quello di dare continuità, anche in ambito scolastico, al fascino e al grande valore della carta stampata.
      
     
Enrico Galletti
enricogalletti@icloud.com

21 Dicembre 2014

Commenti all'articolo

  • mariagrazia

    2014/12/25 - 11:11

    Credo "la comunicazione" sia essa cartacea che digitale sia importantissima. Le persone comunicano, si scambiano idee e così conoscono altri, ma in particolare conoscono meglio se stesse. Bravo Enrico, come sempre ! E Buon Natale!

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