il network

Venerdì 24 Febbraio 2017

Altre notizie da questa sezione


Tech&Young

Giornata contro la violenza sulle donne: dalle parole ai fatti

Scarpette rosse in piazza del Comune (foto Galletti)
enrico galletti

enrico galletti

Biografia

Biografia

tutti i post dell'autore

Calendario dei post

Bella iniziativa quella di martedì scorso a Cremona. Bella la fila di scarpette rosse che ha riempito piazza del Comune per tutto il giorno. Bella la conferenza informativo-culturale in comune. Bello il film proiettato al Teatro Filo martedì sera. Sensata la presenza di Elina Chauvet, artista messicana responsabile di un importante progetto di arte pubblica. Bella anche l'iniziativa del sindaco di Casalmaggiore, Filippo Bongiovanni, che ha deciso di lasciare una poltrona vuota a teatro durante tutti gli spettacoli della stagione teatrale in corso, ad indicare la tragica assenza di chi è vittima di femminicidio. Che non si dica quindi che Cremona e provincia non si sono mostrate attente ad una ricorrenza come la giornata contro la violenza sulle donne e contro il femminicidio. Stimolare la popolazione su una tematica così importante è stato, per tutti i comuni, un obiettivo perfettamente raggiunto. Ma questo purtroppo non basta. I problemi legati alla violenza sulle donne e al femminicidio esistono ancora. È necessario passare, una volta per tutte, dalle parole ai fatti. Come ha sottolineato ieri il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, la violenza si sconfigge con le parole e con i gesti, attraverso i rapporti che vanno di nuovo instaurati tra le persone. Oggi le parole non bastano più. La violenza colpisce anche ciascuno di noi. Nessuno ha diritto di sentirsi estraneo a questa seria tematica. L’impegno, il coraggio e la forza d’animo di ogni singola persona potrebbero essere gli ingredienti giusti per cambiare le cose. 
     
Proviamo ad abbandonare, per qualche minuto, i litigi. Abbandoniamo le polemiche sulle luminarie natalizie tra le vie del centro che, fino a prova contraria, non portano a nulla di veramente importante ed essenziale. Recuperiamo quel valore così antico del rispetto reciproco, della parità di diritti. Accantoniamo i colori; il rosso, il nero, i partiti politici. Abbandoniamo la fretta, l'immediatezza, le apparenze. Concentriamoci sui valori veri, quelli che contano. Ogni giorno svariate centinaia di donne subiscono atti di violenza tra le mura delle proprie abitazioni. Senza considerare tutto quanto si nasconde dietro l’ombra dell’omertà, dietro il ‘non confessabile’. Ogni anno, 100 di loro perdono la vita perché uccise dal proprio marito o partner. Perché tutto ciò? Forse occorrerebbe una riflessione approfondita sul loro vero valore all'interno della società. Perché non partire dalle scuole, dal periodo della gioventù, per trasmettere l’importanza del rispetto nei confronti delle persone che ci circondano? Facciamolo. Abbattiamo una volta per tutte i muri della diversità di sesso. Non aspettiamo altro tempo. Ora, più che mai, una svolta sta diventando necessaria.
   
Enrico Galletti
enricogalletti@icloud.com

03 Gennaio 2015

Commenti all'articolo

  • mariagrazia

    2014/11/26 - 21:09

    Bravo Enrico il tuo articolo è veramente bello! La parità dei sessi, così tanto voluta e osannata, ad oggi appare un "qualcosa" di vacuo, i fatti, ogni giorno lo confermano! Condivido quando dici: " Bisogna partire dalla scuola, gli insegnanti devono essere modelli di vita e trasmettere ai giovani il valore della vita e del rispetto per gli altri.

    Rispondi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000