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'Odissea dei pendolari': parte la raccolta firme #IONONCISTO

Studenti esasperati: «Le cose devono cambiare»

200 studenti in attesa del treno a Cremona
enrico galletti

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Ritardi, cancellazioni, sovraffollamento, condizioni disumane durante i viaggi, è stato superato ogni limite, noi non ci stiamo più, la pazienza è finita. Si fa sempre più difficile la vita di noi pendolari della Cremona-Mantova, che da anni chiediamo – invano – rimborsi e miglioramenti dei servizi ferroviari relativi alla nostra tratta, desideri che, purtroppo, non sono mai stati concretizzati. Giunti a questo punto, probabilmente l’indignazione non basta più. Da qui l’idea, di un gruppo di studenti, di avviare una raccolta firme con lo slogan #IONONCISTO, promossa mediante una massiccia operazione di volantinaggio in stazione e nelle aree circostanti ad essa. 
     
Il culmine dell’indignazione, cari lettori, è stato l’episodio di lunedì 3 novembre. Mentre molti studenti distribuivano i volantini della raccolta firme presso la stazione di Cremona e raccoglievano le ‘esperienze ferroviarie’ negative degli studenti, noi giovani pendolari raggiungevamo il binario del treno in partenza (Cremona-Mantova delle ore 14:15) e trovavamo di fronte a noi un solo vagone, con circa 90 posti a sedere, a fronte di circa il doppio dei presenti. Dopo attimi di attesa, rabbia e protesta il controllore ha chiuso le porte ed ha fatto partire in tempi brevissimi il treno, non permettendo ad una sessantina di studenti di salirvi e di raggiungere le proprie abitazioni, fra lo stupore e l'indignazione generale. Ci siamo così rivolti alla biglietteria, chiedendo di parlare con il capostazione, dichiarato non reperibile dal personale ferroviario. Inevitabile, in quegli istanti, la nascita di un'assemblea spontanea che ha ribadito – per l’ennesima volta – l’esasperazione nell’essere sottoposti quotidianamente ad una simile situazione, da qui l’idea di intraprendere un primo momento di raccolta firme. 
     
Insomma, l’anno scolastico per noi studenti è iniziato da poco e già il nostro livello di sopportazione è arrivato al limite. Forse occorrerebbe che le sedi competenti, per una volta, fornissero una risposta concreta agli tutti noi studenti indignati. La speranza è quella che una grande raccolta firme come questa, mai effettuata prima d’ora, possa essere la soluzione migliore ai tanti disservizi ferroviari. Noi studenti siamo fortemente determinati a porre fine una volta per tutte allo storico malcontento che, in assenza di iniziative come questa, rischierebbe solo di ‘ammuffire’ nel tempo. 
In stazione si parla anche di ‘sciopero del biglietto’, ma quello è un altro discorso, che affronteremo sicuramente in uno dei prossimi post.
   
Enrico Galletti
enricogalletti@icloud.com

03 Gennaio 2015

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