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Venerdì 20 Ottobre 2017

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La "prima" della Cremonese

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Bragazzi Marco

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“Ho fatto tredici!!!” (https://youtu.be/l3yKvC9ZiYM) urlava quasi incredulo Lino Zagaria, al secolo Lino Banfi nel mitico film “Al Bar dello Sport” mentre controllava la domenica pomeriggio, in religioso e scaramantico silenzio tranne per l'inopportuna presenza del nipote, la famosa schedina del Totocalcio. La pellicola sulle alterne fortune di Lino e di “Parola” (interpretato da Jerry Calà) verteva intorno alla famosissima schedina del Totocalcio, vero e proprio strumento che, per generazioni, ha dato gioie e dolori a decine di milioni di italiani. La nascita della “schedina”, in una forma ancora embrionale, è del 5 maggio 1946 e, nel primo concorso che quello che per oltre 50 anni dominerà buona parte delle scommesse italiane, compare anche la Cremonese.

L'esordio grigiorosso nel mondo delle ricevitorie Sisal, storico gestore del Totocalcio, fu reso ancor più avvincente dalla, almeno all'inizio, poco organica composizione della schedina. Nel primo concorso la Cremonese allo Zini lasciò ai giocatori “da tavolo” un pareggio con l'Alessandria siglato da una X nella apposita colonna che, per alcuni anni, si componeva di 12 risultati utili più i due di riserva. Il famoso (o famigerato) 13 arrivò solo qualche anno più tardi, con tutte le gioie per chi fosse riuscito ad azzeccarlo e i dolori per coloro che, magari per un dubbioso gol in fuorigioco al 91' o per un “rigore in zona Cesarini”, si vedevano sparire davanti agli occhi il montepremi che poteva cambiare la vita. Un esordio, quello della Cremo, dovuto alla particolare composizione del campionato di calcio post Seconda Guerra Mondiale, fatto da partite delle fasi finali della Divisione Nazionale, più 2 della Serie B-C Alta Italia e le restanti dalla Coppa Alta Italia.

Sulla prima schedina compaiono infatti i nomi di squadre come la Sestrese e la Sampierdarenese (quindi praticamente un derby) ma anche di storiche avversarie grigiorosse come il Piacenza e il Mantova. Chi è un po' “avanti” con l'età si ricorderà che le schedine invendute venivano utilizzate dai barbieri per la pulizia dei rasoi o delle serate passate davanti ai giornali e telegiornali sportivi nella speranza di poter comporre la colonna con i numeri 1X2 che potevano cambiare la vita. Il popolo degli scommettitori si scopriva legato alla statistica, alla cabala, ai “sussurri” giornalistici che arrivavano dai raduni delle squadre, alle designazioni arbitrali e ad altri infiniti fattori che, se ben orchestrati con l'ausilio fondamentale della Dea Bendata, avrebbero potuto fare urlare “Ho fatto tredici!!”.

Nata dall'idea di 3 giornalisti nel 1946 come “Piano Marshall” per la ricostruzione degli stadi oggi il Totocalcio, evoluto con nuove tecnologie e le nuove esigenze degli scommettitori, è ancora presente nel mondo delle scommesse ma per la Cremonese, quel 5 maggio 1946, è un tassello nel mondo che, al pari dei campionati, ha accompagnato tra gioie e dolori moltissimi tifosi.

mbragazzi@yahoo.com

29 Settembre 2017