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Mercoledì 13 Dicembre 2017

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"Stoccata" alla cremonese

"Stoccata" alla cremonese
Bragazzi Marco

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En Garde! Era il richiamo che il Maestro Sanipoli, ufficiale del 4° artiglieria a Cremona, faceva echeggiare tra le mura della Accademia d'Armi per preparare i suoi schermidori all'assalto. All'inizio del XX secolo la Accademia, che insegnava e tramandava l'arte della scherma in città, era nei pressi di Via Antica Porta Tintoria e, tra i vari talenti cremonesi, ebbe la capacità e il merito di portare il cremonese Gino Belloni alle Olimpiadi di Stoccolma del 1912. La Prima Guerra Mondiale deve ancora arrivare ma, grazie ai diplomati delle scuole d'armi dell'Esercito, alcuni ufficiali riuscivano a creare “palestre” dove, anche per i più giovani, si veniva preparati ad uno sport che non era più legato al solo ambito militare ma che si apriva alla cittadini. La tradizione millenaria della scherma aveva creato una federazione con regole già molto chiare fin dal XIX secolo, fatto che rendeva molto più interessante e semplice l'approccio alla spada dove, ovviamente, le regole di cavalleria in combattimento dovevano essere comunque rispettate fino in fondo.

A Cremona nei primi del '900 la scherma sviluppa un ottimo richiamo su giovani, i primi tornei vedono competere solo persone legate alla città, con squadre create in Accademia o dagli ufficiali presenti nell'ambito cittadino. Sono i primi vagiti del movimento schermistico che sarà tra i primi in Italia, basti pensare che il Circolo Scherma Fides di Livorno, fondato dal pioniere per eccellenza della scherma Giuseppe Nadi, è datato 1892, più “vecchio” di soli 10 anni circa di quello cremonese. Dalle parate e dagli attacchi lanciati in via Antica Porta Tintoria a quelli sulle pedane di Stoccolma gli schermidori cremonesi hanno saputo sviluppare, con pazienza e metodo, il perfezionamento di questa disciplina partendo dai bambini, fatto che, agli albori del 1900, era praticamente impensabile.

Le immagini del 1910 presentano un giovanissimo Ermanno Boeri che, già a 10 anni, vanta un curriculum con una lunga serie di tornei alle spalle, segno di un movimento molto attivo sia nel reclutamento che nella attività agonistica. Come per altri circoli sportivi cremonesi gli anni di lavoro per la diffusione del messaggio schermistico porteranno uno sviluppo del richiamo agonistico, spesso confermato dal numero crescente di tornei organizzati e ospitati in città o dalla partecipazione a trofei nati in altri Circoli. La scherma cremonese troverà anche i suoi agonisti tra i martiri della Seconda Guerra Mondiale, è il caso dei fratelli Di Dio, Antonio ed Alfredo, ottimi atleti cresciuti a Cremona, ma per Alfredo il destino fu quello di venire ucciso in combattimento dai nazifascisti mentre, con i partigiani, combatteva in Val'Ossola.

Contatti: mbragazzi@yahoo.com

18 Settembre 2017