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Giovedì 19 Luglio 2018

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Cremona 1887: nasce la Canottieri Baldesio

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Cronache di un mondo passato, cronache di visionari pionieri. Alla fine del 1800 lo sport a Cremona esisteva forse in maniera larvale ma, con il passaggio al XX secolo, la crescita culturale, sociale e anche sportiva della città cominciò a trasformare il profilo cittadino. La Us Cremonese venne fondata nel 1903 con attività, almeno all'inizio, non legate al calcio, il Club Ciclistico Cremonese festeggiava da poco il primo decennio di vita, la scherma faceva capolino in città ma il campo di gioco per eccellenza di Cremona nel 1900, il fiume Po, offriva ai primi “coloni sportivi” la possibilità di fare sport legati innanzitutto al mondo “acquatico”.Nel 1887 veniva fondata sulla riva del fiume la Canottieri Baldesio, società con il preciso intento di creare un movimento sportivo per i più giovani e una forma ricreativa per i cittadini. Le cronache sportive di inizi XX secolo offrono una visione unica di quella realtà, partendo dalla inaugurazione del nuovo “chalet” come sede societaria, fortemente voluto dall'allora presidente come “punto di ritrovo per la gioventù”, fino alla inondazione dell'autunno del 1907 che inghiottì letteralmente la sede della storica società. Gli inizi del secolo scorso sono concitati dal punto di vista sportivo, in Italia cominciano a crearsi i primi campionati di varie attività sportive, a volte con regole diverse e cercando di affrontare problemi logistici enormi, ma dato che il fiume Po “divide” intere regioni italiane nel caso della Baldesio “univa” i cremonesi ai “vicini di casa” della Nino Bixio di Piacenza, fondata sempre sulle rive del fiume nel 1883.

L'appuntamento per tutti era quello della regata di resistenza (circa 60 kilometri) da percorrere tra il capoluogo emiliano e quello lombardo, ma quello che più colpisce dalle immagini è l'abbigliamento estivo delle signore che, nonostante la calura, seguivano la moda con i vestiti lunghi e gli ampi cappelli. Sullo sfondo delle ingiallite fotografie compare il ponte sul fiume ma, oltre ai nomi dei pionieri del canottaggio cremonese che si cimentavano nella gara, è interessante il nome di battesimo delle barche che, nel caso della Baldesio, suonava in termini anglofoni secondo le usanze sportive dei primi '900 che erano profondamente influenzate dagli sport anglosassoni che si stavano affermando in Europa. La veneta “Fanny” deve aver percorso svariate volte quei 60 kilometri, prima in compagnia di una sola barca piacentina ma, almeno nel 1906, alle classiche venete a 4 si univano anche qualche jole e, incredibile a dirsi, un paio di canotti per percorrere quel tratto di fiume in compagnia anche di altri canottieri piacentini “marchiati” Vittorino da Feltre.

Il presidente della Baldesio Giacomo Manfredi si fece tra i promotori di questa regata perché con essa si mettevano le basi per “l'addestramento e come premio al grande sacrificio richiesto dalla attività sportiva”. Agli albori del 1900 la voglia di scoprire e di far scoprire un nuovo mondo, quello sportivo, fa raccontare molto di più del singolo trofeo tra società canottieri, il racconto fa intuire la enorme lungimiranza di quei precursori che decisero di impegnare le loro forze in un progetto destinato a diventare parte della cultura di una città.

05 Maggio 2017