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Mercoledì 23 Maggio 2018

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CREMONA NEL MONDO

Claudio Monteverdi e il cinema

Claudio Monteverdi e il cinema

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Quella stupenda relazione tra Claudio Monteverdi e il cinema. Il rivoluzionario compositore cremonese ha accompagnato, con le sue musiche, svariate produzioni cinematografiche fin da quasi gli esordi del cinema “parlato”. Le sue arie o le sue opere sono state inserite in film, film per la tv o musical fin dal 1936, in alcuni casi con versione originali (grazie a registrazioni di orchestre già attive nel mondo della musica antica), in altre performance appositamente incise per il cinema. Ma questa stupenda relazione tra la celluloide e Monteverdi parte molto più lontano dai “semplici” brani utilizzati come semplice accompagnamento musicale, alle opere uscite dalla penna dell'autore cremonese sono state dedicati film e opere televisive complete, l'Orfeo, l'incoronazione di Poppea e il Ritorno di Ulisse in patria hanno visto confrontarsi registi, autori ed attori alla ricerca della migliore trasposizione su pellicola delle opere monteverdiane. La prima collaborazione tra Monteverdi e la cinepresa è molto fortunata, arriva nel 1936 con il film Avorio Nero, film vincitore di ben 4 Oscar tra cui quello come miglior colonna sonora nella quale viene inserita l'aria “Lasciate i monti” dell'opera l'Orfeo. Da quel momento diventano quasi 70 le opere o le citazioni di scritti monteverdiani nel cinema, alcune “minori” in quanto semplici narrazioni storiche della vita del compositore o arie all'interno di una colonna sonora, altre vere e proprie produzioni dedicate in toto a Monteverdi che hanno visto come protagonista artisti del calibro di Julie Andrews cimentarsi sulle note del maestro. Il rapporto tra le musiche di Claudio Monteverdi e il cinema è molto ampio, da “Il ballo delle ingrate” ai “Vespri della Beata Vergine” o ai “Mottetti” o alle opere del pre-melodramma traspare che l'enorme produzione musicale del cremonese offre svariati spunti ai registi; ovviamente il tema dominante dal rapporto Monteverdi-cinema rimane l'amore e le relazioni umane, ma tra le sue musiche e le immagini si può scoprire una vastità di emozioni notevole. In una chiave moderna a Monteverdi è stato dedicato nel 2007 la serie tv “The full Monteverdi”, opera dove si descrive la di vita affettiva di 6 coppie seguendo gli spartiti del “Quarto libro dei madrigali”. Nel 2016 tocca a Salma Hayek e Vincent Cassel recitare ne “Il racconto dei racconti” inserendo nella colonna sonora la stupenda e struggente aria “Sì dolce è il tormento”, anche se in questo caso il successo – almeno al botteghino – non è si visto per il film. Se è vero che la musica nei film serve per raccontare ciò che non viene narrato dalle immagini per Claudio Monteverdi diventano fondamentali le parole di Robert Bresson, il regista e sceneggiatore di “Mouchette” nel 1967, considerata opera miliare del cinema francese. <In Mouchette ho aggiunto la scena della caccia e la musica utilizzata, musica sacra, comprendeva alcuni meravigliosi passaggi del Magnificat di Monteverdi. Con la musica sacra suonata durante la scena di caccia, si vedrà una straordinaria trasformazione degli animali selvatici attraverso la musica di Claudio Monteverdi>. Bresson è considerato tra i più grandi registi del dopoguerra, nei sui film amava interporre nei dialoghi frasi tratte dalle partiture di Mozart o Monteverdi.

11 Aprile 2017