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Lunedì 10 Dicembre 2018

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Scrp e la vendita delle azioni A2A mai comunicata ai soci

Cedute il 2 gennaio di quest'anno. Il comune di Crema era al corrente dell'operazione

Scrp, due questioni aperte: gestione e direzione politica

Assemblea Scrp

antonio grassi

antonio grassi

Biografia Antonio Grassi giornalista, già responsabile della redazione di Crema de La Provincia, s'interessa di politica e di ambiente. Scrittore, ha pubblicato due pamphlet su questioni ambientali : "Terre di frontiera-Goflandia e altre storie" e "Forte apache e dintorni". Il primo racconta la storia di tentativi di aggressione del territorio provinciale. Il secondo, del referendum sull'inceneritore di Cremona. E' autore di tre romanzi gialli a sfondo sociale: "Macramè", "L'erba del diavolo" e "Il cuore batte ancora. Vernice fresca" (2013), ultima sua produzione, è uno scientific thriller ambientato in provincia.

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Subito una premessa, necessaria per non creare incomprensioni e quindi interpretazioni fuorvianti  dei numeri che verranno riportati.

Scs srl è la società che detiene la partecipazione dei Comuni in Lgh.

Scs srl è controllata per il 65 per cento da Scrp e per il 35 per cento dal Comune di Crema. 

Scs srl  ha incassato il ricavato della cessione ad A2A  del 51 per cento della propria quota in Lgh.

Cosa significa?  Che solo il 65 per cento dell’operazione è finito nelle casse di Scrp.  Il rimanente 35 per cento è confluito in quelle del comune di Crema che ha il diritto di impiegarlo come meglio crede senza chiedere nulla ai soci di Scrp.  Ne deriva che questo 35 per cento non sarà oggetto dell’articolo.

 Attenzione non significa che Crema sia autonoma da Scrp dove è presente con una quota del 25,68 per cento.  E’ autonoma per il 35 per cento di quota in Scs srl. Chiaro?

Il punto di partenza è il 4 agosto 2016.  Si chiude l’operazione della cessione del 51 per cento di Lgh ad A2A. E’ previsto un pagamento in parte in contanti e in parte in azioni.

I dettagli ufficiali sono stati chiesti telefonicamente dal sottoscritto il mattino di lunedì 29 maggio al direttore generale di Scrp, Giovanni Soffiantini, che gentilmente li ha forniti con solerzia. Sono stati poi ricontrollati sempre con il direttore generale di Scrp  il pomeriggio stesso.

a)      Il 5 agosto 2016 Scs srl prende in carico 2.898.676 azioni A2A al prezzo di 1,2368 euro per azione.

b)      l’8 agosto 2016 Scs srl incassa il contante pari a 5.861.524 euro.

c)       Il 2 gennaio 2017 Scs  srl vende tutte le azioni al prezzo di 1,2518 euro e ne incassa 3.628.562.

d)     Totale del ricavato di Scs srl per l’operazione 9.490.086 euro.

e)      La plusvalenza (1,2518 meno 1,2368) è di 0,015 euro  per azione che, moltiplicata per 2.898.676 azioni,  genera un totale di  43.480 euro.

 E qui finiscono le informazioni fornite da Soffientini.

Se tutto questo è chiaro, si può procedere a calcolare l’incasso di Scrp. che è pari al 65 per cento  delle cifre sopra riportate. Contante (2016)  3.809.991 euro. Per 1.884.139 azioni (2017)  

2.358.565 euro. Somma delle due voci 6.168.556 euro che costituisce l’incasso complessivo di Scrp per l’operazione  Lgh/A2A.

La plusvalenza  di Scrp maturata per  azioni di sua proprietà è di 28.262 euro.

Per gli amanti della statistica il Comune di Crema ha incassato 2.051.533 euro di contante (2016) e 1.269.997  euro (2017)  per  1.014.537 azioni.  Totale 3.321.530 euro. Plusvalenza 15.218 euro.

Illustrato lo stato dell’arte, siano permesse alcune considerazioni personali.

E’ stato opportuno vendere il 2 gennaio 2017?  Venerdì 30 dicembre 2016 aveva chiuso a 1,23 euro,  pari al prezzo di carico.  Da metà dicembre il titolo A2A si era abbastanza stabilizzato.   Se si osserva l’andamento del titolo  dal 2 gennaio 2017 ad oggi  si nota che la curva è in costante salita  fino a raggiungere 1,493 euro il 25 maggio.

Dei due soci di Scs srl, chi ha deciso di vendere? Scrp, o il Comune di Crema? E quale è la motivazione che ha spinto a cedere le azioni?

 C’erano problemi di liquidità o di rientro di prestiti con le banche?  Un’indicazione in questa direzione potrebbe fornirla la lettura del bilancio 2016 là dove  - a pagina 15 -  si parla della liquidità acquisita con l’operazione Lgh/A2A che, insieme ad latri fattori,  «ha determinato la sospensione delle valutazioni di una ristrutturazione del debito di Scrp». Ma ora non c’è spazio per questo argomento. Nel prossimo articolo.

Perché ai soci di Scrp non è stata fornita nessuna comunicazione della vendita delle azioni? Vendita appresa  solo il 25 maggio scorso da un articolo apparso su un quotidiano nazionale e confermata dal presidente Pietro Moro nella riunione residenziale dei soci che si è tenuta lo stesso giorno a Castelleone.  Conferma avvenuta solo dietro precisa domanda di un socio.

Perché il giorno successivo, 26 maggio, nella residenziale di Pandino, è stato riferito che la plusvalenza ammontava a circa 140 mila euro invece degli effettivi 28.260? Un lapsus? Nessun problema. E’ possibile nel mare magnum di numeri.

Perché nella newsletter del 26 maggio,  con la quale Scrp informa delle iniziative della società, non  si accenna alla vendita delle azioni?  Eppure la newsletter è stata inviata il 26 maggio, il giorno successivo l’incontro di Castelleone.

Perché non si accenna alla vendita delle azioni A2A nel comunicato diffuso oggi da Scrp? Comunicato che  dice meraviglie sul bilancio 2016  e sulla necessità per i comuni di ricorrere a lei  per le gare d’appalto pubbliche. E Maramaldo  infierire, ma se il paradigma di riferimento è il modo con il quale Scrp ha gestito la  gara di igiene ambientale, un po’ più di prudenza nello scrivere il documento non avrebbe stonato. Diffondere alla stampa un testo nel quale ci si autoincensa e ci si autoproclama salvatori della patria e dei comuni è sempre rischioso. Se a scriverlo è Scrp.

Prima di chiudere  è corretto precisare che la vendita delle azioni di A2a in carico a Scs srl è stata più che regolare. Nessuna contestazione in questa direzione. Viene invece contestato il rispetto verso i soci. Se si vuole usare un concetto abusato, è una questione di trasparenza.

 Resta il rammarico per il modo con i quali sono stati trattati i piccoli soci di Scrp. Rammarico che cresce se si considera che il Comune di Crema era informato dell’operazione in quanto socio di Scs srl e pertanto parte attiva nella vendita. E quanti altri lo sapevano e hanno taciuto?

Se Crema vuole essere comune leader del territorio non  può usare due pesi  e due misure. Tutti insieme quando è conveniente per lei. Da sola, quando è altrettanto conveniente per lei.  Liberissima di tenere questo comportamento, ma liberi gli altri comuni a non seguirla. Piccoli, indifesi, timorosi, alcuni anche tamarri. Altri ancora commoventi nell’adattarsi al dress code cittadino. Molti eccessivamente indulgenti. I piccoli comuni saranno tutto questo e altro ancora, ma non fessi. E allora  basta con il mantra della trasparenza, soprammobile stabile nella galleria delle buone intenzioni, ingrediente insostituibile nella demagogia a buon mercato.  La favola della trasparenza ha rotto i co... Sèm mia végnit zo con la piena del Sére. I piccoli comuni non hanno l’anello al naso. Con  buona pace di chi lo crede.

30 Maggio 2017