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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Sicurezza

Varchi, grande confusione sotto il cielo ma la situazione non è eccellente

Varchi, grande confusione sotto il cielo ma la situazione non è eccellente

la sala di controllo della polizia locale

antonio grassi

antonio grassi

Biografia Antonio Grassi giornalista, già responsabile della redazione di Crema de La Provincia, s'interessa di politica e di ambiente. Scrittore, ha pubblicato due pamphlet su questioni ambientali : "Terre di frontiera-Goflandia e altre storie" e "Forte apache e dintorni". Il primo racconta la storia di tentativi di aggressione del territorio provinciale. Il secondo, del referendum sull'inceneritore di Cremona. E' autore di tre romanzi gialli a sfondo sociale: "Macramè", "L'erba del diavolo" e "Il cuore batte ancora. Vernice fresca" (2013), ultima sua produzione, è uno scientific thriller ambientato in provincia.

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Le contraddizioni di un progetto che è cambiato più volte e adesso si sollecita anche il parere per corrispondenza a chi non può partecipare alla riunione informativa

Nessuno contesta il ruolo di primo piano dei varchi elettronici tra  i sistemi a disposizione  per aumentare la sicurezza del territorio. Nessuno contesta la loro utilità. E’ stato scritto nel post precedente (http://www.crema.laprovinciacr.it/blog/antonio-grassi/136044/Il-valzer-dell-operazione-varchi-elettronici.html), riaffermato in  numerose occasioni e in diversi contesti, ripetuto in tutte le salse. E’ inutile che  i sostenitori del progetto, insistano  su questo concetto. E’  ammirevole la loro dedizione alla causa e viene da pensare ai missionari nel sud del mondo o ai testimoni di Geova.

Tutti, ma proprio tutti, condividono l’importanza dei varchi per la sicurezza. Le divergenze sorgono quando prevale il mantra ‘varchi uguale sicurezza garantita’ e chi non salta cattivo è. E qualcuno non ha saltato. Insistere con questo ritornello  per indurre un senso di colpa  negli scettici e costringerli a saltare, non porta da alcuna parte.

Indossare i panni di Giovanna d’Arco o del generale Douglas Mc Arthur (al cinema interpretato da un fichissimo Gregory Peck) in questa circostanza conduce alla divisione a dispetto degli appelli all’unità dei paladini dei varchi.  Non ci sono né inglesi, né giapponesi da sconfiggere, tutt’al più dei pecoroni.  Gli ‘avversari’ sono  sindaci con una visione diversa sul modo di decidere scelte pagate dai cittadini.  E attenzione,  Giovanna d’Arco è finita al rogo e  Mc Arthur è stato stoppato da Harry Truman, suo presidente.

E  non sarebbe male ricordare quanto è successo nella recente storia di Scrp. Sulla costruzione  della caserma dei vigili del fuoco, quasi tutti i sindaci votarono affinché fossero i propri comuni a finanziarla.  A nulla valse l’osservazione che, per legge, il finanziamento competesse allo stato. Poche settimane dopo la votazione bulgara, contrordine: Roma si accollava i costi della caserma. Qualche volta anche quelli che non saltano hanno ragione.

 I varchi sono utilissimi, ma non indispensabili e il rapporto costi/benefici non è mai stato discusso. Così come mai è stato sviscerato in maniera analitica il capitolo delle risorse a disposizione. Ecco: questo è il nocciolo della questione, non l’utilità dei varchi che è assodata. Utili non indispensabili. Utili a chi? A polizia di Stato e Carabinieri. Decisamente meno alla Polizia locale. E allora perché devono essere i comuni a sobbarcarsi l’intera spesa?

L’ultima  novità sulla vicenda è la lettera inviata,  nei giorni scorsi, ai sindaci-soci da Scrp. «Con la presente siamo a ricordare la convocazione della riunione in oggetto. Nel caso di impossibilità a partecipare, vi chiediamo la cortesia di comunicarci via mail all’indirizzo inf@scrp.it la vs. posizione in merito alla condivisione  o meno del Progetto dei varchi elettronici . Ovviamente non si tratta di una dichiarazione formalmente impegnativa, ma di un orientamento per la società, in modo da consentirci di portare in approvazione ad una prossima assemblea dei soci un progetto definitivo».

«La riunione in oggetto»,  richiamata nel testo,  è quella in programma martedì, 15 marzo, alle 18,30 e convocata  «per dare informazioni sui seguenti argomenti: 1)Varchi: dichiarazioni dei singoli soci in merito alla condivisione del progetto, 2) Comunicazione in merito alla gara di igiene ambientale, 3) varie ed eventuali».

Da quando in qua si indice una riunione informativa e si chiede agli assenti di esprimersi preventivamente sulla linea da tenere sull’argomento tema dell’informativa stessa? (http://sussurrandom.it/scrp-e-varchi-elettronici-ora-il-parere-arriva-pure-per-corrispondenza/ ). Se si sollecita un parere in anticipo a cosa serve un’informativa? O è inutile. O è ininfluente sul giudizio già maturato a priori dai partecipanti alla riunione, supposizione che potrebbe significare scarsa fiducia nell’autonomia dei sindaci. Da questa supposizione all’ipotesi di sindaci  schierati e indottrinati  secondo rigide logiche di partito, il passo è breve. Un sospetto che i sindaci non  meritano.

Viene da pensare che la riunione sia un mezzo per tacitare quelli fuori dal coro, vessillo da sbandierare  in faccia ai rompiballe, questuanti in cerca di ulteriori approfondimenti.  Perbacco, cosa si vuole di più?  Di assemblee informative ne sono state organizzate a bizzeffe. Quindi, zitti e mosca.

Fiori,  su la La Provincia dell’11 marzo a pagina 21, ha dichiarato: «Chiedere l’adesione dei sindaci dopo mesi di discussione  e dopo ben quattro assemblee informative, non mi sembra ne forzato né scorretto». Come dargli torto?  Peccato che le informazioni fossero cangianti: diverse rispetto all’assemblea precedente. Work in progress. E come no?

Certo, Fiori è membro del Comitato ristretto di Scrp, (quello che decide la linea della società insieme al consiglio di amministrazione) e di quello ristrettissimo sui varchi, scusate se è poco. Possiede tutte le sante ragioni per affermare: «Io non ho mai avuto dubbi». (La Provincia 11 marzo pagina 21).  E la mancanza di dubbi si riferisce  alla bontà del progetto varchi. Fortunato lui per questa certezza, anche se non tenere  dubbi,  può indurre i più titubanti a diffidare e a porre domande.

Come mai il numero dei varchi è cambiato tre volte nell’arco di 15 mesi. «Dal presidio dei confini si è passati al presidio dei campanili» ha commentato un sindaco.

Come mai la connettività, partita titolare, è finita in panchina e infine in tribuna?

Come mai la videosorveglianza  prevista alla prima riunione, è scomparsa alla terza?

 Chi  paga? Scrp?  Ma  Scrp  ha le risorse necessarie per un intervento – ultimo dato comunicato -  di 1  milione e 57 mila euro,  esclusa la manutenzione  pari a 111 mila e 900 euro l’anno?

Saranno utilizzati gli introiti dell’operazione Lgh-A2A? I comuni soci lasceranno queste risorse  a Scrp?  Quando arriveranno?

Se non si percorre la strada Lgh-A2A, Scrp domanderà ai soci di intervenire? Con che formula? Contribuiranno tutti i comuni o solo quelli partecipanti al progetto?

Perché l’accelerazione di queste settimane?  «O Roma o morte». Suvvia, i sindaci non sono garibaldini e alla loro testa non  risulta esserci alcun emulo di Garibaldi.  O qualcuno pensa di esserlo?

Perchè il progetto deve essere realizzato entro la primavera del prossimo anno? Forse perché in alcuni comuni si vota per le elezioni amministrative?

Perché  qualche comune che, nel primo progetto, ospitava sul proprio territorio più varchi, ora se ne ritrova uno solo, ma la copertura digitale è la stessa? Forse perché varcare il confine e spostare l’ambaradan nel comune vicino elimina alcuni malumori dei soliti bastian contrari? Mah.

Perché il collegamento del sistema varchi elettronici con la videosorveglianza dei singoli comuni è  un optional da pagare a parte?

 «Grande confusione sotto il cielo, la situazione è eccellente» diceva Mao Tse Tung. Ma per chi?

14 Marzo 2016

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