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Domenica 11 Dicembre 2016

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Sicurezza

Il valzer dell'operazione varchi elettronici

Storia, contraddizioni, riflessioni su una vicenda che si vuole concludere con troppa fretta, mentre sarebbe necessaria una pausa per approfondire pro e contro di una scelta onerosa per i comuni

In arrivo i varchi elettronici
antonio grassi

antonio grassi

Biografia Antonio Grassi giornalista, già responsabile della redazione di Crema de La Provincia, s'interessa di politica e di ambiente. Scrittore, ha pubblicato due pamphlet su questioni ambientali : "Terre di frontiera-Goflandia e altre storie" e "Forte apache e dintorni". Il primo racconta la storia di tentativi di aggressione del territorio provinciale. Il secondo, del referendum sull'inceneritore di Cremona. E' autore di tre romanzi gialli a sfondo sociale: "Macramè", "L'erba del diavolo" e "Il cuore batte ancora. Vernice fresca" (2013), ultima sua produzione, è uno scientific thriller ambientato in provincia.

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Premessa: sulla sicurezza non si discute. E una priorità e non è  né di destra, né di sinistra, né di centro. Sul progetto e sui costi dei varchi elettronici occorre, invece,  fermarsi, discutere, riflettere.

 Nel novembre 2014 il progetto, redatto da Consorzio.it - riassunto in undici slide - presentato all’assemblea dei soci di Scrp,  prevedeva 20 sentinelle elettroniche per controllare  gli accessi del  Cremasco,  15 per presidiare il territorio e  5 per blindare Crema. Il costo di ogni singolo varco, comprensivo di impianti elettrici e opere civili,  era stato calcolato in 20 mila euro. Nella penultima slide, in un italiano migliorabile, veniva  sottolineato: «I varchi necessitano di una rete di connettività che consente di collegare i varchi alla centrale operativa». Prezzo della centrale operativa: 30 mila euro. Costi di manutenzione: 20 per cento della spesa complessiva. Veniva precisato: «E’ escluso  il costo della connettività,  in quanto totalmente dipendente dalla localizzazione dei varchi».     In  quella occasione i sindaci-soci non deliberarono l’avvio del progetto esecutivo come era stato sollecitato, ma incaricarono Scrp di approfondire la questione con l’impegno «di non spendere molto».

Sui varchi cala il silenzio fino al 21 dicembre 2015. All’assemblea dei soci di Scrp, prima dell’incontro con Giovanni Valoti, presidente A2A, viene presentata una relazione, più striminzita di quella precedente e  che  definire carente è un complimento di lusso. Seduta stante, con una rapidità tale da rendere maratoneti anche i velocisti della eiaculazione precoce, viene costituita una commissione sindaci-tecnici con l’incarico di approfondire l’argomento.

Un mese dopo, il  22 gennaio 2016, sul settimanale  Mondo Padano viene pubblicato un articolo, assai documentato, che spiega il progetto varchi, corredato di costi e ammennicoli vari.  Due  osservazioni. La  prima, i sindaci-soci apprendono dalla stampa una notizia che avrebbero dovuto conoscere  in anteprima. La seconda,  l’approfondimento, -rimasto inevaso per 13 mesi (14 novembre 2014- 21 dicembre 2015) -  si concretizza in 30 giorni in un progetto pronto per l’approvazione.

 Nelle settimane successive alla pubblicazione dell’articolo viene inviata ai sindaci-soci di Scrp  una brochure (18 paginette con la riproduzione di altrettante slide)  che illustra, con pochi dettagli in più, quanto già apparso sul settimanale. Contemporaneamente, Scrp organizza due riunioni  a Castelleone  (17 febbraio) e a Pandino (19 febbraio) per informare i sindaci sulla proposta e fissa per il 25 febbraio, l’assemblea dei soci per l’approvazione dell’operazione.

Prima sorpresa e primo giro di valzer. La brochure del novembre 2014 era intitolata ‘Varchi elettronici’ . Quella del gennaio 2016 è classificata ‘Progetto connettività e sicurezza territoriale’. In tredici mesi l’approfondimento sui varchi  si arricchisce  di  videosorveglianza e connettività.

Seconda sorpresa e secondo giro di valzer. Nelle slide 2016 compaiono  due  tabelle di costi. Una riferita a dicembre 2015 e l’altra a gennaio 2016. 

Aperta parentesi: la commissione costituita nel tardo pomeriggio del 21 dicembre, si è riunita due volte (come precisato nelle riunioni di Castelleone e Pandino),  ha considerato non uno ma  due progetti ( di milioni di euro), giustappunto,  uno riferito a dicembre e l’altro a gennaio. Tanto di cappello per velocità ed efficienza che diventano strabilianti se si considera anche il periodo delle festività natalizie. Chiusa parentesi.

Nella  tabella di dicembre i costi si riferiscono a  32 varchi. In quella di  gennaio  a 58. Quattordici mesi prima, erano 20. Dalla moltiplicazione dei pani e dei pesci  si è passati alla moltiplicazione dei varchi.  La spiegazione della lievitazione viene fornita durante le riunioni di Castelleone e di Pandino:  «L’aumento è stato fatto per fornire di un varco ogni comune e  motivare tutti i sindaci a partecipare al progetto ed evitare l’osservazione tu hai il varco e io no».  Al lettore-cittadino  trarre le conclusioni.  Scartate intenzioni maramalde, una domanda è d’obbligo:  se un sindaco tira sul prezzo e chiede due varchi che si fa? Ne verranno posizionati 59? E a quello cazzutissimo che ne chiede tre cosa si risponde? Sia chiaro honni soit qui mal y pense, ma a Castelleone e a Pandino i relatori hanno evidenziato con enfasi che per Soncino sono previsti 4 varchi perché  bla, bla, bla. Giustificazione ineccepibile, ma  guarda caso, (un tempo si diceva così), il sindaco di Soncino non è molto allineato al pensiero unico  ed è poco malleabile. Per carità, honni soit qui mal y pense.

Terza sorpresa e terzo giro di valzer. A Castelleone viene comunicato che l’assemblea del 25 febbraio, indetta per l’approvazione del progetto, slitterà a data da definirsi. E’ un segnale positivo.

Quarta sorpresa e quarto giro di valzer. A Pandino  contrordine compagni:  puntiamo solo sui varchi. Cassate  videosorveglianza e connettività. A confermare il nuovo corso viene proiettata una slide non inserita nella brochure distribuita ai sindaci. La new entry riporta i costi riferiti ai soli varchi. Due giorni prima a Castelleone non era stata proiettata.  Complimenti  per la rapidità nel prendere le decisioni. Chapeau a Scrp.

Quinta sorpresa e quinto giro di valzer. Nella brochure del 2014 si precisava:  «I varchi necessitano di una rete di connettività che consente di collegare i varchi alla centrale operativa». Il congiuntivo ‘consenta’ sarebbe stato più corretto. Pazienza. Ebbene il 19 febbraio a Pandino  è stato spiegato che con la connettività attuale i varchi funzionano. Due giorni prima, a Castelleone,  il particolare non era emerso. E nel dicembre 2014 era necessaria. Già, rapidità e chiarezza di idee.

Sesta sorpresa e sesto giro di valzer.  I varchi servono soprattutto a polizia di stato e carabinieri. Molto meno alla polizia locale.  Questo non è mai stato comunicato in maniera forte e chiara.

E’ antipatico porre la domanda, ma, per onestà intellettuale e chiarezza,  è giusto esplicitarla: sono i comuni che devono sobbarcarsi la spesa dei varchi o compete allo Stato?  E’ la stesso concetto della caserma dei vigili del fuoco. Ricordate? Volevano accollare il finanziamento ai comuni,  per poi innescare, poche settimane dopo,  la marcia indietro e rivolgersi a Roma.  A proposito a che punto è l’operazione?

Settima sorpresa e settimo giro di valzer. Nelle tabelle della brochure 2016 vengo indicati  i costi di manutenzione, ma non quelli di gestione. A Castelleone  è stato spiegato ai sindaci che i costi di manutenzione inglobano quelli di gestione. Sarà.  Comunque, a Pandino  è stato promesso che le due voci verranno fornite separatamente.

 Intanto, sempre a Pandino, è stato deciso che nei primi giorni di marzo sarà convocata a Crema  un’altra riunione di tutti i sindaci-soci,  presente un rappresentante delle forze dell’ordine.  Garantito al limone, che  il relatore  motiverà la necessità dei varchi, tautologia per riproporre il mantra ascoltato a Castelleone e Pandino. E’ indispensabile?

Si potrebbe continuare, ma è meglio fermarsi.  L’asado è già troppo ricco di carne e il valzer a non tutti piace.  E poi, perché non confessarlo?  Dopo avere partecipato alle riunioni di Castelleone e Pandino e ascoltato le meraviglie sulle potenzialità delle telecamere che ti inquadrano non solo la targa, ma capaci anche di contarti i peli là dove tutti sanno, è il momento di riflettere. Per favore nessun fraintendimento: viva la sicurezza. Non a scatola chiusa. Non nei termini con i quali è stata presentata. E un pensiero al panopticon e alle riflessioni e ai saggi che ne sono seguiti può essere utile. Esagerato? Forse.

22 Febbraio 2016

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