il network

Domenica 04 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione


IL DECLINO DI CREMA

Area vasta, tante parole poca progettualità

La politica torni protagonista delle scelte per i territorio. Non sono ammesse deleghe ad altri soggetti, partecipate comprese

Area vasta, tante parole poca progettualità
antonio grassi

antonio grassi

Biografia Antonio Grassi giornalista, già responsabile della redazione di Crema de La Provincia, s'interessa di politica e di ambiente. Scrittore, ha pubblicato due pamphlet su questioni ambientali : "Terre di frontiera-Goflandia e altre storie" e "Forte apache e dintorni". Il primo racconta la storia di tentativi di aggressione del territorio provinciale. Il secondo, del referendum sull'inceneritore di Cremona. E' autore di tre romanzi gialli a sfondo sociale: "Macramè", "L'erba del diavolo" e "Il cuore batte ancora. Vernice fresca" (2013), ultima sua produzione, è uno scientific thriller ambientato in provincia.

tutti i post dell'autore

Calendario dei post

 

Opportunità. E’ il concetto che emerge con prepotenza nel dibattito in corso sull’Area vasta e il futuro del Cremasco e, con visione più ampia, sul destino della Provincia di Cremona nel suo complesso. Per i distratti e i lenti a capire l’Area vasta è un’opportunità, pietra angolare sulla quale costruire il Cremasco che verrà, mantra di queste settimane.


D’accordo è un’occasione da cogliere, ma attenzione, è necessario coglierla. Primum vivere, deinde philosophari. Applaudire e dissertare sull’Area vasta senza indicare con precisione sia il ruolo del Cremasco all’interno della stessa, sia del risiko lombardo e non predisporre la strategia per raggiungere l’obiettivo sono chiacchiere sterili e controproducenti. Pippe mentali. Se infatti l’opportunità - che, nella sostanza, è una previsione - non evolve in una forma reale e concreta, diventa fallimento. L’entusiasmo vira in frustrazione. L’aspettativa in recriminazione. L’esaltazione in avvilimento.


A questa premessa, ne segue una seconda, indispensabile per capire i termini della discussione, parlare lo stesso linguaggio, evitare fraintendimenti. L’Area vasta, introdotta dalla legge Delrio 56/2014 sostituirà le defunte province ma non s’identificherà con i confini delle ex province. «Non sarà una confezione nuova per un prodotto vecchio».( La Provincia 14 aprile 2015). Non ci sarà un’Area vasta corrispondente alla provincia di Cremona. L’Area vasta ridisegnerà la geografia amministrativa attuale. Una rivoluzione non solo territoriale, ma anche e, soprattutto, culturale.


Da queste due precisazioni si intuisce che il fulcro del cambiamento è la politica. Il destino del Cremasco lo decide la politica. E’ suo il compito di proporre strumenti e soluzioni per cogliere l’opportunità. E’ lei e solo lei la responsabile del futuro del territorio. Deleghe non ammesse. Per esempio, sarebbe inammissibile il coinvolgimento di Scrp. Da braccio operativo della politica muterebbe in soggetto programmatore del territorio con le conseguenze descritte da Aldo Casorati. Il sindaco di Casaletto Ceredano, intervenuto nel dibattito sull’Area vasta, ha ricordato il buon lavoro della politica ai tempi della Democrazia cristiana. Poi ha ammesso: «Questo processo ha avuto un brusco rallentamento, la politica nel senso alto del termine ha delegato questo impegno ad altri soggetti, le società partecipate. Ad onor del vero, le nostre società hanno svolto un buon lavoro con performance in alcuni casi notevoli. La politica, gli amministratori, hanno però abdicato al loro ruolo di programmatori e di controllori del processo» (LEGGI)

 

 

Anche Antonio Agazzi, capogruppo di Servire il cittadino in consiglio comunale a Crema, coglie nella politica l’anello debole della questione. In un intervento pubblicato su La Provincia del 19 aprile scrive: «L’incognita è la classe politica cremasca. Sarà capace di essere all’altezza dell’interesse superiore di un comprensorio, non lasciandosi imbrigliare da consolidate, non sempre facili per altro, relazioni con il mondo politico ed economico cremonese? Sarà in grado di non farsi ammaliare da interessi di piccolo cabotaggio? Sarà lungimirante, e riprenderà in mano il futuro della propria comunità?» .

Il Cremasco può ambire ad essere Area vasta autonoma? In caso di risposta negativa, con chi si sposerà la Repubblica del Tortello? E’ il nodo gordiano da sciogliere. E a quali condizioni? Esiste già un progetto per supportare l’eventuale matrimonio? Con quali mezzi e con che garanzie si giungerà nei verdi pascoli dell’Area vasta? Risposte ineludibili se si vuole scansare il pericolo di ritrovarsi in una gelida tundra o in un arido deserto ad accudire renne o cammelli del coniuge facoltoso. Interrogativi ai quali, fino ad oggi, nessuno ha fornito spiegazioni esaurienti.


Nel corso del dibattito sono state abbozzate alcune idee, ma troppo generiche e altrettanto vaghe. Nessuno ha presentato un proposta degna di questo nome e tracciato un percorso per realizzarla.


Carlo Vezzini, incaricato di traghettare l’ex provincia nell’Area vasta, ha ammonito «Il futuro si costruisce non voltandosi continuamente indietro» (La Provincia 17 aprile, pagina 23). Verissimo. Si è scordato un particolare: l’Area vasta pretende omogeneità, requisito difficile da riscontrare tra i territori di Crema e Cremona. Improponibile con il Casalasco. Dettaglio noto anche senza voltarsi continuamente indietro. Basta una sbirciatina. E poi, se non si è la moglie di Lot, fermarsi e guardare alle spalle può fare bene. Evita errori.


Matteo Piloni, segretario provinciale Pd, ha spiegato: «L’Area vasta è un concetto che deve essere ancora definito. Tutti i momenti di transizione portano difficoltà; la differenza sta nell'avere chiaro quale sia l'approdo. Io vedo nell’Area vasta una grande opportunità, un enorme spazio da riempire. Anzi, da costruire. E il territorio cremasco ha tutte le carte in regola per poter contribuire a costruire questo spazio. Non servono però autoreferenzialità e isolamento. Al contrario, l’opportunità sta nel costruire insieme una programmazione che definisca questo territorio nel futuro»(http://www.cremaonline.it/politica/15-04-2015_Area+vasta+%E2%80%9Cstrumento+di+rilancio+del+Cremasco%E2%80%9D/). Dica in che modo. Altrimenti è aria fritta. Fuffa.


Stefania Bonaldi, sindaco di Crema ha auspicato: «il Cremasco divenga  polo attrattivo e baricentrico anche per i territori limitrofi, attualmente collocati in altre province: alludo in particolare al Trevigliese, così come a realtà della Bassa brescianache già oggi guardano con interesse a quanto sta succedendo nel Cremasco». (http://www.cremaonline.it/politica/17-04-2015_Area+Vasta,+il+Cremasco+apre+al+Trevigliese+ed+alla+Bassa+bresciana/).


Un passo avanti rispetto a Piloni, ma eccessivamente ottimista. Per quale motivo il Trevigliese che ha in dote Brebemi, ospedale eccellente, collegamenti ferroviari di prima qualità dovrebbe accasarsi con il Cremasco? Per una ferrovia da terzo mondo? Per i Tortelli?


E il Bresciano? Se già Soncino, al confine con il Bresciano pretende di essere granducato autonomo, staccato dal Cremasco, viene difficile pensare che Orzinuovi sia disposto a bagnarsi nel Serio e a ripudiare l’Oglio.


Rimane Lodi. Il suo curriculum fa paura: Provincia, ferrovia efficiente, tribunale. E poi Lorenzo Guerini portavoce Pd, pane e ciccia con Matteo Renzi. Perchè dovrebbe sposare Crema? Discorso diverso se in riva all’Adda servisse una badante.


Per ora l’Area vasta è un’opportunità. Domani si vedrà. E intanto si spera che i buoi non scappino dalla stalla prima di chiuderla. E’ successo con il tribunale. Può accadere per l’ospedale. Intanto renne e cammelli sono dietro l’angolo. Ma per chi ha resistito al Barbarossa nulla è impossibile. C’è ancora speranza per nozze sontuose. Basterebbero dignitose.

 

 

 

21 Aprile 2015

Commenti all'articolo

  • gianemilio

    2015/04/21 - 17:05

    Come Verdi Europei siamo attenti alla ridisegnazione del territorio, della sua tutela e della cultura, ci auguriamo nuove e innovativa, che lasci il provincialismo e le citta' di pochi che non avvantaggiano nessuno. Se avremo il modo di poter partecipare a questo evento lo faremo nello spirito di collaborazione e di occasione per crescere...gianemilio ardigo' verdi europei

    Rispondi

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000