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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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IL DECLINO DI CREMA

Il karma di Scrp e i preventivi di Consorzio.it

La conclusione positiva del finanziamento della caserma dei vigili del fuoco, non esenta da alcune riflessioni sul ruolo e sulla funzione delle partecipate

Il karma di Scrp e i preventivi di Consorzio.it
antonio grassi

antonio grassi

Biografia Antonio Grassi giornalista, già responsabile della redazione di Crema de La Provincia, s'interessa di politica e di ambiente. Scrittore, ha pubblicato due pamphlet su questioni ambientali : "Terre di frontiera-Goflandia e altre storie" e "Forte apache e dintorni". Il primo racconta la storia di tentativi di aggressione del territorio provinciale. Il secondo, del referendum sull'inceneritore di Cremona. E' autore di tre romanzi gialli a sfondo sociale: "Macramè", "L'erba del diavolo" e "Il cuore batte ancora. Vernice fresca" (2013), ultima sua produzione, è uno scientific thriller ambientato in provincia.

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Meglio tardi che mai. Roma pagherà la caserma dei vigili del fuoco. Tutto bene quel che finisce bene. Applausi per il risultato ottenuto. Su questo non si discute.

 

La ‘vittoria’ non cancella l’acceso dibattito che si è sviluppato sull’argomento durante l’assemblea di Scrp del 29 ottobre scorso. Nel contempo, non annulla le discussioni che si sono accavallate nei giorni successivi. Al contrario, evidenzia la contraddizione tra le trionfanti dichiarazioni di due mesi e mezzo fa e le identiche trionfanti dichiarazioni di questi giorni. Un contrasto palese: le due opzioni sono antitetiche. Una esclude l’altra. Il 29 ottobre scorso i comuni si erano accollati il finanziamento della caserma; oggi il ministero dell’Interno, è subentrato ai comuni. Il consiglio di amministrazione di Scrp e Stefania Bonaldi, sindaco di Crema, sono stati i protagonisti della decisione presa durante l’assemblea di ottobre, ma sono stati anche i primi attori della soluzione ministeriale. Dare a Cesare, quel che è di Cesare.

 

Con ordine.

 

Alla fine di ottobre i comuni cremaschi soci di Scrp si erano caricati dell’onere di pagare la caserma, decisione contestata dal sottoscritto e da Paolo Riccaboni, sindaco di Spino d’Adda. Tra le motivazioni a sostegno del no figurava la seguente: la caserma dai vigili del fuoco non rientra tra le competenze di comuni, bensì in quelle del Ministero dell’Interno. Una posizione molto chiara: si costruisca la caserma, ma la paghi il Ministero e non i comuni. Semplice, lineare, ma soprattutto rispettosa dei compiti dei vari soggetti coinvolti.

 

Durante l’assemblea la votazione venne ‘imposta’ ai sindaci dal consiglio di amministrazione di Scrp con il sostegno convinto del comune di Crema, maggiore azionista della società. Non bastasse, i sindaci-soci votarono senza che fosse stata preventivamente consegnata loro la documentazione relativa a progetto e finanziamento (http://www.crema.laprovinciacr.it/blog/101885/Caserma-dei-vigili-del-fuoco-.html). La richiesta di rinviare la decisione non fu accolta.

 

Nei giorni e nelle settimane successive all’assemblea venne ribadita e documentata la singolarità della scelta derivata dall’impegno preso dai comuni di sostenere il costo della caserma. Furono pubblicati articoli degli anni precedenti (http://www.crema.laprovinciacr.it/blog/102752/Caserma-dei-vigili-del-fuoco-.html). Da una parte, questo materiale testimoniava l’impegno preso dal Ministero a realizzare la caserma, dall’altra la rinuncia del comune di Crema a tale opportunità. Era il 2011 e governava la città il sindaco Bruno Bruttomesso.

 

In quel periodo Stefania Bonaldi era consigliere comunale Pd e sulla questione aveva dichiarato «Le caserme servono, ma non è giusto che siano caricate sulle spalle dei cittadini». (10 aprile 2011). Gli faceva eco il compagno di partito Matteo Piloni. Uomo d’azione, lanciava la crociata: «Se il territorio è compatto faremo una battaglia al Ministero».(10 aprile 2011).

 

Pochi giorni fa, all’improvviso Scrp e comune di Crema, annunciano la grande conquista: la caserma sarà finanziata dal Ministero. I comuni cremaschi non saranno costretti a ‘tassare’ ogni cittadino di 0,38 euro per pagare l’opera non di loro pertinenza. Giro di valzer: Scrp e comune di Crema si tolgono la medaglia che si erano appuntati subito dopo l’assemblea del 29 ottobre e la sostituiscono con quella nuova. Nulla di male. Anzi risultato encomiabile che, però, non esenta dal porre alcune domande. Perché si è insistito affinché i sindaci votassero un impegno sconfessato, due mesi e mezzo dopo, dagli stessi che avevano spinto in quella direzione? Perché non rinviare la votazione come era stato richiesto? Ottenere questo risultato in così poco tempo è quasi un miracolo: erano già in corso contatti con il Ministero prima dell’assemblea? Se, sì, perché non comunicarlo ai sindaci?

 

Questi interrogativi e lo svolgimento dell’intera vicenda non inficiano, è corretto ribadirlo, il risultato ottenuto, che è eccellente. Servono, piuttosto, per indurre sindaci e cittadini a riflettere su Scrp, al suo ruolo e ad approfondire l’analisi della galassia di società che le ruota intorno e controlla.

 

Pochi si ricordano che l’attuale consiglio di amministrazione di Scrp è stato nominato con un cambio in corsa. All’ultimo minuto è stato rimpiazzato uno dei soggetti - designati dalla politica - perché in palese conflitto d’interessi. Il candidato era il direttore di una banca che aveva erogato mutui per 30 milioni di euro a Scrp. Sarebbe stato eletto senza che nessuno fiatasse se la stampa non avesse sollevato la questione. Sel e Rifondazione, dopo avere appreso da ‘La Provincia’ della situazione, minacciarono fuochi e fiamme. Accusarono il sindaco Stefania Bonaldi, loro alleata, di non averli informati sui nomi dei candidati. Alvaro Dellera, coordinatore cittadino di Sel, tuonò: «Se Stefania Bonaldi crede di trattarci da gregari pronti a portare la borraccia appena il caposquadra schiocca le dita, si sbaglia». (31 luglio 2013). Il candidato designato si ritirò dimostrando più buon senso di coloro che l’avevano proposto.

 

Il conflitto d’interessi è nel karma di Scrp. E’ storia recente la vicenda dell’appalto rifiuti e annessa querelle sul presunto conflitto d’interessi del direttore generale dell’azienda e legato al suo incarico di consigliere di Lgh, società che concorrerà alla gara d’appalto. La Scrp possiede poco più del 9 per cento delle azioni di Lgh. La questione è approdata anche in Parlamento al seguito di una interrogazione dell’onorevole pentastellato Danilo Toninelli. La vicenda è già costata a Scrp, quindi ai cittadini, alcune migliaia di euro, ma il direttore generale è rimasto al suo posto. Nei prossimi mesi ci sarà il rinnovo del consiglio di amministrazione di Lgh senza le imposizioni della spending review. Potrebbe essere l’occasione per spazzare ogni dubbio sul possibile conflitto d’interessi.

 

Il vezzo di Scrp di non presentare progetti e di invitare al voto i sindaci si è ripetuto il 13 novembre scorso sulla questione varchi elettronici (http://www.laprovinciacr.it/blog/103550/Varchi-elettronici--10-motivi-per.html). E’ un intervento di centinaia di migliaia di euro da affidare a Consorzio.it, società controllata da Scrp e con direttore generale lo stesso direttore generale di Scrp.

 

Se le piccole cose, i dettagli caratterizzano una persona, un’azienda, un gruppo, chicchesia allora Consorzio.it, società dei comuni, non brilla. Nulla di grave. Solo una sensazione. E’ successo che un comune abbia chiesto un preventivo di spesa per l’acquisto di un computer portatile. Consorzio.it ha risposto e ha inserito nell’offerta, oltre al prezzo della macchina anche l’installazione del sistema operativo Windows 7, quella degli aggiornamenti Windows e altre quisquilie. In corrispondenza di questo gruppo di servizi è stato piazzato il costo. Ora due righe più sopra, nelle caratteristiche del computer - un Hp- veniva specificato che la macchina aveva preinstallato Windows 7 professional 64-bit e, anche qui, a fianco, il costo. Contraddizione? Svista? E scusate da quando si pagano aggiornamenti Windows? E da quando si vendono i computer portatili senza il sistema operativo incluso nel prezzo? L’offerta risale al 21 novembre scorso. E’ la numero 893. Sicuramente un errore. Un dettaglio poco curato.

 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

 

 

23 Gennaio 2015

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