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Martedì 06 Dicembre 2016

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A tre gare dai playoff

Cremo, gli esami si avvicinano tra diversi interrogativi

Cremo, gli esami si avvicinano tra diversi interrogativi
Ivan Ghigi

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La matematica adesso condanna anche i più ottimisti alla rassegnazione. La Cremonese, perdendo a Carrara, ha cancellato definitivamente ogni possibilità di arrivare al primo posto (10 punti con tre gare da giocare). La questione è ormai tra Entella e Vercelli, separate da sei punti in classifica e con uno scontro diretto da giocare alla penultima di campionato. Il rischio grosso è che la squadra di Chiavari possa venire a Cremona per festeggiare la promozione diretta, proprio come aveva già fatto il Trapani.
Quanto ai grigiorossi, la sfortunata sconfitta contro la Carrarese riapre interrogativi ai quali mai era stata data una risposta secca e convincente. Quanto è in grado di reggere la Cremonese alla pressione e al livello dei playoff? L’esordio vincente di Dionigi contro il San Marino non poteva suscitare particolari entusiasmi vista la caratura dell’avversario, che comunque ha battuto l’Entella sette giorni dopo. Il successo allo scadere contro il Pavia aveva aperto i primi interrogativi sulla fase tattica: la Cremonese non ha soluzioni quando viene blindata e costretta a giocare sulle fasce. Contro la Carrarese, che nulla aveva da chiedere nè alla gara nè al campionato, la Cremonese ha passeggiato nel primo tempo ed è affondata allo scadere del secondo.
Visto che l’unico obiettivo rimasto sono i playoff, la formazione grigiorossa dovrebbe al più presto evitare di diventare il bersaglio degli avversari: sarebbe squalificante infatti se la squadra di Dionigi fosse vista come l’avversario più appetibile da incontrare per la prima gara secca in programma l’11 maggio.
Per evitare tutto questo è necessario alzare il livello: di rabbia agonistica prima di tutto, perché la Cremonese (e non è una novità) non dovrebbe mai adeguarsi al gioco degli avversari. Esiste una sottile differenza tra giocare per vincere, segnare un gol più degli avversari e giocare per non prenderle. La Cremonese deve alzare il livello delle proprie ambizioni, nel senso che già queste gare sono campi di addestramento per abituarsi a vincere senza fare sconti.
Resta una terza incognita alla quale avremo risposte solo domenica prossima contro il Vicenza: come saprà comportarsi la squadra grigiorossa contro un avversario che scende in campo per giocare e non per chiudersi? I veneti hanno obiettivi da inseguire a cominciare dal sorpasso ai danni della Cremonese, non saranno passivi e rimissivi come i precedenti avversari. Un vantaggio trovare un avversario più aperto? Solo allora capiremo se l'impostazione di Dionigi predilige una delle opzioni sopra citate: giocare per vincere o giocare per non prenderle. Al momento però, le varianti tattiche sembrano davvero poche, esistono solo cambi di interpreti.
Certamente non dobbiamo dimenticare che la Cremonese in questo momento, a differenza delle avversarie, deve assorbire ancora il cambio della guida tecnica, che i meccansimi non sono ancora perfezionati e che qualche incomprensione o incertezza nell'affrontare ogni situazione è possibile. Però è paradossale che, per un motivo o per l'altro, si debba ancora parlare di margini di miglioramento generale e non di un consolidato gruppo che abbia un'identità precisa.
La matematica adesso condanna anche i più ottimisti alla rassegnazione. La Cremonese, perdendo a Carrara, ha cancellato definitivamente ogni possibilità di arrivare al primo posto (10 punti con tre gare da giocare). La questione è ormai tra Entella e Vercelli, separate da sei punti in classifica e con uno scontro diretto da giocare alla penultima di campionato. Il rischio grosso è che la squadra di Chiavari possa venire a Cremona per festeggiare la promozione diretta, proprio come aveva già fatto il Trapani.Quanto ai grigiorossi, la sfortunata sconfitta contro la Carrarese riapre interrogativi ai quali mai era stata data una risposta secca e convincente. Quanto è in grado di reggere la Cremonese alla pressione e al livello dei playoff? L’esordio vincente di Dionigi contro il San Marino non poteva suscitare particolari entusiasmi vista la caratura dell’avversario, che comunque ha battuto l’Entella sette giorni dopo. Il successo allo scadere contro il Pavia aveva aperto i primi interrogativi sulla fase tattica: la Cremonese non ha soluzioni quando viene blindata e costretta a giocare sulle fasce. Contro la Carrarese, che nulla aveva da chiedere nè alla gara nè al campionato, la Cremonese ha passeggiato nel primo tempo ed è affondata allo scadere del secondo.Visto che l’unico obiettivo rimasto sono i playoff, la formazione grigiorossa dovrebbe al più presto evitare di diventare il bersaglio degli avversari: sarebbe squalificante infatti se la squadra di Dionigi fosse vista come l’avversario più appetibile da incontrare per la prima gara secca in programma l’11 maggio.Per evitare tutto questo è necessario alzare il livello: di rabbia agonistica prima di tutto, perché la Cremonese (e non è una novità) non dovrebbe mai adeguarsi al gioco degli avversari. Esiste una sottile differenza tra giocare per vincere, segnare un gol più degli avversari e giocare per non prenderle. La Cremonese deve alzare il livello delle proprie ambizioni, nel senso che già queste gare sono campi di addestramento per abituarsi a vincere senza fare sconti.Resta una terza incognita alla quale avremo risposte solo domenica prossima contro il Vicenza: come saprà comportarsi la squadra grigiorossa contro un avversario che scende in campo per giocare e non per chiudersi? I veneti hanno obiettivi da inseguire a cominciare dal sorpasso ai danni della Cremonese, non saranno passivi e rimissivi come i precedenti avversari. Un vantaggio trovare un avversario più aperto? Solo allora capiremo se l'impostazione di Dionigi predilige una delle opzioni sopra citate: giocare per vincere o giocare per non prenderle. Al momento però, le varianti tattiche sembrano davvero poche, esistono solo cambi di interpreti.Certamente non dobbiamo dimenticare che la Cremonese in questo momento, a differenza delle avversarie, deve assorbire ancora il cambio della guida tecnica, che i meccansimi non sono ancora perfezionati e che qualche incomprensione o incertezza nell'affrontare ogni situazione è possibile. Però è paradossale che, per un motivo o per l'altro, si debba ancora parlare di margini di miglioramento generale e non di un consolidato gruppo che abbia un'identità precisa.

07 Aprile 2014

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