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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Prandelli confermato: quando il lavoro viene prima dei risultati

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Cesare Prandelli sulla panchina della nazionale

luca puerari

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Il calcio italiano, più di altri, è legato a filo doppio ai risultati e quindi la notizia della conferma per altri due anni - fino all'Europeo del 2016 in Francia - del commissario tecnico Cesare Prandelli alla guida della nazionale azzurra, rappresenta una novità importante. La Figc, alla vigilia dei Mondiali in Brasile, appuntamento clou di un intero quadriennio di attività internazionale, si affida allo stesso condottiero indipendentemente dai risultati che matureranno a giugno. In buona sostanza la Federazione 'sposa' fino in fondo un progetto e una filosofia di calcio a prescindere dai risultati. 

Indipendentemente dall'opinione su Cesare Prandelli, apprezzato come tecnico e come uomo dalla stragrande maggioranza degli appassionati di calcio, il rinnovo del contratto del ct della Nazionale con queste modalità è una buona notizia per il nostro calcio, spesso incapace di progettare a lungo termine e di alzare lo sguardo verso orizzonti più lontani. 

La storia tra la Nazionale di calcio e Cesare Prandelli è iniziata il 30 maggio 2010 quando, per rispondere al richiamo azzurro, il tecnico di Orzinuovi aveva rescisso il contratto con la Fiorentina. L'Italia era reduce dalla deludente esperienza del Mondiale in Sudafrica (con Marcello Lippi in panchina) e il feeling con i tifosi era in pericolosa discesa. 

Prandelli ha avuto il merito di riavvicinare la Nazionale agli appassionati. Inizialmente ha recuperato alla causa Antonio Cassano e ha inserito nel gruppo Mario Balotelli (entrambi esclusi da Lippi); ha stabilito un 'codice etico' in base al quale i calciatori che si macchiano di azioni antisportive non vengono convocati; ha portato gli azzurri ad allenarsi a Quartu, nel Napoletano, un Comune ostaggio della camorra. 

Parla a suo favore anche il campo. Successi a parte, Prandelli ha saputo dare un senso anche alle sconfitte, riconoscendo sempre il valore degli avversari e al tempo stesso creando i presupposti per la nascita di un gruppo solido. 

Il suo ruolino di marcia. Sono 51 le partite di Prandelli sulla panchina della Nazionale: 24 vittorie, 12 sconfitte e 15 pareggi. 

Storia in pillole della sua Nazionale. L’esordio non fu fortunato: il 10 agosto 2010 l'Italia perde 1-0 nell’amichevole con la Costa d’Avorio, a Londra. La qualificazione all’Europeo 2012 è stata una cavalcata senza ostacoli: otto vittorie, due pari e primo posto nel gruppo C. In Polonia l’Italia parte bene: 1-1 con la Spagna campione del Mondo e d’Europa, risultato che si ripete con la Croazia. Il 2-0 all’Irlanda di Trapattoni proietta gli azzurri ai quarti, dove batte l’Inghilterra 4-2 ai rigori. In semifinale si rinnova l’eterna sfida con la Germania e ancora una volta l'Italia esce vittoriosa: 2-1 con memorabile doppietta di SuperMario Balotelli che festeggia mettendo in mostra i muscoli. In finale è ancora Spagna: le 'Furie rosse' sono di un altro livello. Finisce 4-0 per gli iberici ma in Italia la critica riconosce che la squadra azzurra ha dato il 110%. Vincente anche il cammino verso il Mondiale in Brasile in un girone obiettivamente non proibitivo che comprendeva Danimarca, Armenia, Malta, Repubblica Ceca e Bulgaria: l'Italia si è qualificata alla fase finale con due turni di anticipo (mai successo nella storia della nazionale) vincendo allo Juventus Stadium contro la Repubblica Ceca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

26 Marzo 2014

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