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I playoff in cassaforte, ora attenzione alla crescita

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Davide Dionigi

Ivan Ghigi

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I playoff ormai sono in cassaforte. I sei punti raccolti contro San Marino e Pavia garantiscono alla Cremonese la coda di campionato. Nella migliore delle ipotesi saranno cinque gare in più (si gioca subito domenica 11 maggio, quindi il 18, il 25, il 1° giugno e l'8 giugno, non esistono gara infrasettimanali salvo ripensamenti della Lega Pro) e dunque la Cremonese dece concentrarsi sulla crescita del gruppo.

Sarà stato indolore l'arrivo di Dionigi dal punto di vista dei risultati, ma è chiaro che il cambiamento della guida tecnica, dopo il primo momento di entusiasmo, comporta necessariamente dei cambiamenti da assimilare alla svelta. Il nuovo allenatore ha cambiato modo di lavorare e la squadra comincia a sentire nelle gambe la novità. Non si tratta di lavorare di più o di meno, anche se Dionigi ha chiesto quattro allenamenti in due giorni, ma di come si lavora. Torrente perdiligeva più un lavoro con la palla, il nuovo staff punta anche sulla postura, il lavoro a secco, la forza. Prima o poi le gambe ne risentono e contro il Pavia la squadra è apparsa più legata.

Anche se il primo problema della Cremonese non era correre più degli avversari ma correre senza paura e senza freni: quelli che spesso hanno complicato anche le cose più facili, quelli che nei momenti di maggiore difficoltà rischiavano spesso di far sprofondare la squadra in black out senza uscita. Tradotto in soldoni la difficoltà ad avere idee di gioco quando era necessario ribaltare la partita.

Dionigi qualche cambiamento lo ha portato in campo: si parla tanto di 3-5-2 ma i difensori sono cinque con Avogadri e Visconti sulle fasce. Vuol dire solida copertura dietro senza rischiare nulla, ma qualche problema nasce quando si deve spingere. Secondo i piani di Dionigi dovrebbero essere più i centrocampisti interni a sfondare e contro il San Marino la tattica ha fuznionato, ma contro il Pavia, che ha obbligato i grigiorossi a lavorare sulle corsie laterlai, sono emerse le caratteristiche dei singoli; in particolare di Avogadri che è poco uomo di spinta e più di copertura.

L'ida di base di Dionigi quindi non è finita, deve essere ulteriormente sviluppata anche nella scelta degli interpreti, ma per arrivare a quel punto occorre trovare forma fisica ideale e poi una mente più serena. Permettersi di scoprirsi maggiormente è una questione di sicurezza, quella che Dionigi sta cercando di dare alla squadra.

L'unico limite di tempo è quello fissato dai playoff: ecco perché Dionigi non smette di ricordarci che occorre arrivare all'11 maggio in forma senza però dimenticare che conta anche la posizione in classifica e che dunque i risultati delle prossime domeniche restano importanti nonostante la Cremonese sia tornata un cantiere aperto.

24 Marzo 2014

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