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Sabato 10 Dicembre 2016

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A Casalmaggiore le alchimie blues di Robben Ford

A Casalmaggiore le alchimie blues di Robben Ford
Fabio Guerreschi

Fabio Guerreschi

Biografia

Fabio Guerreschi è laureto in sociologia all’Università di Trento ed è un giornalista del quotidiano ‘La Provincia’ di Cremona. E’ appassionato di metal, rock, blues e… dintorni, di fantascienza e di letteratura americana. Mail: fabio.guerreschi26@gmail.com Facebook: https://www.facebook.com/profile.php?id=100008920786679 Instagram: https://instagram.com/fabioguerreschi/

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CASALMAGGIORE — Un Teatro Zenith gremito, con oltre mille persone, ha accolto con calore e partecipazione la terza apparizione in città di Robben Ford. Chitarrista e bluesman di classe — che ha salutato il pubblico in italiano — Ford ha incantato la platea, presentandosi con una band di notevole livello: il virtuoso Brian Allen al basso e contrabbasso, il tecnicissimo Wes Little alla batteria e il funambolico Ricky Peterson all’organo e considerato in questi anni uno dei migliori hammondisti del mondo.
Un’ora e mezzo di grande blues con intarsi di improvvisazione jazzistica, di funky — come dimostra anche la ‘svolta’ discografica dell’ultimo album Bringing It Back Home uscito l’anno scorso — e i nuovi riarragiamenti dei vecchi pezzi del bluesman statunitense. Un riadattamento dovuto alla nuova formazione, con l’ingresso dell’organo, e forse anche per quella voglia di non essere mai ripetitivo, di rinnovarsi e di stupire il pubblico.

Lo show parte e il pubblico si scalda subito grazie a pezzi come Everything I Do Gonna Be Funky, Midnight Comes Too Soon, la bellissima e delicata reinterpretazione del tradizionale Early One Morning fino ad arrivare al bis con la conclusiva e travolgente Chevrolet, ripescata dall’album Handful Of Blues, vera pietra miliare nella carriera di Ford. Il concerto vive e alterna pezzi più soft a vere e proprie sferzate rockeggianti, in un perfetto equilibrio che esalta delicatezza interpretativa e irruenza sonora. Ford concede anche il giusto spazio ai virtuosismi dei musicisti della band — giudicati da molti in platea come ‘tre mostri’ — che dimostrano, come già sottolineato, tecnica, abilità e quel giusto feeling che richiede la serata. Se questo è il blues contemporaneo, grazie a Ford e al suo crossover, il genere dimostra, come se ce ne fosse bisogno, di avere un brillante e scintillante futuro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

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17 Febbraio 2014

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