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Mercoledì 07 Dicembre 2016

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Il declino di Crema

Declino di Crema: ora le proposte per uscirne

Necessario riconquistare autorevolezza nel territorio, il futuro degli Stalloni occasione di rilancio

Declino di Crema: ora le proposte per uscirne

L'ingresso degli Stalloni a Crema

antonio grassi

antonio grassi

Biografia Antonio Grassi giornalista, già responsabile della redazione di Crema de La Provincia, s'interessa di politica e di ambiente. Scrittore, ha pubblicato due pamphlet su questioni ambientali : "Terre di frontiera-Goflandia e altre storie" e "Forte apache e dintorni". Il primo racconta la storia di tentativi di aggressione del territorio provinciale. Il secondo, del referendum sull'inceneritore di Cremona. E' autore di tre romanzi gialli a sfondo sociale: "Macramè", "L'erba del diavolo" e "Il cuore batte ancora. Vernice fresca" (2013), ultima sua produzione, è uno scientific thriller ambientato in provincia.

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Crema è una città in declino. Un contributo, piccolo piccolo, al decadimento lo forniscono anche coloro che intervengono nel dibattito senza entrare nel tema, ma con l’unico obiettivo di vomitare fiele anonimo contro chi ha proposto la discussione. L’ultima goccia di questo declino è stata pubblicata domenica 9 febbraio su Sussurrandom a firma di Sam Sung. Definito, dal sito stesso che lo ha ospitato, un cremasco eccellente che vuole rimanere anonimo. Come possa essere eccellente un tizio che, in un paese democratico e in una città in crisi, ma non al punto da mandare al rogo gli eretici, non ha il coraggio di esprimere in pubblico le proprie idee risulta difficile da capire. Se questa è l’eccellenza, quindi esempio da imitare, è comprensibile la discesa agli inferi di Crema. Ma non è così. Gli amanti dell’anonimato e dell’insulto gratuito sono un’esigua minoranza. Sono errori fisiologici, presenti in tutte le comunità e da sempre. Poiché fisiologici, sono variabili da accettare. Non è colpa loro se scarseggiano di attributi virili. Lo ricorda il Manzoni nei Promessi Sposi: «Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare». Un dato però è certo: non è con costoro che si risollevano le sorti della città.

Precisato questo, è auspicabile che la discussione sul declino di Crema prosegua sui binari di un dibattito con protagonista la dialettica e l’estromissione del pregiudizio. E’ necessario un confronto impostato sulle idee, nella speranza di giungere ad una sintesi in grado non di azzerare il declino - sarebbe presuntuoso e un po’ velleitario - , ma di offrire proposte per cercare di invertire la rotta.

Occorre passare dalla fase analitica, che ha raccolto contributi di Stefano Zaninelli, Bruno Mattei (pseudonimo di un giornalista) e Stefano Mauri, a quella propositiva. Questa strada è stata aperta dal blog il Pasquino cremasco. In maniera provocatoria ma efficace, Pasquino pone alcuni quesiti che coinvolgono amministratori pubblici e politica, con buona pace di quelli che si ostinano a difendere la classe dirigente che ha governato la città in questi anni e accusano coloro che la criticano di essere avversari della sinistra, dimenticandosi che, prima dell’attuale giunta di centrosinistra, era in carica quella targata centrodestra e Lega.

E’ improcrastinabile, per esempio, che Crema rappresenti l’intero territorio non solo nella forma, ma nella sostanza. E’ necessario che alla città venga riconosciuta un’autorevolezza oggi negata, mancanza che ha relegato le istanze della Repubblica del Tortello nel sottoscala. Repubblica, considerata come il due di coppe quando la briscola è bastoni.

Il sindaco Stefania Bonaldi, ha promesso di muoversi in questa direzione. Qualche segnale l’ha dato, ma la strada da percorrere è ancora lunga e il traguardo distante. Stefania Bonaldi ha dimostrato di non essere la gazzosina alla menta dei tempi di Gianni Risari e di essersi trasformata in tequila bum bum, ma ora deve portare a casa dei risultati concreti. Per farlo le occorre un progetto per la città e il territorio e questo non pare esista. Se esiste, è molto confuso. Nebuloso.

Altri antidoti contro il declino potrebbero essere il cambiamento di qualche assessore che batte la fiacca e l’accantonamento dell’idea di aumentarne il numero. Non serve ampliare la rosa dei colonnelli, ma incrementare l’efficienza di quelli già sul campo. Per non stare nel generico, l’assessore all’ambiente, Giorgio Schiavini, bravissima persona, dovrebbe però essere più incisivo. A che punto è il recupero dell’area ex ferriera? «Credo sia iniziata l’operazione di ripulitura che non è la bonifica, ma di ufficiale non c’è nulla. E l’area dell’ex ferriera non è un'area qualsiasi. Qualche notizia dovrebbe fornirla l’assessore», spiega Alvaro Dellera, coordinatore di Sel, partito di maggioranza.

Un piccolo contributo per rallentare il declino della città e incominciare il rilancio potrebbe venire da un razionale impiego dell’area degli Stalloni. Per avere una infarinatura su cosa rappresenti questa zona nella storia di Crema è sufficiente leggere Più ( supplemento del sabato del quotidiano La Provincia) del 20 marzo del 2010; Giù le mani dal mercato!- Storia della battaglia degli Stalloni di Alex Corlazzoli con Lidia Gallanti, pubblicato nel 2011. Utilissimo il video di Agostino Zetti, alias Inadoga, caricato su youtube il 17 ottobre 2012.

Il comune pare abbia grandi progetti e aspettative su quest’area. Applausi, ma renda pubblico il percorso per raggiungerli. Sia preciso. Coinvolga i cittadini. Dica: si farà questo e quest’altro; il privato sarà coinvolto nell’operazione in questa percentuale e a lui sarà concesso questo o quest’altro. Senza dimenticare che l’albergo nel chiostro era già stato bocciato a furor di popolo.

22 Aprile 2014

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