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Domenica 04 Dicembre 2016

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Addio Pete Seeger, campione di libertà e giustizia

Addio Pete Seeger, campione di libertà e giustizia
Fabio Guerreschi

Fabio Guerreschi

Biografia

Fabio Guerreschi è laureto in sociologia all’Università di Trento ed è un giornalista del quotidiano ‘La Provincia’ di Cremona. E’ appassionato di metal, rock, blues e… dintorni, di fantascienza e di letteratura americana. Mail: fabio.guerreschi26@gmail.com Facebook: https://www.facebook.com/profile.php?id=100008920786679 Instagram: https://instagram.com/fabioguerreschi/

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Un pezzo di storia della muisca se ne va, una voce sempre pronta a schierarsi con gli ultimi, gli emarginati, da chi usciva con le ossa rotte dal Sogno Americano che ha sempre preteso un prezzo molto alto, spesso troppo. Pete Seeger è morto e con lui parte di un mondo. Spero che la sua eredità non vada persa e continui a seminare libertà e giustizia.

Di seguito il pezzo dell'Ansa scritto da Alessandra Baldini

NEW YORK - Appena quattro mesi fa aveva cantato al Farm Aid, ai primi di gennaio ancora spaccava legna. Ma dopo la morte nel 2013 della moglie Toshi dopo 70 anni di matrimonio, molti avevano temuto per la sua vita.

E così Pete Seeger, la leggenda della folk music e della canzone di protesta ma anche l’autore della romanticissima Kisses Sweeter than Wine, se ne è andato in silenzio in un ospedale di Manhattan. A 94 anni. Lui che, in uno dei tanti tributi che sono arrivati dopo l'annuncio del nipote Kitama Cahill Jackson, «aveva cantato per dar voce a chi la voce non l’aveva».

Una vita di profondo impegno civile: dalle liste nere del maccartismo (aveva insospettito l’iscrizione al PcUsa e la canzone If I Had a Hammer, il Datemi un Martello di Rita Pavone) che finì per mandarlo in galera, a This Land is Your Land dell’amico Woody Guthrie in coppia con Bruce Springsteen nel 2009, sui gradini del Lincoln Memorial per l’insediamento di Barack Obama. Per Seeger, nato e cresciuto in una famiglia di pacifisti, musicisti e musicologi, musica e azione politica erano inseparabili e oggi Obama ha guidato il fiume di omaggi alla memoria del musicista: «Credeva nel potere della musica e nel potere della giustizia. Per 70 anni ha usato la voce e il suo martello per difendere i diritti dei lavoratori e i diritti civili, la pace nel mondo e la conservazione dell’ambiente invitandoci a cantare con lui».

La sua agenda ha viaggiato in parallelo a quella della sinistra Usa: con i sindacati negli anni '40 e '50, con Martin Luther King e contro il Vietnam nel decennio successivo, per l'ambiente e la pace nei '70 fino a oggi con il sostegno a Occupy Wall Street. We Shall Overcome, da lui adattato da vecchi spiritual, divenne l’inno della parità dei neri quando il Sud era segregato, Where Have all the Flower Gone divenne lo standard delle marce degli studenti contro la guerra.

Dal punto di vista musicale fu un pioniere del revival del folk, con molti brani come Turn, Turn, Turn tratto da un brano dell’Ecclesiaste con i Byrds o Goodnight Irene con i Weavers che svettavano in testa alle hit parade. Seeger fu anche un mentore per cantautori più giovani come Joan Baez e Bob Dylan, salvo poi litigare quando nel 1965 a Newport Bob Dylan «andò elettrico». Pur avendo registrato oltre cento album, il padre del folk odiava le forze del mercato e si trovava a disagio nei panni della star usando la sua meritata celebrità per far avanzare le tante cause in cui credeva e che viveva in prima persona, come quella dell’ambiente. Pete Seeger abitava a Beacon, in una tenuta sull'Hudson a ottanta chilometri da New York, dove alla fine degli anni Quaranta si era costruito una casa fatta di tronchi d’albero. «Il mio compito - aveva detto nel 2009 - è di mostrare alla gente che c'è tanta buona musica in questo mondo che se usata bene può aiutarci a salvare il pianeta».

29 Gennaio 2014

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