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Martedì 06 Dicembre 2016

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Dr. Luigi - recensione eShop

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Un... "inguaribile" medico

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Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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Non sono ancora terminate le fatiche di Luigi; l’anno, che già ora si preannuncia piuttosto complesso, di Nintendo riparte con il celebre fratello dell’idraulico più famoso del mondo.

 

Nonostante fosse il 2013 il momento di celebrazione che ha visto Luigi al centro di festeggiamenti vari, il che si è tradotto in una serie di titoli che lo hanno visto protagonista assoluto (tra cui il meraviglioso Luigi’s Mansion 2) quest’anno sarà decisivo per la casa di Kyoto per rilanciare il proprio nome (dopo quasi tre anni in negativo, nonostante le pur sempre ottime vendite dei grossi nomi first party) a causa di Wii U che pare proprio non voglia decollare (e non ci riferiamo ad una decapitazione). Questo sarà quindi, fin dalle prime battute, un momento in cui sfornare capolavori o capitolare del tutto con la piattaforma ammiragia, abbandonanta dalle software house third party ma comunque fiera e solida sui propri brand principali, che di certo non mancano.


Ecco quindi sfornare un titolo inatteso e pre-annunciato in un periodo relativamente recente (a mio avviso forse per questo anche un po’ affrettato nella pubblicazione) che vede non più Mario ma Luigi (e il motivo credo sia dare maggiore alternanza ai protagonisti) che dopo il fratello anche lui ha trascorso gli ultimi anni a prendersi una laurea in medicina per poi dimostrare le sue competenze nel puzzle game che ricalca quello di fine anni ‘80 che tanto mi aveva preso mentre guardavo una televisione nell’allora presente Standa della mia città che dimostrava quanto l’idea fosse valida.


Le analogie con Tetris si sprecano e si aggiunge ai vari cloni che nell’ultimo quarto di secolo sono stati realizzati in modo più o meno simile. Per chi, come me, lo ha davvero divorato al tempo, l’emozione di tornare ad impegnarsi, dopo la sottovalutata edizione per N64 è sempre un bel giocare, seppure le novità, orientate più ai neofiti che agli amanti di questo gioco, sono orientate a portare l’asticella di Dr. Luigi verso il basso. Si gioca infatti con le “pillole” che cadono dall’alto con il compito di intrappolare i virus una volta raggiunti 4 colori allineati delle stesse capsule (che si presentano con tonalità variegate).  Le nuove “L” che cadranno dalle mani del titubante idraulico/medico offriranno una combinazione nuova che si aggiunge a quelle classiche, ma che di fatto tramuta il concept rendendolo più facile e, se vogliamo per alcuni, più longevo, per altri meno avvincente e troppo banale. La realtà è che sarà presente anche la versione classica e per questo tutti i palati saranno soddisfatti.


L’online fa esattamente quello che promette e con gli amici o giocatori casuali offre davvero il massimo del divertimento, con la possibilità di usare il touchpad come se questo gioco fosse in effetti stato pensato per un uso più “portatile” (non credo che tarderà ad arrivare anche per 3DS) e per questo la conversione non dovrebbe richiedere grandi sforzi, anche considerando la grafica piuttosto scialba e frettolosa, anche se di certo mantiene inalterata la sua forza.


CONCLUSIONI

Non ci sono da fare troppe dietrologie con questo Dr. Luigi: si deve scaricare, giocare e… “curarsi”. Se dal punto di vista prettamente dell’età, il divertimento è rimasto immutato, dall’altra dovrete considerare di sborsare 15 euro per una tipologia di titolo che se al tempo era unico nel suo genere (contendendosi con Tetris la palma di miglior puzzle game) ora le alternative sono piuttosto numerose, su varie piattaforme (anche e soprattutto mobile dove da sempre danno il loro meglio) e decisamente più economiche. Non è una “kill application” ma ha tutto il suo fascino.


22 Gennaio 2014

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