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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Un compagno di lavoro... portatile?!

Un compagno di lavoro... portatile?!
Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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La tecnologia compie ogni istante passi da gigante, ma non sempre abbiamo la reale percezione che questo avvenga davvero. Se i netbook infatti sono stato un colossale fallimento, dovuto principalmente al fatto che ridurre in miniatura un sistema operativo su uno schermo che risulta illeggibile, realizzare un PC in totale economia di qualità dei componenti per mantenere il prezzo più basso, realizzare una tastiera che mescolava le dita degli utenti, stranamente, si è dimostrato un flop di proporzioni epiche.

Gli ultrabook, usciti subito dopo, hanno cercato di dare il loro meglio per alzare la stanghetta qualitativa, merito soprattutto della continua miniautorizzazione dei componenti e delle prestazioni che sono continuate a salire (oltre al fatto che i velocissimi e piccolissimi hard disk allo stato solido hanno aiutato molto in questo processo) ma la domanda resta sempre aperta: qual’è il miglior portatile esistente (oggi) e quali caratteristiche dovrebbe avere per poter essere definito tale.


Fino a poco tempo fa si doveva quindi fare una scelta dualistica molto elitaria sulle caratteristiche intrinseche del proprio laptop: scelgo la pura potenza di calcolo per avere uno strumento che mi dura di più nel tempo (ma dal peso simile ad un desktop) o uno strumento leggero che ha come rovescio della medaglia caratteristiche obsolete già dalla sua uscita?


Tutto questo è ormai passato ma vediamo insieme cosa dovremmo considerare:

  • Monitor: in teoria l’ideale per il trasporto dovrebbe essere una dimensione variabile tra i 10 e i 13 pollici, anche se io terrei i 13 come standard; non è troppo grande, allo stesso tempo però permette di avere un’area di lavoro più che sufficiente anche per un uso intensivo; al contrario di dimensioni inferiori è forse più indicato l’uso di un tablet. In questo caso vince sicuramente l’offerta generale è sempre mediamente buona, se poi vi trovate bene con Windows 8 potrete aggiungere anche un modello con touch screen come nel caso degli Aspire V5, l’Asus Taichi 31 e il Lenovo Yoga 13 come molti altri competitor sono valide alternative.  

  • Processore: generalmente sono dual core di dimensioni ridotte e con voltaggi tarati per evitare i consumi, ma non per questo sono meno efficienti dei loro genitori montati su PC da scrivania; diffidate dai modelli i3, mentre i potenti i5 o i7 vi terranno compagnia per molto tempo. Attualmente i Macbook Air sono tra i pochissimi ad alloggiare la quarta generazione di CPU Intel, che montano al loro interno i processori grafici HD 5000 che, pur non essendo potenti quanto una scheda schede 3D dedicata, offrono sicuramente più di una soddisfazione anche con software di grafica o videogiochi (ovvero software che ne fanno un uso intensivo).

  • Ram: non c’è una regola fissa sulla quantità da averne, certamente non valutate soluzioni che ne abbiano meno di 4 e con 8 gb, così da garantirvi di non essere mai in debito di risorse. Sappiate che in futuro ne gioverete non poco, considerando che i soli browser ne divoreranno sempre di più, oltre a poter sfruttare più programmi contemporaneamente. A differenza del passato però, in alcuni casi, valutate che non potrete aggiungere moduli in futuro proprio perchè vengono saldate direttamente sulla scheda madre e per questo una volta presa una decisione di acquisto avrà la durata di vita del portatile.

  • Batteria: il vostro ultrabook deve essere attaccato alla corrente il meno possibile per poter essere comodamente trasportabile e soprattutto poter lavorare da mattina a sera senza l’assillo di un alimentatore. In generale la vera rivoluzione delle batterie arriverà intorno al 2015 circa, data intorno alla quale verranno commercializzati molti degli attuali prototipi che hanno lo scopo di prolungare moltissimo la durata delle batterie, soprattutto degli smartphone, grazie ai vari investimenti in questo campo. Attualmente però, rispetto a qualche anno fa in cui chiedere due ore era quasi una chimera, si può raggiungere in alcuni casi numeri che si assestano mediamente tra le 8 e le 10 ore al massimo di durata; anche in questo campo però svettano i Macbook Air 13” garantendo anche oltre le 12 ore continuative che sono dichiarate (in tutti casi vale la regola di come si utilizza il dispositivo se per sola scrittura o per sfruttare pesantemente le risorse hardware).

  • Hard Disk: esistono i dischi magnetici (unica possibilità fino a qualche anno fa e con diverse velocità di rotazione) e i nuovissimi e prestazionali dischi a stato solido SSD che montano una memoria flash che oltre ad essere molto più veloce di quella dei dischi tradizionali non rallenta mai nel tempo (causato dal modo di archiviare i dati e richiamarli, esiste un falso mito sulla durata di vita limitata dei dischi SSD ma credetemi che camperanno molto più degli altri oltre a darvi reali soddisfazioni di utilizzo). Assurdo che qualcuno monti ancora quelli magnetici sugli ultrabook, visto il calo di prezzi che questi hanno avuto ultimamente. Apple riesce però ad offrire ancora di più con i suoi che superano in velocità quelli della concorrenza, si paga solo lo scotto, al pari delle ram, che essendo saldati sulla scheda madre non si potrà modificare la configurazione interna manualmente.

  • Dimensioni/peso: il peso è importante, soprattutto se ve lo dovete scarrozzare tutto il giorno su e giù dai vari mezzi. Vi sembrerà strano ma la maggior parte di questi portatili pesa da 1,5 kg a oltre i 2; tra quelli presenti sul mercato uno dei pochissimi che garantisce il massimo delle prestazioni e con un peso di poco superiore ad 1 kg è proprio il Macbook Air.


E’ naturale che sono molti i fattori che determinano l’acquisto di questo strumento così importante. Le cifre da sborsare per potersene portare a casa uno sono sempre più risicate ed abbordabili, oltre che in linea tra un modello e l’altro, ma in questo momento l’investimento che mi sento di consigliarvi è proprio quello del “piccolo” di casa Apple. Se per caso state storcendo il naso per il sistema operativo Mac Os X, considerate che con le generose capienze di questi dispositivi potrete installare anche Windows senza alcun problema.


Apparso sul numero di gennaio di V+ (Vendere di Più)


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13 Dicembre 2013

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