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Domenica 11 Dicembre 2016

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Gran Turismo 6 recensione

Con quest'auto ho vinto un'intero campionato

Con quest'auto ho vinto un'intero campionato

Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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Gli appassionati videoludici di pura simulazione attendono come la manna l’uscita di ogni Gran Turismo, ben sapendo che il brand è sinonimo di qualità e quantità; la vera domanda è: PS3 riesce ancora ad essere fonte di ispirazione per i giocatori con gli occhi puntati sulla next gen?


Mi piace fare domande retoriche, soprattutto perchè, orgogliosamente per la casa giapponese, quest’anno sono usciti molti titoli PS3 che proprio non se la sentono di far passare per “vetusta” la console Sony (solo perchè è uscita PS4), anzi ci sarebbe da chiedere cos’altro sarebbe potuto scaturire dalla macchina dei sogni di tanti giocatori: The Last of Us e GTA5 sono solo due esempi, eppure esemplificativi di una piattaforma che dopo sette anni di vita è riuscita a partorire un’altra perla: Gran Turismo 6.


I NUMERI CONTANO

Le dimensioni non contano sempre, ma nel caso di un titolo sportivo come questo rappresentano l’estrema accuratezza, il cui raggiungimento di livello, ad ogni versione il team di Kazunori Yamahuchi tenta di superare. In pieno stile giapponese il team di Polyphony Digital non si limita a studiare e programmare, ma ad entrare in pieno con il proprio essere nel mondo delle corse, ed ecco quindi sfornare qualcosa come trentasette diverse località, all’interno delle quali si snodano qualcosa come settantuno diverse piste.


UNA VITA A TUTTO GAS…

GT5 aveva ricevuto numerose critiche per i farraginosi menù e la non esagerata chiarezza in ogni circostanza (anche se molti mesi dopo, i successivi upgrade hanno sistemato il difetto) ma qui si parte subito sul pulito. Non ci sono filmati estenuanti che non potrete saltare e in poco tempo potrete godervi le prime corse. L’impatto estetico nelle gare (soprattutto nei replay) vi farà dubitare che sia o meno la realtà, il numero di poligoni delle vetture (all’esterno sono tutte premium) è impressionante e passererete oltre se gli spettatori sono di cartone o se gli elementi a bordo pista non possono godere dello stesso trattamento di qualità (anche se per accorgervene dovrete per forza frenare ed osservare tutto con la lente d’ingrandimento) ma resta comunque una console che ha sul groppone una lunga carriera di attività e riesce a tener testa alla next gen senza troppi problemi. Il nuovissimo sistema di ammortizzatori e il nuovo impatto sull’aerodinamica delle vetture vi farà venire il cuore in gola anche su una utilitaria, perchè vi “distrarrete”, positivamente, osservando la macchina che risponde in modo reattivo, o meno, a tutte le sollecitazioni che le verranno date, così come il rapporto con il freno e il vostro approccio in curva, io ad esempio non uso quello consigliato ma sfrutto il sistema alla Valentino Rossi: freno prima ed eseguo la traiettoria con il gas aperto al massimo, così sarete proiettati più velocemente nel resto del tracciato, ma così facendo dovrete tener d’occhio l’uso/abuso delle gomme e il settaggio migliore del veicolo per ottenere le prestazioni più alte.

Il nuovo effetto motion blur che caratterizza i replay, così come effetti ambientali (sia atmosferici che di ciclo giorno notte) non fanno altro che esaltare sia lo studio del campo luci (bellissimo vedere proiettati i fari e l’estrema cura con cui sono stati fatti) sia ammirare un tramonto mentre sulle piste ci si deve armeggiare con l’adeguata visibilità e il cielo mostra ancora i riflessi azzurri di un tardo pomeriggio.


Se alle gare classiche aggiungete i Kart, rally e i simpaticissimi coffee break (simpaticissimi solo all’inizio poi vi faranno spendere ore nel capire in che modo direzionare i vostri mezzi) vi troverete tra le mani il simulatore di corse definitivo.


LA TEORIA DELLE CIAMBELLE...

Il peccato originale, i danni contro gli avversari, battezzato malignamente dagli utenti come “effetto pinball” è rimasto, ovvero se si urtano avversari o parte dello scenario la vettura non cambia minimamente le sue prestazioni, anzi in alcuni casi potreste giovarne per arrivare a guadagnare posizioni in gara migliori. L’IA avversaria, che da generazioni ha abbandonato il concetto di “trenino” in corsa, risente comunque di una non eccessiva cura, con il risultato che spesso ci sembrerà che gli avversari stiano svolgendo una gara parallela alla nostra senza troppo curarsi del risultato loro o nostro, anche se in effetti, da sempre, siamo proprio noi il vero avversario da battere nel gioco. Non citerò alcun difetto “estetico” perchè il motore di gioco, già senza troppi aggiornamenti si dimostra molto robusto e muscolare, segno che forse i third party, forse a causa di una non eccessiva semplicità di programmazione, si sono lasciati scoraggiare dal poter spremere la console Sony fino all’ultima goccia. I citatissimi rallentamenti, che molti giocatori/stampa hanno riportato non li ho mai notati (a differenza di molti altri giochi poco ottimizzati che invece hanno cali di frame rate molto più vistosi) nè vi impensieriranno durante le gare, anzi sarà proprio la fluidità con la quale agirete sullo sterzo, nella visuale interna della vettura, che darà il meglio di sè. A livello grafico, se devo proprio fare le pulci, ho notato che in alcuni casi le ombre diventano scalate, difetto che probabilmente verrà corretto in corso d’opera. Da ora arriveranno a pioggia una serie di aggiornamenti con nuove vetture, circuiti, miglioramenti, nuovi settaggi e tutto ciò che potrete sognare da questo titolo in cui il custom software è marchio di fabbrica, ma finchè è gratis perchè lamentarsene.


MICROTRANSAZIONI… PER I FRETTOLOSI

Una veloce postilla per ricordare che coloro che avessero il portafogli gonfio e poca voglia di “lavorare” per sbloccare le vetture più costose del gioco, sarà possibile acquistarle (anche e soprattutto per poter dare il meglio di sè online) tramite micro-transazioni. Influiscono in qualche modo il giudizio del gioco? No, anche perchè a me da sempre piace la sfida di gioco per arrivare ad avere effettuato le mie conquiste, sappiate però che esiste questa possibilità.


CONCLUSIONI

Difficile pensare in che cosa Sony potrebbe elevare ancora di più a potenza questa serie (dal punto di vista grafico/poligonale) ma soprattutto una recensione di GT6 appena uscito è quasi assurdo, giocandolo anche per un mese intero, anche perchè nei prossimi due anni avrete talmente tante novità (gratuite) che andrebbe fatta molto più in avanti. Considerate però che già ora avrete talmente tante ore da impegnare in cose da fare che potreste chiudervi in casa almeno sei mesi solo su questo titolo, dimenticandovi qualsiasi altro gioco, non vi basta?

E’ il miglior Gran Turismo… il più grande “upgrade” che si potesse fare a GT5. E’ lungo, profondo e permette di affrontare un numero impressionante di vetture su una miriade di circuiti e fondi stradali, arrivando a guardare negli occhi Forza 5, riuscendo a sorpassarlo a destra a livello di contenuti, e non restando affatto nel suo specchietto per quanto riguarda grafica e senso di velocità (naturalmente si parla di due generazioni diverse di console). Nonostante tutto ciò funzioni e ci faccia sentire realmente come se PS3 sia ben lontana dalla fine della propria carriera, allo stesso tempo Polyphony appare sempre di più come un enorme e maestoso leone, in cui sembra che la vecchiaia non riesca ad intaccare la lucidità, ma in parte lo spirito di guardare avanti; non osa, forse per non intaccare l’idea sacra di tradizione, ma è certo che la next gen imporrà di rivedere sicuramente il concetto dei danni e di aggressività degli avversari, così come vari elementi che i competitor stanno implementando e per i quali scenderanno in pista con il coltello in bocca (a partire da Project Cars), una guerra in cui, in qualsiasi modo finirà, andrà a tutto vantaggio dell’innovazione per il piacere di noi giocatori.

11 Dicembre 2013

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