il network

Giovedì 08 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione


SimCity: Città del futuro - recensione

SimCity: Città del futuro - recensione

SimCity: Città del futuro

Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

tutti i post dell'autore

Calendario dei post

Il meraviglioso sandbox di Maxis si espande con un DLC che proietterà le vostre vetuste abitazioni avanti nel tempo, come i film di fantascienza in stile Blade Runner ci hanno insegnato, ecco come saranno le Città del futuro.


SimCity e Prince of Persia sono stati i miei primi videogiochi in assoluto su PC (post Commodore 64) e ho quindi sempre dato a questa serie un occhio di riguardo. “Sperimentare” è sempre stata la parola d’ordine di ogni semi-dio digitale che si improvvisa ora sindaco, ora demiurgo di mondi da plasmare in punta di mouse. Naturalmente anche Maxis ha sperimentato diverse alternative e soluzioni non sempre perfette, uno di questi esperimenti ha portato poi a quel capolavoro della serie di The Sims, altri invece hanno naufragato miseramente (vedi SimCity Societies) ma ogni volta si poteva notare in modo netto il tentativo degli sviluppatori di studiare un “cilindro” nuovo dal quale poter estrarre vere e proprie magie con le quali intrattenere il pubblico.


Con l’uscita dell’ultimo SimCity a marzo di quest’anno, realizzato con il potente motore GlassBox che nonostante alcuni limiti (le dimensioni delle aree di costruzione) risulta essere un tale piacere per gli occhi, che sembra di avere tra le mani dei diorami viventi. La profonda rivisitazione in tutti gli aspetti di gestione delle risorse, ha quindi permesso a tutti  di poter mettere mano al titolo (senza che la città si autodistrugga nel giro di poco) ma permettendo ai veterani di raggiungere gli obiettivi più complessi con il frutto di uno studio delle risorse e del territorio, indispensabile per poterli raggiungere.


SVILUPPO VERTICALE

E’ appunto con lo stesso spirito del predecessore che è stato sviluppato il primo DLC di “grandi dimensioni” (in tutti i sensi) per SimCity originale, ovvero Città del futuro. Di primo acchito potreste confondere un’apparente superficialità nell’approccio, che in realtà è la complessità del motore di gioco che da solo si prende in carico molto del lavoro secondario di impiantistica ed energia (che francamente non ho mai amato) regalandovi quindi l’emozione di un gestionale vero e proprio in cui potrete infatti costruire la vostra città salendo letteralmente verso il cielo. Nello skyline dei mega palazzi in cui sarete confinati potrete collegare poi i vari edifici con strade e piattaforme sopraelevate, trasformando ogni grattacielo in una mini città con tutti i servizi e i carismi del caso.


ECO Vs. TECNO

E’ SimCity ma è anche molto di più. Come dicevo, già in SimCity 3000 era possibile aggiungere queste costruzioni futuristiche, ma in questo caso non sono un accorgimento estetico ma una radice di partenza con obiettivi che vi imporranno delle riflessioni fondamentali nell’andamento e nella gestione della vostra città, proprio in virtù delle conseguenze che potrebbero ricadere direttamente nella vita e nella comunità dei vostri Sim.

L’Accademia infatti sarà una sorte di mondo ideale in cui la natura e le tecnologie pulite permettono a tutti i cittadini di vivere tranquillamente e in un posto felice e accogliente, immerso nella vegetazione… ma tutto ciò avrà un costo, anche piuttosto salato (in tutti i sensi). Perchè invece non affidarsi alla MegaCo, le cui industrie inquinano e sono brutte, certo… ma portano facilmente denaro a tutti e quindi?

Ciò che è indispensabile precisare è appunto che una volta scelto un andamento o mescolando le carte tra gli schieramenti, molti aspetti potranno avanzare in modo automatico (e qui le critiche dell’apparente semplicità di chi lo gioca per poco tempo), ma è proprio nelle conseguenze che si creeranno situazioni molto destabilizzanti tra la felicità dei cittadini o in un uso completamente ribaltato della situazione economica, rispetto al gioco base e per questo ne appare un reale avanzamento nei suoi equilibri con risultati più estremi di quanto si possa immaginare.


CONSIDERAZIONI FINALI

Può Città del futuro essere una versione alternativa di SimCity (visto che il costo ci obbliga a fare una riflessione di questo tipo)? La risposta è senza alcun dubbio si, a patto che siate tra quelli che abbiano scelto di passare giornate intere con il titolo originale e che lo abbiate apprezzato nelle sue varie sfumature. Ci potreste passare decine di ore tra le nuove costruzioni sperimentando come la tecnologia possa evolversi in modo violento e brutale per l’ambiente o in totale armonia con essa. Le nuove soluzioni, inedite e non solo estetiche, vi imporranno nuovi quesiti da risolvere, senza contare (è un orpello ma perchè non dirlo) che è talmente bello da vedere e completo da gestire… perchè non sognare di viverci?


11 Dicembre 2013

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000