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In Lega Pro ci vuole pazienza

In Lega Pro ci vuole pazienza
Ivan Ghigi

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E’ Lega Pro, c’è poco da fare. Non c’è mai un risultato scontato nel campionato di Prima divisione e comunque nessuna squadra riesce a vincere con le goleade, comprese le prime antagoniste della Cremonese.

Per questo motivo, in un girone che va avanti con pochi gol, la pazienza diventa una virtù. Ci vuole tempo per prendere le misure e scardinare le difese avversarie, ci vuole pazienza anche sugli spalti perché il controllo del campo non sempre è il preludio a una giornata tranquilla.

Sono lontani anni luce i modelli più alti del calcio internazionale, quelli che ci offrono immagini che abbinano spesso il bel gioco alle vittorie rotonde, ricche di gol, spumeggianti. Non è roba da Lega Pro, a meno di improvvisi black out o di giornate straordinariamente perfette.

L’errore fa parte del gioco e più scendi di categoria più le gare ne sono condizionate. Anche la Cremonese si adegua all’andazzo, ci gode a complicarsi la vita mentre il pubblico gode (forse non tutti) nel vedere con quale forza i grigiorossi si tirano fuori dal pantano. Ci vuole pazienza, anche per costruire una classifica di vertice, perché è sulla lunga distanza che si vedrà la differenza di passo. Quello della Cremonese è buono, conta solo tenerlo. Fino all’anno scorso restavamo delusi dalle numerose prove d’appello fallite in sequenza. Stavolta c’è qualcosa in più, quanto meno la voglia e la capacità di sfruttare il proprio potenziale.

24 Ottobre 2013

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