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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Disney Infinity: da gioco reale a virtuale il passo è breve

Disney Infinity: da gioco reale a virtuale il passo è breve

Disney Infinity

Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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QUANDO I GIOCATTOLI SI ANIMANO…

Non solo nel mondo di Toy Story i giocattoli prendono vita, anche in quello di Disney Infinity e non si fermano certo qui, anzi vi aprono i loro mondi, permettendo di incrociare capitan Jack Sparrow andare a braccetto con Mr. Incredible, i quali potranno incontrare e calpestare i set dii Cars… ma sarà mai possibile?

Questo tipo di idea potrebbe in un futuro cannibalizzare, con un prodotto indubbiamente intelligente, quelle che sono le orribili produzioni dei tie-in videoludici ispirati alle pellicole cinematografiche, concentrando gli investimenti in un universo unico e adattando i set in base ai nuovi personaggi introdotti o alle pellicole di nuova uscita.


UN PROGETTO ABIZIOSO

Se i sogni di un bambino che visita Disneyland ed immagina di vivere mille avventure con i propri personaggi preferiti si potesse virtualizzare, probabilmente si avvicinerebbe molto all’idea di questo titolo. E’ di fatto un universo in continua espansione dove i mondi dei mille eroi e villain delle innumerevoli produzioni della casa di Topolino (che ricordiamo comprende anche il mondo Marvel e recentemente anche quello di Star Wars) si incrociano tra loro, esattamente come avviene con i giocattoli posti su uno scaffale. Probabilmente nessun altra casa di produzione ha un numero così elevato di proprietà intellettuali e questo deve aver fatto scattare la molla di realizzare, come dal mio titolo, un enorme ed ambizioso “ombelico” intorno al quale far ruotare le vicende dei vari personaggi.


Tutto il gioco si divide in due categorie: esplorazione dei mondi e creazione dei nostri elementi di gioco tramite un potentissimo editor. Nel primo caso, posizionando la statuetta ad esempio di Jack Sparrow, potrete vivere direttamente nel mondo dei Pirati dei Caraibi ed affrontare un’avventura ad esso correlato (non mancherà una minuziosa ricerca di oggetti rari o di combattimento vero e proprio). Con il playset base avrete di fatto tre mondi diversi (oltre ai Pirati avrete Gli Incredibili e Monsters & Co.). Molto divertente è la possibilità di giocare con un amico, ma per questo dovrete avere una seconda statuetta dello stesso universo della pellicola correlata (acquistabile a parte) o prendendo direttamente un’espansione da due personaggi. La durata di ogni livello sarà di circa quattro/cinque ore senza brillare mai per l’originalità della situazione o del gameplay (di fatto si corre, si cerca si attacca, senza mai dare peso all'esperienza come determinante rispetto ad altre), ma regalando comunque momenti divertenti.

L’editor invece, che speriamo in futuro venga livellato dal punto di vista dell’uso pratico, ricorda l’idea partorita da Little Big Planet con il solo problema che chi scrive ha trovato leggermente ostico l’adattamento e la gestione delle varie funzioni, per quanto sia completo, funzionale ed avanzatissimo.


CONCLUSIONI

Una produzione di questo tipo, che per molti aspetti estetici ricorda Skylanders (progetto super remunerativo di casa Activision che ha macinato milioni di dollari) se ne discosta parecchio, di buono ha dalla sua una genuina originalità che si allontana da produzioni simili, ma che ha ancora troppo da mostrare per poter dare piena soddisfazione ai propri fan. Dimostra di voler osare con un progetto nuovo, nella speranza che non faccia la fine di Eye of Judgment (titolo di carte per PS3 che a causa dei costi e forse dell’esclusività della piattaforma e... alle fotocopie di molti utenti, ha dovuto tirare i remi in barca e uscire di scena anticipatamente), ma che di contro obbliga ad acquistare un numero considerevole di gadget per poter esplorare pienamente questo titolo (il cui target d’età è piuttosto basso) solleticando il giocatore con alcune trovate, ma facendolo sbattere contro ad una porta chiusa in mancanza dell’espansione o del personaggio giusto per quella situazione.

Se quindi piacevole ed evocativo, mi ha trovato scettico nel dargli un’identità precisa ed un carattere chiaro, ma se vorrete concentrare i vostri risparmi su uno dei migliori editor che abbia mai visto in circolazione (dopo esservi adattati) e vogliate il cross-universe più aperto che mai… bè avrete parecchio pane per i vostri denti.


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11 Dicembre 2013

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