il network

Giovedì 08 Dicembre 2016

Altre notizie da questa sezione


Il futuro ha un nome: Oculus Rift

Scopriamo insieme il dispositivo che rappresenta il futuro dell'intrattenimento casalingo

Il futuro ha un nome: Oculus Rift

Oculus Rift

Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

tutti i post dell'autore

Calendario dei post

Dopo essere passati dal tubo catodico alle TV in HD e da qui al 3D di Avatar, è giusto fare uno step successivo, qualcosa che abbia realmente a che fare con un avanzamento che segnerà, forse, il passo dell’intrattenimento casalingo... diamo il benvenuto ad Oculus Rift.


Negli anni ‘90 il boom dei film di fantascienza ci ha portati a credere che la realtà virtuale sarebbe stata un passo molto breve, e relativamente raggiungibile, con il progredire della tecnologia in un lasso di tempo piuttosto ristretto. A conti fatti in molti ci hanno provato, ma alla fine tutti si sono arresi, salvo naturalmente alcuni esperimenti poco felici e con risultati aberranti.

Il tutto fino a quando, in effetti, siamo arrivati a dimenticarci della possibilità di indossare uno strumento che in qualche modo ci alieni dalla realtà per finire in un mondo alternativo ed essere completamente protagonisti di una vita parallela.

Saltando i preamboli che riguardano le potenziali problematiche psicologiche di chi si estranea completamente dalla realtà, senza possibilità di fuga voltando lo sguardo, ci interessa di più capire cosa sia stato realizzato fino ad oggi con questo strumento davvero innovativo.

La prima cosa da dire è sicuramente che esiste, vive e non sono solo parole di chi paventa possibilità o tech demo.


In passato molti prototipi simili hanno avuto svariati difetti, tra cui appunto quello di essere pieni di cavi o dal peso eccessivo. Questo non è accaduto con Oculus Rift, anzi risulta fin da subito molto leggero e facile da indossare, nulla più di una maschera per andare a sciare. Ogni occhio vedrà un visore la cui risoluzione può arrivare anche a 960 x 1080 nella seconda versione-prototipo già disponibile (e visibile alla fiera di Los Angeles) che ha permesso a molti di dipanare ogni dubbio a riguardo del progetto.

Se da una parte coloro che fino ad oggi volevamo aumentare la loro esperienza con un videogioco hanno voluto acquistare altri due monitor da affiancare al principale, per sentirsi “circondati” dalla scena reale ed immersi nel mondo di gioco, ora si potrà invece guardare in ogni direzione, semplicemente girando il capo.



Di prove concrete al momento si è potuto vedere una demo di un simulatore di volo, qualche sparatutto e le prime dimostrazioni di titoli pensati ad hoc dove avremo il compito di muovere la testa per guidare determinati droni. A questo possiamo aggiungere che Sony si è già detta pronta a supportare il dispositivo in tempi brevi con la sua Playstation 4 (a cui sicuramente si aggiungere Microsoft in tempi brevi).


Ma non solo, in un’altra dimostrazione è stato possibile vedere l’interno di un cinema con la proiezione di un film su un mega schermo, il che mi ha portato a credere che saranno moltissimi i campi di sviluppo di un dispositivo di questo tipo: possiamo pensare al campo medico con le sonde, in campo psichiatrico con la cura di certe patologie... ma naturalmente, da consumatori, mi viene da pensare che questa potrà essere una delle migliori fughe dal mondo reale, senza muovere un passo da casa. E allora? Benvenuto Oculus Rift.


09 Luglio 2013

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 1000