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Domenica 04 Dicembre 2016

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The Last of Us, esperienza di gioco indimenticabile

Oltre l'horror, per Playstation 3

The Last of Us, esperienza di gioco indimenticabile

Il videogame The Last of Us

Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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Nel mondo videoludico abbiamo assaporato il gusto amaro del tema horror in più di un'occasione. Questa volta però, con The Last of Us, per nostra fortuna, gli sviluppatori sono andati oltre, regalandoci una vera e propria esperienza che difficilmente dimenticheremo nel breve periodo.

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Nel 2013 è sempre più difficile poter realizzare un titolo che sia in qualche modo completamente originale, gli autori della trilogia di Uncharted, capolavoro action in terza persona che ha raccolto consensi e premi in ogni parte del mondo, oltre ad un numero di fan milionario, avrebbero potuto semplicemente continuare sulla strada già tracciata da loro stessi per un quarto titolo che avrebbe dovuto segnare il canto del cigno della Playstation 3.

Per nostra fortuna non è andata così, anzi sembra quasi che abbiano voluto in qualche modo riscrivere le regole del genere action ed horror in una chiave completamente inedita e, cosa più importante, mai banale. Il loro lavoro non è qualcosa di mai visto prima, ma l’idea di rimescolare le carte di vari generi: horror, action stealth, ecc. ha elevato il titolo ad un livello superiore.

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Potrei raccontarvi la storia dei protagonisti, ma qualsiasi parola banalizzerebbe il concept che, da questo punto di vista non è dissimile da quello dei numerosi script di genere simile come un episodio di Walking Dead o una giornata di I'm Legend. La loro storia infatti non ha importanza, benché ve ne innamorerete, ma è il modo in cui i personaggi interagiranno tra loro, i dialoghi, i loro rapporti con il mondo che li circonda e il modo di affrontare le diverse situazioni che vi porterà ad avere un’interazione emotiva con loro.

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L'humus nel quale vi troverete invischiati sarà infatti il residuo di una sorta di apocalisse nella quale solo pochi sono i sopravvissuti, per lo meno ancora umani. I restanti infatti, salvo i superstiti, saranno dei mostri, di diversa natura e con poteri che varieranno in base alla mutazione subito, questi ultimi tenteranno di uccidere i pochi umani che ancora saranno rimasti tali, ed è qui che il gioco comincia. 

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L’idea che esista un impianto audio home theatre nelle vostre case, potrebbe essere considerato come acquisto anche solo per questo gioco. Gli effetti sonori sono corposi e di grande impatto, le voci di chi vi sta di fianco, gli urli lontani o la musica di sottofondo, cambieranno la vostra esperienza di gioco, anche rispetto a qualsiasi altro titolo precedente (per quanto da questo punto di vista si avvicini molto a Dead Space). E' un survival horror nel senso stretto di questo termine, scordatevi di entrare in un ambiente sparando a vista, perché proprio ciò che non vedrete vi ucciderà all'istante sbucando da un'insenatura o da un ambiente che non immaginavate che ci fosse fino ad un attimo prima.

Potrete aggirare i vostri nemici, spezzare loro il collo, rischiare di sprecare una marea di munizioni, distrarli o inventare nuove armi. Questo è ciò che vi aspetta la fuori, senza dimenticare che la fase di esplorazione non sarà secondaria e che, oltre a regalare molto tempo di gioco aggiuntivo, sarà fondamentale per potenziare il proprio arsenale o migliorare il proprio equipaggiamento, proprio come sarebbe nella realtà.

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Acquisto imprescindibile quindi? La mia risposta è si senza se e senza ma, considerando che non crederete di giocare con una piattaforma ormai in chiusura di stagione. Voi come avete vissuto questo gioco? Parliamone qui.

29 Giugno 2013

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