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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Mad Max - recensione PS4

Mad Max - recensione PS4
Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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Mad Max è sabbia e sangue! Come nelle quattro pellicole al cinema, anche la versione videoludica ripropone la stessa “semplicità” dei plot, ma tutta la violenza e la vita estrema nel deserto eterno.

Mad Max inizia esattamente come nel secondo e quarto film, o quasi tutti gli altri giochi di genere, con l’eroe che si trova in una posizione di vantaggio con armi e veicoli, per poi ritrovarsi a perdere tutto all’istante e dover ricominciare  da zero. Il protagonista assoluto è il deserto open world. Vastissimo, meravigliosamente spoglio, variegato nel panorama ora roccioso, ora sabbioso o appestato dalle paludi, con i resti di navi abbandonate o costruzioni fatiscenti conficcate nel terreno come i resti delle armi di guerrieri giganti.

Aver detto che sia “spoglio” però non significa con vuoto di cose da fare, anzi, ogni pochi metri si trovano missioni secondarie, “dungeon” da scoprire o elementi utili da scovare nel terreno. Alla base di tutto ci sono fortezze, governate da bizzarri sovrani da servire, ingraziando i quali avremo la possibilità di migliorare il nostro mezzo, grazie ai “rottami” - la nostra valuta più importante -, il nostro personaggio - grazie a tecniche di difesa/attacco, “armatura” e miglioramento dell’arma. In tanti si sono espressi sull’estrema ripetitività delle missioni, cosa per altro vera, ma in realtà è proprio il bello di questo titolo.

I nostri nemici infatti sono tutti caratterizzati molto bene, con nomi che accoppiano pezzi della vettura, con parti organiche poco nobili, anche se non si scende mai troppo nella profondità di ciascuno, con motivazioni che sono solo ed unicamente essenziali: fame, sete, denaro… esattamente come nelle pellicole di Miller. Max non vuole essere un eroe, vuole solo tentare di arrivare a sera - anche se spesso nemmeno quello - e distruggere tutto ciò che gli si para davanti e tenta di impedergli di sopravvivere in quel mondo al limite dell’assurdo.


CORSA PER LA VITA
Ho parlato prima delle missioni, ora entriamo più nel dettaglio. Lungo la mappa infatti il primo consiglio è quello di cercare i palloni aerostatici, che permettono di evidenziare sulla mappa tutti i punti di interesse nei paraggi di una specifica “regione”. Dovremo infatti trovare piccole fortificazioni, o grandi presidi, per aumentare il numero di rottami in nostro possesso, ma anche per ridurre il potere di un nemico sul territorio. Questo infatti incute timore con totem che dovremo distruggere, torri di cecchini da abbattere e carovane che trasportano i rifornimenti tra le varie zone fortificate. L’assalto alle carovane, come nello stile dei film, è la parte meglio riuscita in assoluto. L’intelligenza artificiale delle vetture è quasi perfetta, umana potremmo dire. Mentre ci avviciniamo al convoglio un mezzo si staccherà dal resto del corteo per cercarci e tentare di farci fuori. Le loro manovre si adatteranno alle nostre e non saranno mai casuali. Alcuni vorranno anche suicidarsi, pur di fermarci, altri scapperanno quando il loro livello di status sarà sceso oltre la soglia critica. Le esplosioni sono sempre una gioia per gli occhi, come il cielo immenso e foto realistico, con il ciclo giorno/notte che rende i colori dell’alba e del tramonto in modo magnifico.


DIFETTI
Guidare i vari mezzi - oltre alla nostra vettura potremo rubare quelle degli avversari e farci pure qualche gara clandestina - è piacevole, anche se si ha sempre la sensazione che la macchina si inchiodata al terreno, mentre sarebbe stato bello avere la sensazione di disegnare derapate sul terreno o avere controlli più precisi. Ci sono bug, e non sono pochi, alcuni legati alle missioni principali - ad esempio ci si incastra in alcune strutture o peggio non sia possibile risolvere alcune situazioni - ma in tutti i casi è bastato uscire, ricaricare è la cosa si è risolta da sola.

Come per il resto del gioco, anche i combattimenti richiamano da vicino il bellissimo L’Ombra di Mordor ed in particolare la saga di Batman Arkham. In questo caso però si può dire che siano migliorati e peggiorati allo stesso tempo. Nel primo caso sono diventati comunque più profondi in quando non è solo un discorso di quicktime event iper facili, ma anche una certa azione e fluidità nei movimenti che il giocatore deve avere per poter azzeccare le tempistiche e analizzare la situazione. Peggiora anche in quanto capita, di frequente, che nel pieno di una battaglia partano animazioni scriptate, che non sono controllabili dal giocatore, ma nel frattempo gli avversari ci riempiano di botte, senza poter far nulla per impedirlo. Anche la pistola ha una funzione molto limitata, si può infatti colpire in una determinata “area”- avversario o mezzo - ma non liberamente, il sistema aggancia il bersaglio e noi facciamo fuoco… insomma, oggi si può pretendere qualcosa di più.


CONSIDERAZIONI FINALI
Sono rimasto molto soddisfatto dalla prova finale, il risultato lo potete vedere dal lungo elenco di long play appena sotto. Ci si diverte sia nelle missioni principali che secondarie, ripetitivo? Sì, ma è proprio il gusto del gioco e delle pellicole, ci si innamora dell’atmosfera decadente, dei personaggi sopra le righe e dell’azione al limite del paradosso e proprio come con i film potrete adorarlo tantissimo o odiarlo, non ci sarà spazio per le vie di mezzo.


>>>> Volete vedere i long play del gioco? <<<<
cliccate qui per godere della sequenza completa in video!

13 Settembre 2015

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